Inaugurazione dell’opera dello scultore Giovanni Canu
Sarà posta nel Giardino di via Elvezia in ricordo di quanti collaborarono in città, nel Tiranese e in provincia, al salvataggio degli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali.
Non mancheranno di suscitare commozione le cerimonie che si terranno tra Tirano, Aprica e Villa di Tirano da venerdì 31 maggio a lunedì 3 giugno prossimi che avranno il momento culminante nella mattinata di sabato 2 giugno con l’inaugurazione della “Stele della memoria” nel Giardino di via Elvezia (dirimpetto al Commissariato di P.S.) in ricordo di quanti collaborarono in città, nel Tiranese e in provincia, al salvataggio degli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali e di quanti vennero aiutati a trovare salvezza in Svizzera negli anni bui della seconda guerra mondiale e del regime fascista.
La condizione geografica del Tiranese, crocevia fra la Valtellina, la Valcamonica e la valle svizzera di Poschiavo, e la conseguente relativa facilità di raggiungere la Svizzera, ha reso il suo territorio una via di transito relativamente facile per l’espatrio degli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali fasciste e dall’odio nazifascista, molti dei quali riuscirono così a sottrarsi alla cattura e all’invio ai campi di sterminio germanici.
Figura di primo piano dell’organizzazione locale era il sacerdote diocesano dottor Giuseppe Carozzi di Motta di Villa di Tirano, ma residente a Roma, uomo della Resistenza in collegamento con i Servizi angloamericani, i partigiani, le forze armate fedeli al governo legittimo, in particolare con la Regia Guardia di Finanza e i Carabinieri Reali. L’opera dell’organizzazione è stata a lungo dimenticata e solo recentemente ha suscitato l’interesse degli studiosi. La memoria popolare preferiva ricordare qualche isolato caso di delinquenza comune (che in tempi come quelli certo non può essere escluso), invece del gran numero di persone poste in salvo dall’organizzazione.
Uno degli eventi più significativi e rilevanti per il numero degli interessati, fu il trasferimento in Svizzera, organizzato con l’apporto di parroci, finanzieri e carabinieri, di almeno 220 ebrei internati all’Aprica.
All’avvenimento ha dedicato accurate ricerche negli archivi inglesi e svizzeri il prof. Alan Poletti, docente universitario a riposo e nipote di un emigrato di Villa di Tirano in Nuova Zelanda. Il suo studio, già edito in lingua inglese col titolo: A second life. Aprica to salvation in Switzerland 1943 è stato tradotto a spese dell’autore da Milva Genetti ed è stato pubblicato, per conto del Comune di Aprica, nelle edizioni del Museo Etnografico Tiranese con il titolo: Una seconda vita: Aprica – Svizzera 1943, la salvezza (Sondrio 2012, p. 155).
Da tempo il Comune di Tirano pensava a un monumento per ricordare, in un luogo idoneo, tutti coloro che collaborarono alla pietosa opera che pose in salvo in Svizzera tanti perseguitati politici e razziali, anche a grave rischio di finire a loro volta nei campi germanici, come accadde al finanziere scelto Claudio Sacchelli della compagnia di Tirano, collaboratore della Resistenza, deceduto nel Campo di Sterminio di Mauthausen (Austria) il 1° maggio 1945, decorato nel 2012 di Medaglia d’Oro al Merito Civile. Ma l’elenco sarebbe lungo, a cominciare dall’agente di polizia e studente universitario Mario Canessa in servizio presso la polizia di frontiera, riconosciuto Giusto fra le nazioni per l’opera svolta in quegli anni, al capitano Leonardo Marinelli della Guardia di Finanza, dal vicebrigadiere Bruno Pilat comandante della stazione di Aprica, al comandante provinciale dei Carabinieri e capo delle formazioni partigiane colonnello Edoardo Alessi, dai sacerdoti Cirillo Vitalini parroco di Bratta, Tarcisio Salice parroco di Roncaiola, Gino Menghi parroco di Baruffini, a padre Ildefonso Graziotto dei Servi di Maria, rettore del santuario, a tanti altri più o meno impegnati nella benemerita operazione. Il monumento intende ricordare tutti coloro che in provincia presero parte al salvataggio degli Ebrei, dei perseguitati dal regime e all’espatrio degli sbandati dell’8 settembre, e quindi anche don Angelo Milani parroco di Albaredo, don Luigi Del Nero parroco di Campovico, i coniugi Giovanni e Mariangela Della Nave, riconosciuti Giusti fra le nazioni per avere ospitato per 16 mesi la famiglia ebrea di Regina Zimet a San Bello di Campovico. E, ancora la tiranese Emilia Lantieri Solci, gli aprichesi Attilio Bozzi ed Emilio Negri e tanti di cui non abbiamo notizia.

Nel 2009 una signora australiana, Vera Neufeld Sydney, appartenente al gruppo degli Ebrei internati all’Aprica ed Alan Poletti, promossero una escursione, quasi un pellegrinaggio, sui sentieri della montagna attraverso i quali gli Ebrei di Aprica avevano trovato salvezza oltre confine. Erano in tanti, provenienti da varie parti del mondo e fu una indimenticabile occasione di incontro a cui parteciparono anche diversi studenti.
