Bruno Raselli affida alle pagine de Il Bernina il suo ricordo dell’amico recentemente scomparso, Renato Godenzi. I funerali avranno luogo sabato 4 marzo alle ore 14.00 presso la Chiesa di San Vittore Mauro a Poschiavo.
Il tifoso numero uno
La domanda che Renato mi rivolgeva al telefono il lunedì in mattinata era sempre la stessa: “Quant ani fait, ani vingiü ier?”. Una domanda che malcelava l’angoscia di una eventuale risposta negativa, nonostante lui credesse sempre nella forza dei suoi beniamini. E i suoi beniamini eravamo noi, i giocatori di pallone dell’US Brusiese dei tempi, in seguito della Valposchiavo Calcio; e quelli dell’hockey.
Nel piccolo grande mondo delle società sportive valligiane – durante l’inverno partecipava con coraggio alle corse di sci organizzate dalla Sportiva Palü -, Renato era di casa. A fine gara era il primo ad entrare sul terreno di gioco per festeggiare con entusiasmo una vittoria, si sentiva parte di quella grande famiglia.
Renato è stato una lezione di vita per buona parte delle persone che lo hanno conosciuto e frequentato. Viveva con molta dignità la sua diversa capacità d’intendere; per anni ha svolto umilmente i lavori di officina che Camillo gli assegnava con pazienza. La sua forte determinazione, a volte, si scontrava con chi si prendeva cura di lui, persone della quali aveva comunque un grande rispetto. E rideva, di un sorriso contagiante. Quando sul bordo della strada, con una mela nella mano, chiedeva un passaggio, nessuno glielo negava. La domanda ricorrente, in quei brevi tratti di strada, era sempre la stessa:”Vingiuma indumenga?”.
“Grazie ca ta mas töit drö”, mi sussurrò con gratitudine guardandomi negli occhi durante l’ultima partita di hockey a cui abbiamo assistito insieme a Samaden. E nei minuti finali, vedendo i nostri irrimediabilmente in svantaggio, mi chiese melanconico: “Ga la fani amò?”. Aveva intuito che non ce l’avrebbero più fatta, così come lo deve aver intuito recentemente, quando il suo stato di salute è bruscamente peggiorato e ha dovuto lasciare d’urgenza la valle. Se ne è andato in silenzio, senza lamentarsi.
Purtroppo quello è stato un viaggio di solo andata. Ora il mio telefono, il lunedì mattina, non suonerà mai più.
Bruno Raselli













Grazie Bruno !
Ti ringraziamo per il tuo elogio in memoria di Renato.
Lo hai ricordato proprio come lui era, spontaneo, semplice e sempre entusiasta per i suoi hobby.
Saluti Renata e Bruno Godenzi