Davide Migliacci si candida a Brusio: «Occuparsi del bene comune è un dovere»

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Livio Zanolari (sx) annuncia il candidato Davide Migliacci, UDC, (dx) durante la festa annuale UDC Valposchiavo all'agriturismo Miravalle di Brusio.

Dopo tre anni di mandato, il sindaco di Brusio Pietro Della Cà ha deciso di farsi da parte con un netto preavviso, lasciando la carica così come un tempo l’aveva assunta: ovvero, per responsabilità.
«Ho deciso di annunciare le mie dimissioni con largo anticipo per permettere al Comune e alla politica di preparare una transizione ordinata e serena. Non è una fuga, ma una scelta per il bene dell’istituzione», ha dichiarato lo scorso marzo. Nessuna crisi quindi, nessuna polemica, solo il desiderio di non lasciare un vuoto e di agevolare il passaggio di consegne.

Ed ecco, a distanza di qualche mese, una risposta. Domenica 27 luglio, durante la festa annuale dell’UDC Valposchiavo, Davide Migliacci, imprenditore locale, già attivo per 12 anni nel Consiglio comunale di Brusio e presidente dell’UDC locale, dichiara la sua candidatura, che rappresenta una scelta nel segno della continuità con la linea adottata dall’uscente sindaco Pietro Della Cà.

Ambizione e senso del dovere

«Penso di poter dire che Pietro in questi tre anni come sindaco ha fatto veramente tanto per il comune di Brusio e il mio compito sarà quello di portare avanti tutto ciò che è già stato avviato da Pietro, sperando che anche la strada di Viano vada veramente avanti, non che si fermi a Coira. Ci sono tanti altri progetti da portare avanti» ha dichiarato Migliacci, anticipando anche di non essere intenzionato solo a concludere il mandato di Della Cà per il restante anno e mezzo, ma anche a presentarsi per le elezioni successive.

Ma in chiave di continuità, non si nota solo la comunanza di alcuni elementi politici, quanto la natura simile con cui è avvenuta la messa a disposizione per la comunità, che prima di una scelta innata sembra la risposta a una chiamata. E l’accoglimento di questa chiamata è arrivato da un uomo in divisa da lavoro, con le maniche rimboccate e che fa avanti e indietro dalla cucina del suo agriturismo, il “Miravalle”, luogo da dove il borgo di Brusio appare posato sul fondo valle come il modellino di un plastico in cui si può ancora costruire tanto. Oggi, «si sente tanto parlare di diritti, diritti, diritti… tutti che vogliono diritti, vanno in piazza a reclamare che hanno dei diritti. Però abbiamo anche dei doveri. Io penso che mettersi a disposizione per il comune, cercare di fare il bene di tutti sia un dovere. Ed è per questo, anche, che io mi metto a disposizione» ha dichiarato Migliacci continuando: «io non sono uno che vive di politica. Ho una mia attività e continuo a lavorare. Ma quando serve, ci si mette a disposizione. È anche così che si dimostra di tenere al proprio Paese».

Alcune proposte per Brusio

Il problema abitativo

Un punto centrale del programma di Migliacci riguarda la questione abitativa. Brusio, come molte altre realtà montane, soffre di un paradosso: molte case sono vuote o in cattive condizioni, eppure non sono disponibili sul mercato. «Tanti dicono: Vorrei comprare casa, vedo molte di case vuote in valle, chiuse e disabitate, però non sono in vendita». E come si potrebbe agire? «Il comune potrebbe fare un censimento delle abitazioni contattando i proprietari e acquisire una vera e propria lista della situazione degli immobili nel comune per sbloccare il nostro effettivo patrimonio immobiliare inutilizzato».

Il problema però è anche normativo, suggerisce Migliacci. «Succede anche che ci siano case in zone artigianali. Ristrutturare le case in queste zone e renderle residenziali non è possibile. Bisogna trovare il sistema per snellire un po’ la procedura verso Coira».

