Andiamo tutti all’arena
Cosa può ancora suscitare l’interesse negli adolescenti, loro che sono il nostro futuro?
Confrontati quotidianamente con la società cosiddetta adulta, estirpati dal guscio protettivo della scuola e della famiglia, gli adolescenti si ritrovano confrontati con situazioni di difficile gestione.
L’istituzione scolastica e, con essa, gli insegnanti, cercano di preparare al meglio lo scolaro all’integrazione sociale. Il collegio offre delle attività extrascolastiche socialmente integrative: rappresentazioni teatrali, eventi culturali come mostre, dibattiti, incontri con scrittori, proiezione di filmati e altro ancora.
Le tematiche vengono discusse in classe, nel piccolo gruppo, e la preparazione aiuta a confrontarsi immediatamente con il tema. A sipario aperto poi, ognuno è lasciato in balia delle proprie attenzioni e degli interessi personali. La curiosità prima e, si spera, l’interessamento poi, nascono e il vissuto viene elaborato nella testa di ognuno. Se le scene sono particolarmente accattivanti, l’adrenalina sale per la maggior parte del pubblico.
Ma improvvisamente una piccola distrazione: un cellulare che vibra, una caramella scartata, la battuta infelice del vicino di sedia, un colpo di tosse forzato fanno crollare ciò che si era creato. La magia di saper ascoltare e riflettere in silenzio. Essere abbandonati nelle proprie sensazioni. La tensione cala e con lei il fascino. Nasce così la forza di gruppo, ormai incontrollabile.
Perché si arriva a tanto? Perché un adolescente non riesce più a seguire il discorso per 45 minuti? Perché si perde la concentrazione, l’attenzione?
Il tutto esplode quando lo spettacolo, il dibattito o l’incontro finisce. Sembra un’azione liberatoria. La forza del gruppo porta il singolo a comportarsi in modo inadeguato. Un applauso di troppo, una risata, una battuta impropria, che sono più di disturbo che di aiuto.
In sala nasce l’imbarazzo e chi guida il gruppo si ritrova ancora una volta a rivedere i suoi pensieri sulla validità del programma.
Perché tutto questo?
I giovani sostengono che non vengono capiti dagli adulti. Quando, però, si dà loro la possibilità di fare i primi passi nel mondo cosiddetto adulto, succede talvolta che essi si comportino da ragazzi… immaturi. Questo comportamento si riscontra a livello di gruppo, mentre preso singolarmente il ragazzo/la ragazza dimostra un interessamento del tutto impeccabile. Ma ciò succede pure nel mondo adulto!
I miei pensieri mi portano alla seguente conclusione: dovremmo abituare i ragazzi ad andare ai concerti, ai dibattiti, a teatro e ad altre manifestazioni culturali che la nostra Valle offre. Ma non in gruppo, bensì con i propri genitori, con la famiglia!
Redatto da Sabina Paganini – sabina.paganini@bluewin.ch











