Riforma territoriale: l’occasione per semplificare le cose
Il Gran Consiglio, nella sua sessione di aprile, discuterà la proposta del Governo di una nuova legge mantello sulla riforma territoriale. La struttura attuale, con 11 Distretti, 14 Corporazioni regionali e 39 Circoli, cambierà a favore di 11 Regioni, ancorate nella Costituzione Cantonale (vedi anche articolo nel giornale online IL BERNINA del 9 febbraio 2014).
Le Regioni saranno responsabili di compiti sovracomunali di natura amministrativa e giudiziaria, delegati dai Comuni e/o dal Cantone. La riforma persegue un obiettivo ben preciso, ossia l’ottenimento di Comuni forti, di un Cantone forte e di un livello intermedio di scopo (le Regioni appunto) a cui delegare compiti ben definiti.
La Regione Bernina, con i suoi 2 Comuni e 4‘700 abitanti, è di gran lunga la più piccola del Cantone; a questo proposito si ricorda che 2 Regioni sono composte da più di 20 Comuni, 5 Regioni da 10 sino a 20 Comuni e 4 Regioni da meno di 10 Comuni. Fra queste ultime figura, appunto, la nuova Regione Bernina.
Il punto più importante della discussione in Gran Consiglio durante la sessione di aprile sarà la futura organizzazione delle suddette 11 Regioni. La proposta del Governo persegue un modello organizzativo snello, ma ugualmente efficiente, caratterizzato da una Conferenza dei Sindaci (CS) in qualità di organo esecutivo. Quest’ultimo è composto, come d’altronde dice il nome stesso, dai sindaci dei vari Comuni che compongono la Regione e, nel nostro caso specifico, da 4 ulteriori membri, ovvero 2 per il Comune di Brusio e 2 per il Comune di Poschiavo. Essi sono nominati d’ufficio dai 2 Consigli comunali scegliendo fra i consiglieri che li compongono.
Alla Conferenza dei Sindaci il Governo propone di affiancare un Comitato operativo ristretto, composto da 5 membri nominati nell’ambito della Conferenza dei Sindaci stessa, che si occupa della gestione degli affari regionali correnti. Nel caso della nostra Regione il suddetto Comitato operativo di 5 membri rappresenterebbe un organo superfluo rispetto alla Conferenza dei Sindaci composta da 6 membri; essendo un doppione, la futura Regione Bernina sarebbe dunque dispensata dalla nomina del Comitato operativo; esso è invece perfettamente sensato nelle Regioni in cui la conferenza dei Sindaci è composta da un numero di membri ben superiore al nostro. La Conferenza dei Sindaci nomina d’ufficio anche una Commissione di gestione (o Commissione di revisione dei conti) e una Direzione operativa, da strutturare in maniera flessibile a seconda delle necessità e dei compiti da svolgere.
L’alternativa alla proposta del Governo, difesa da diverse corporazioni regionali, è quella di mantenere la struttura attuale, che risulta molto spesso più pesante e complicata. Per la Regione Valposchiavo questo significa:
- Un Parlamento regionale composto da 9 membri, di cui 3 in rappresentanza di Brusio (2 eletti dal Popolo nel Comune di Brusio e 1 nominato d’ufficio dal Consiglio comunale di Brusio, di regola il sindaco) e 6 in rappresentanza di Poschiavo (5 eletti dal Popolo nel Comune di Poschiavo e 1 nominato d’ufficio dal Consiglio comunale di Poschiavo, di regola il podestà);
- Un Consiglio di direzione, composto da 5 membri (2 eletti dal Popolo nel Comune di Brusio, 2 eletti dal Popolo nel Comune di Poschiavo e 1 presidente eletto a livello regionale);
- Una Commissione di revisione composta da 3 membri (1 eletto dal Popolo nel Comune di Brusio e 2 eletti dal Popolo nel Comune di Poschiavo);
- Un ufficio di segreteria e varie Commissioni nominate dal Consiglio di direzione a seconda dei compiti da svolgere.
I firmatari del presente articolo sosterranno in Gran Consiglio la variante snella proposta dal Governo per i seguenti motivi:
- La Regione Valposchiavo, nella sua configurazione attuale, viene ritenuta sovrastrutturata; 7 elezioni popolari per nominare 3 organi, più 1 presidente di una corporazione composta da 2 soli Comuni è eccessivo. Ciò soprattutto se si considerano le difficoltà nel trovare persone che si mettono a disposizione per coprire le varie cariche;
- Con una struttura come quella esistente sarebbe molto difficile per i Comuni, in futuro, gestire le attività della Regione secondo quanto prevede la proposta di legge del Governo. A questo si aggiunge la difficoltà per i Comuni di avere un controllo diretto dell’andamento dei costi della Regione, cosa che puntualmente viene sollevata e criticata in Giunta, ma non solo, soprattutto alla luce dell’attuale situazione finanziaria difficile in cui versano i Comuni;
- La struttura organizzativa della Regione non rappresenta affatto il preludio alla fusione dei Comuni di Brusio e Poschiavo, come invece insinuato di recente. Avanzare quest‘argomento per difendere il mantenimento di un organo sovrastrutturato come quello attuale non è del tutto onesto;
- La soluzione proposta dal Governo garantirà comunque alla Regione tutti gli strumenti necessari per poter essere un organo di scopo innovativo, propositivo e dinamico.
Nei giorni scorsi è stata giustamente sollevata la questione del nome della futura regione: perché «Bernina» e non semplicemente «Valposchiavo»? Due anni fa il Governo ha ripreso i nomi degli 11 Distretti che diventeranno le nuove Regioni. Il nostro Distretto da tempo si chiama «Bernina». La battaglia politica di allora si è concentrata sul mantenimento della nostra Regione quale organo indipendente rispetto all’annessione all’Engadina, in analogia a quanto invece avvenuto con la Val Bregaglia. Viste le premesse, il risultato era tutt‘altro che scontato e a questo proposito non si è consapevolmente voluto caricare la discussione con troppi elementi, con il rischio di perdere su tutta la linea. Al contrario ci si è concentrati sull’essenziale. Adesso, il nome potrebbe essere solo cambiato tramite una revisione della Costituzione.
La nuova legge sulla riforma territoriale è molto importante: si tratta infatti di definire un‘organizzazione delle Regioni efficiente e razionale, nell‘interesse della popolazione e dei Comuni. Prestigio ed interessi particolari non sono i criteri giusti.
Per approfondire:
- Riforma territoriale: la commissione approva la legislazione esecutiva
- Fusione fra Brusio e Poschiavo: di nuovo un tema?
- Dossier “riforma territoriale”
Karl Heiz
Luogotenente di Poschiavo e Granconsigliere
Alessandro Della Vedova
Podestà di Poschiavo e Granconsigliere