Viabilità e radar

Altro tema sentito è quello della viabilità. Migliacci contesta apertamente alcune situazioni, come il limite di 30 km/h a Campocologno: c’è sì una strettoia ma non è proprio una zona residenziale. «E oltre ad esserci il limite, capita di trovare anche il radar». L’obiettivo è riequilibrare il tema sicurezza con il buon senso, perché lì il 30, a suo dire, non è questione di sicurezza.

Politiche giovanili e partecipazione

La “questione giovani” non è affatto facile ma Migliacci afferma che «fa piacere vederne diversi già presenti oggi (alla festa dell’UDC n.d.r), questo sì che è un buon segnale. Bisogna cercare di essere più vicini anche ai giovani, essere più propositivi e saperli coinvolgere maggiormente».

Economia e imprese

Sul fronte economico si punta a valorizzare le risorse locali. «Abbiamo la corrente elettrica a basso costo, questo è un vantaggio per attrarre imprese. Ma non vogliamo aziende speculative che consumano e basta, come i centri per il mining di criptovalute. Le imprese che si insediano devono sapere anche restituire qualcosa alla comunità». Migliacci sottolinea anche l’importanza di costruire relazioni operative con i Comuni limitrofi, in particolare in ambito turistico.

Fusione con Poschiavo: “Non è un tema”

Per chi si chiede se una futura fusione tra Brusio e Poschiavo sia all’orizzonte, Migliacci risponde con chiarezza: «La fusione con Poschiavo al momento non è un tema e non la ritengo una questione da affrontare. Non vedo una necessità».

Struttura e amministrazione comunale

Il grado di occupazione come sindaco di Brusio al momento è pari al 30% sulla carta, ma Pietro Della Cà ha più volte parlato della mole di lavoro che può caricare il sindaco se questo considera con attenzione tutto ciò che c’è da fare in comune, dedizione che porta il grado di occupazione fino a superare il 100%. Da questo punto di vista non si può pensare che il sindaco faccia tutto da solo ma, dice Migliacci, «occorre una struttura: dal punto di vista amministrativo, il comune deve essere organizzato e composto da un apparato competente, in cui il vicesindaco e i collaboratori abbiano margini d’azione. Non si può fare tutto da soli. Serve distribuzione».

Un passo avanti per tempo

Le elezioni sono previste per il 3 marzo. C’è ancora tanto tempo. Perché quindi essersi annunciati così in anticipo?
«Mi piacerebbe che ci fossero altri candidati. Non voglio una corsa solitaria e non mi piace giocare a carte coperte. Intanto, qualcuno doveva farsi avanti. E io ci sono. Ma vorrei dare la possibilità agli altri schieramenti politici di presentare i loro candidati, in maniera di non finire a dover scegliere per forza l’unico candidato che si è proposto».

Questo gesto – spiega – è stato fatto anche per stimolare gli altri partiti. Per dire: mettiamoci in gioco. Perché è così che le cose si muovono e funziona la democrazia.

1 COMMENTO

  1. Davide Migliacci si candida alla guida di Brusio nel segno della continuità, motivato da senso civico e impegno personale. La questione del patrimonio immobiliare inutilizzato è reale e merita attenzione, ma non può diventare il perno dell’agenda politica. Brusio ha bisogno soprattutto di una visione chiara e lungimirante, orientata allo sviluppo sostenibile, all’innovazione, al rilancio economico e all’inclusione delle nuove generazioni.
    Apprezzabile la volontà di valorizzare le risorse locali, come l’energia elettrica a basso costo, a beneficio della comunità e non di realtà speculative. Tuttavia, servono proposte più incisive e strutturate per affrontare le sfide di un territorio montano che richiede coesione, collaborazione e capacità di guardare oltre i confini comunali.
    Il tema della fusione con Poschiavo, pur non urgente, non andrebbe escluso a priori: può rappresentare una possibilità da valutare con realismo e senza pregiudizi, nell’ottica di rafforzare i servizi, l’efficienza amministrativa e la voce della valle nel contesto cantonale.
    A margine, questioni come radar e limiti di velocità risultano ininfluenti per il futuro del Comune e rischiano di spostare l’attenzione dalle vere priorità.