Cavaione: 13 civilisti a falciare e pulire prati

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Falciati più di 2 ettari di terreno [le FOTO]
Dalla scorsa settimana 13 giovani da tutta la Svizzera, nell’ambito del loro Servizio Civile, lavorano a Cavaione sotto la direzione del brusiese Luca Plozza. Un’azione che permette la salvaguardia di prati secchi d’importanza nazionale e dei muri a secco.

Vengono dalla Svizzera tedesca, dalla Svizzera francese, dal Ticino e dalla Mesolcina. Sono 13 giovani che hanno optato per il Servizio Civile al posto del Servizio Militare per servire la loro patria. Dalla scorsa settimana sono impegnati sui prati di Cavaione, falciandoli e ripulendoli da piante e arbusti, frenandone in questo modo l’imboschimento.

Opera di pulizia dei prati.

 

Come ci riferisce l’ingegnere forestale Luca Plozza, brusiese da anni residente nel Moesano, attraverso questa azione – apprezzata dalla maggioranza degli abitanti del paese appeso alla montagna – si possono salvaguardare prati secchi d’importanza nazionale che ospitano fiori rari. Inoltre, ci spiega, se questi prati non venissero falciati ma destinati al pascolo, i caratteristici muri a secco presenti rischierebbero di rovinarsi o crollare a causa del movimento del gregge.

Muro a secco rovinato.

 

Quest’anno, anche grazie a una falciatrice ultimo modello, sono stati falciati più di 2 ettari di prati, alcuni dei quali non venivano falciati da oltre 10 anni. L’opera degli obiettori di coscienza, che dormono nei rifugi della Protezione Civile messi a disposizione dal Comune di Brusio e che saranno attivi fino a giovedì prossimo per un totale di 10 giorni, è resa possibile da un finanziamento triennale del Cantone dei Grigioni. Dei civilisti erano infatti arrivati anche lo scorso anno e dovrebbero arrivarne pure il prossimo.

Nei prati secchi di Cavaione si trovano dei fiori rari.

 

Il lavoro dei civilisti dà dunque un seguito concreto al Progetto Cavaione, di cui Luca Plozza è uno dei promotori assieme a Damiano PlozzaFranco BalsariniMarcello Dorsa e Franco Crameri (forestale del Comune di Brusio), che si prefigge proprio il mantenimento del territorio. Ed è per dare una possibilità di alloggio a lavoratori volontari – non necessariamente civilisti – e una visione a lungo termine al progetto, che i promotori vorrebbero restaurare l’ex edificio scolastico di Cavaione. Questione sulla quale il Consiglio Comunale di Brusio già si è chinato (leggi ad esempio qui).

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