L’Arte è donna, e se n’è accorto anche Interreg

0
497

«LArte è donna, così come Cultura è Cura», questo enunciano convintamente le poschiavine Paola Gianoli e Begoña Feijoo Fariña a margine della presentazione, avvenuta recentemente a Sondrio, di un progetto Interreg.

“Valleys4ACTIONS” è il titolo, invero criptico: sarebbe a dire “Azioni in quattro Vallate (Valtellinese di Sondrio, Poschiavina, Malenca e Chiavennasca)”.
“Kickoff” (che significherebbe calcio di inizio) è la parola “magica” che in questi giorni viene usata per presentare e, soprattutto, per dare inizio ai primi lavori di questo progetto sovranazionale, ma anche di altri, sempre nell’ambito Interreg.

Dagli organizzatori è stata anche diffusa una prima foto particolarmente significativa (anche qui bizzarramente etichettata col termine inglese “photo opportunity”).
In effetti questa volta l’immagine di fine lavori finisce per avere forse più importanza delle parole, delle mille parole spese.

Non ci può infatti sfuggire la schiacciante presenza femminile (sedici contro quattro): e così viene rovesciato il “gender gap” (pardon, il divario di genere).
«Ci prendiamo il nostro posto e non abbiamo bisogno di un capo», sottolineano con forza le nostre due interlocutrici poschiavine.
«Ribadiamo poi: Cultura è anche Cura. Partiamo dal presupposto che essa sia una sorta di medicina generatrice di benessere, relazioni e autonomie».

E rispetto al progetto?
«Questo fa leva su tre differenti definizioni della Cultura: come conoscenza acquisita, come creatività, come sapere prodotto».
«Gli obiettivi progettuali che abbiamo visto elencati nella documentazione sono molto alti: “La Cultura come Cura richiama certamente la costruzione di politiche e interventi inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. La possibilità di essere e sentirsi parte di una collettività, i temi della cittadinanza attiva e della partecipazione, il “diritto alla città” e la messa a disposizione di luoghi – fuori e dentro lo spazio pubblico – che favoriscano occasioni di incontro, relazione e vita di comunità”».

E Paola Gianoli fa notare che «lofferta culturale di “Riverbero” mira appunto a rafforzare la coesione regionale giusto saldando le nostre proposte con quelle provenienti oltre confine dalla provincia di Sondrio e verso nord dallEngadina, dalla Bregaglia e oltre».

Paola Gianoli, quale la prima iniziativa in programma?
«Nell’ambito del progetto Interreg Valleys4Actions, il 26 giugno presentiamo a Sondrio l’installazione performativa “Slowed Landscapes” della coreografa Moni Wespi, in residenza a Poschiavo in maggio. Nel suo progetto Slowed Landscapes, Moni Wespi esplora i confini tra staticità e micromovimento, combinando arte coreografica e arte visiva e invita lo spettatore a rallentare. All’interno dello stesso evento – aggiunge Begoña Feijoo Fariña – l’illustratrice Malin Widén, che sarà in residenza quel mese, esporrà alcuni lavori realizzati a Poschiavo. L’idea è quella di presentare contemporaneamente forme espressive diverse e dare la possibilità al pubblico di “spostarsi” dall’una all’altra secondo la propria sensibilità e desiderio».

«Al di fuori di Interreg, – riprendePaola Gianoli – il 6 giugno Begoña Feijoo Fariña ed io saremo a Sondrio per una manifestazione ad ampio spettro ospitata dalla Compagnia di Danza dallassociazione Libellula, la cui presidente è la valtellinese Carlotta Ermacora che conosce bene la Valposchiavo, lavorando qui da noi. Sono previsti due appuntamenti preparatori: il 3 maggio dalle 15 alle 18 e il 25 maggio dalle 10.30 alle 13.30. In programma esercizi di riscaldamento, di improvvisazione, contact improvisation e la preparazione di una performance, che sarà presentata appunto il 6 giugno nellambito del saggio di fine anno dellassociazione Libellula. Gli incontri avverranno nella palestra al numero 6 della sondriese via Gavazzeni e lo spettacolo sarà presentato al Teatro Don Chiari a Sondrio».

Conclude Begoña Feijoo Fariña:«Il 6 giugno a Sondrio leggerò l’inedito “L’angelo cacciato” (liberamente ispirato alle poesie “El” e “Sarmiento” di J.L. Borges) e mi lascerò meravigliare da come i corpi daranno altra voce a ciò che ho scritto». Questo progetto, nato al di fuori del calendario interreg ci conferma la potenzialità degli scambi culturali tra due territori vicini come lo sono la Valposchiavo e la Valtellina».