Sulla base di queste premesse il Comune di Tirano ha fatto i passi necessari per la realizzazione del monumento ed ha identificato come luogo più idoneo il giardino pubblico di via Elvezia che si trova al centro dell’imbocco della Valle di Poschiavo, di fronte al Commissariato di Pubblica Sicurezza ed è quindi un luogo simbolo della frontiera, del confine in senso concreto e anche ideale. Il monumento si chiamerà Stele della memoria e sarà visibile a chi percorrerà la variante della Statale 38 che porta al valico di confine di Stato di Piattamala e a chi transiterà a bordo del Trenino Rosso del Bernina che collega Tirano a St. Moritz, da poco iscritto nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
La scelta del luogo considera anche il valore morale che deriva dalla vicinanza del Santuario della Madonna di Tirano, il più importante tempio della Provincia di Sondrio e basilica della Patrona della Valtellina, che da secoli rappresenta l’unità religiosa della popolazione e della sua identità culturale popolare. Un tempio dedicato (merita ricordarlo) a una donna ebrea, Maria di Nazaret. L’erezione di una stele per segnalare luoghi ed eventi importante è un elemento tipico della tradizione ebraica che ha riscontro anche nella preistoria locale.
La stele, di cui si riproduce qui il bozzetto, è opera dello scultore Giovanni Canu, già noto al pubblico valtellinese per avere tenuto nel 2009 una mostra personale nel museo statale di Palazzo Besta a Teglio. In quella occasione una sua opera, L’osservatore del tempo, fu esposta sul sagrato della basilica come richiamo per la mostra tellina e venne ripresa, insieme al santuario, da un pittore giapponese che la utilizzò come copertina di una importante guida turistica nipponica. La scultura venne poi trasferita nel giardino pubblico di via Elvezia dove rimase a testimoniare la partecipazione della città nel biennio di festeggiamenti per i cento anni della Ferrovia Retica e per il suo ingresso nel patrimonio Unesco.
La scultura è stata realizzata dalla Nuova Serpentino d’Italia di Chiesa Valmalenco, una primaria azienda nel settore. Entrambi hanno offerto generosamente la loro opera a titolo gratuito per l’alto valore morale dell’iniziativa.
La città esprime qui la propria gratitudine anche a nome della comunità provinciale che è, idealmente, il committente dell’opera che ricorderà a tutti i Valtellinesi e i Valchiavennaschi che in ogni modo contribuirono a porre in salvo Ebrei e perseguitati dal nazifascismo.
Presso la stele sarà posto un cippo con la seguenti iscrizione dedicatoria:
Questa pietra evochi qui – dove la persecuzione si trasformo’ in soccorso alle vittime di regimi barbari e ciechi – la solitudine del perseguitato e la sua drammatica richiesta d’aiuto. Ascoltate l’eco del suo grido, uomini d’oggi, perché nessuno sia più perseguitato per il suo essere o per il suo pensiero. Tirano 2 giugno 2013. (Il testo è di Luisa Gazzi Schiantarelli)
Su lato opposto del cippo l’iscrizione recita:
Città di tirano /la stele della memoria/ dello scultore Giovanni Canu/ è dedicata a chi soccorse gli ebrei perseguitati dalle leggi razziali e quanti cercarono salvezza in Svizzera negli anni bui della seconda guerra mondiale. L’opera è stata offerta dall’autore e dalla Nuova Serpentino D’italia s.p.a. di Chiesa in Valmalenco che l’ha realizzata.
L’inaugurazione avrà luogo il 1° di giugno 2013 con la partecipazione delle massime autorità provinciali nell’ambito di una cerimonia alla quale parteciperanno, con Alan Poletti, alcuni superstiti del gruppo degli Ebrei di Aprica provenienti da varie parti del mondo. La loro presenza ha suggerito di inserire l’inaugurazione in un più ampio programma di iniziative che si terranno da venerdì 31 maggio a lunedì 3 giugno 2013.
Programma:
Venerdì 31 maggio 2013
Tirano
Ore 10:30, incontro con gli studenti dell’Istituto di IS “Balilla Pinchetti”
Ore 21:00, sala del Consiglio Comunale, presentazione del libro “Una seconda vita” con la partecipazione dell’Autore.
Sabato 1 giugno 2013
Tirano
Ore 10:30 cerimonia inaugurale della “Stele della Memoria” nel giardino pubblico di via Elvezia
Domenica 2 giugno 2013
Villa di Tirano
È prevista una salita a Lughina, sulla strada percorsa per l’espatrio in Svizzera degli Ebrei di Aprica, con la partecipazione di studenti e di Paul Greene del programma televisivo Courage to care che effettuerà le riprese per una trasmissione destinata ai Valtellinesi d’Australia.
Lunedì 3 giugno 2013
Aprica
Ore 18:00 omaggio al monumento ai Caduti dove è stata posta una targa a ricordo del salvataggio degli Ebrei.
Ore 21:00, Sala Congressi del Centro Direzionale (via Roma 150), incontro della popolazione con Alan Poletti e alcuni ex internati di Aprica.
Il programma è stato concordato fra i Comuni di Tirano, Aprica, Villa di Tirano, con il Consorzio Turistico Terziere Superiore e con gli ospiti.











