L’opinione di Gianluca Giuliani
In economia regionale, ambito del quale mi occupo professionalmente, ci si trova spesso confrontati con la difficoltà di dover stimolare le attività in una determinata regione, ma di non disporre dell’idea di progetto per farlo in modo adeguato.
A molti progetti, infatti, mancano spesso alcune caratteristiche considerate molto importanti dal punto di vista dell’economia regionale. Il Centro Tecnologico del Legno (CTL) invece si presenta con molte carte in regola. In particolare coglie appieno tre aspetti considerati fondamentali nell’ambito dell’economia regionale: il radicamento sul territorio, la presenza di vantaggi comparati e la promozione dell’innovazione. Ma procediamo con ordine.
Il CTL è radicato nel territorio
In mancanza di alternative, le regioni periferiche si trovano spesso ad agevolare l’insediamento di aziende che poco o nulla hanno a che vedere con il territorio. Aziende di questo tipo sono poco integrate nell’economia regionale e non utilizzano né materie prime – o semifabbricati del posto -, né servizi locali. Spesso il personale non è indigeno e la produzione non ha alcuna connessione con le attività svolte dalle altre aziende del posto. In queste situazioni, il cosiddetto “moltiplicatore delle attività locali” è molto basso e la delocalizzazione è sempre dietro l’angolo. Il CTL, come già indicato in altri contributi, si integra invece molto bene nel contesto socio-economico della Valposchiavo, inserendosi in un settore, quello del legno, con importanti potenziali. I profili professionali necessari possono essere locali e molti dei servizi richiesti dal CTL sono a disposizione localmente. Il presupposto del “radicamento nel territorio” è quindi dato per il CTL.
Il CTL ha dei vantaggi comparati
Uno dei presupposti più difficili da adempiere in economia regionale è quello dei “vantaggi comparati”, cioè quello di promuovere un’azienda che, anche in un contesto periferico, sia in grado di produrre dei beni o servizi con un rapporto prezzo-qualità competitivo. La Svizzera è un paese che produce in modo relativamente caro; le aziende svizzere si guadagnano la competitività integrando molto sapere (“know-how”) nella produzione di beni e di servizi. Molti economisti suggeriscono addirittura di meglio mettere a frutto la capacità svizzera di trasmettere il sapere, globalmente riconosciuta come un’eccellenza, in quanto in quest’ambito ci sono dei concreti vantaggi comparati. Per il CTL, la scelta di insediarsi a Poschiavo è quindi molto strategica: grazie al sistema formativo con radici svizzere, è possibile offrire delle prestazioni competitive ad un vasto mercato, da un posto che, anche se ancora periferico, è obiettivamente il più vicino al mercato potenziale a cui si mira. Al contempo, il posto scelto garantisce la conservazione delle peculiarità formative svizzere. Qualsiasi altra località più a nord, a prescindere dai problemi di lingua, è “più” lontano; e qualsiasi altra località più a sud non garantisce più in modo integrale tutte le peculiarità formative di cui sopra, minando quindi alla base il principio dei vantaggi comparati.
Il CTL stimola l’innovazione
Un’altra fatica immane per chi promuove lo sviluppo regionale è quella di portare l’innovazione nei contesti periferici. Si sa che l’innovazione si sviluppa con più facilità nei posti in cui operano anche i centri del sapere; ed è un dato di fatto che questi centri del sapere non sorgono normalmente in contesti periferici. Il CTL rappresenta in questo senso una specie di “colpo di fortuna”: per raccogliere i maggiori vantaggi comparati possibili, come spiegato sopra, Poschiavo diventa strategico quale sede del CTL. Con il CTL nasce anche a Poschiavo un piccolo centro del sapere legno; ed è empiricamente dimostrabile che un centro del sapere stimola l’innovazione.
Anche “non decidere” ha un costo
È vero che decidere di lanciare il progetto del CTL presenta dei rischi imprenditoriali. Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, anche “non far niente”, rispettivamente “non decidere” ha un costo. Ha un costo in termini di opportunità non sfruttata. Dal punto di vista dell’economia regionale il CTL ha parecchie carte in regola, carte che in altri progetti sono “difficili”. Ogni imprenditore sa che deve impiegare il suo denaro in modo oculato, ma sa anche che non può sempre e solo risparmiare sugli investimenti. Altrimenti c’è il rischio che il risparmio porti sì dei buoni risultati a corto termine, ma che produca serie difficoltà a medio e lungo termine. Quando un progetto presenta buone prospettive, bisogna avere il coraggio di investire.











