La zia marchesa

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La zia marchesa

di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli Editori)

Costanza si preparava per la notte, aiutata dalla balia.

”Amalia, cos’è l’amore?” chiese.

La balia le scioglieva le trecce.

”E’ complicato spiegarlo. La vita è come una treccia, ogni ciocca è importante e ha un significato. La prima è quella del dovere, che abbiamo tutti e che significa obbedienza; la seconda è quella della roba – chi l’ha deve stare attento a non farsela arrubare e chi non l’ha ha soltanto la fame nelle budella e la vulisse assai – e la terza è quella dell’amore. E se una ha tutte e tre le ciocche belle forti, la treccia è bellissima e vive felice. Ma assai fimmine hanno la prima ciocca bella folta, mentre le altre due sono sottili. Se riescono a intrecciarsi la treccia bella non è, ma tiene, e la vita continua. Se invece la ciocca dell’amore addiventa troppo forte e quella del dovere è debole, la treccia non regge e si disfa: tre devono essere le ciocche, così è.”

Non mi è piaciuto subito, mi ha preso e incantato a poco a poco, regalandomi quel senso di intima complicità che a volte un libro riesce a trasmettere. Voglio dire: quel ritrovarsi a pensare alle pagine lette improvvisamente dentro la fretta delle cose del giorno, quel rallegrarsi al momento privato della lettura, quel sentirsi in compagnia di se stessi.

Perdersi in un libro è una piccola deriva d’egoismo, ma a volte fa bene. Chiudere l’ultima pagina è come rientrare in porto, arricchiti dal viaggio.

Tra le pagine de La zia Marchesa si viaggia in una saga famigliare di fine ottocento in Sicilia; amore, corruzione, buoncostume, sofferenza si intrecciano nei tanti capitoli e coinvolgono il lettore sballottandolo tra le onde, fino al porto finale.

Un libro senza eroi, dolente nella presentazione dei personaggi, nello svolgersi dei fatti, ma che ti commuove e ti emoziona.

Redatto da Serena Bonetti – serena.b@bluewin.ch