Destinazione turistica Valposchiavo

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Destinazione turistica Valposchiavo

L’intervento con cui Fredy Streuli lo scorso 12 settembre ha presentato il progetto di creazione della destinazione turistica Engadin/St.Moritz ha sortito in molti l’effetto di una doccia fredda. Ci si è accorti che fuori dalla nostra Valle sono in atto processi politico-istituzionali che non ci vedono protagonisti, ma che nondimeno avranno un effetto sul nostro futuro. Le reazioni sono state le più diverse: incredulità, sgomento, impotenza e la sensazione di aver perso delle opportunità.

In una situazione di questo genere, è facile perdere di vista i termini del problema e il senso da attribuire agli eventi recenti.

Questa mia breve nota intende dimostrare l’infondatezza di alcune posizioni che si sono sentite sostenere in questi giorni, in primo luogo se sia ormai troppo tardi perché la Valposchiavo diventi partner della suddetta destinazione.

In realtà, l’ETV ha seguito da vicino il progetto fin dal principio, realizzando un grande lavoro di pianificazione strategica per creare le basi per una collaborazione proficua con la costituenda destinazione.
Il documento che riassume le strategie turistiche per il decennio 2006-2016, presentato lo scorso aprile, e la manifestazione di interesse della Regione Valposchiavo a partecipare in modo attivo e propositivo alla discussione in atto in Engadina Alta dello scorso maggio sono stati due momenti chiave di un processo complesso, iniziato più di un anno e mezzo fa, che tendeva a diventare partner credibili.
Sottolineo che l’ETV ha da tempo informato dettagliatamente gli esponenti politici ed economici della Valle sulle intenzioni engadinesi. Stupiscono dunque le manifestazioni di sorpresa di molti rispetto a quanto era già noto da tempo.

In secondo luogo, ci si lamenta di essere stati esclusi dal perimetro della nuova destinazione. Va però sottolineato che, di fatto, essere completamente assorbiti dalla nuova destinazione andrebbe contro i migliori interessi della Valposchiavo.

Innanzitutto, per motivi di sostenibilità economica: la partecipazione alla destinazione costerebbe diverse centinaia di migliaia di franchi.

In secondo luogo, si tratterebbe di perdere totalmente l’autonomia decisionale e lasciare le scelte strategiche di promozione del turismo vallerano a funzionari di St. Moritz.

A livello istituzionale, dunque, configurarsi come partner indipendente ma con voce in capitolo è l’unica possibilità per avere accesso ai canali promozionali e ai servizi che la nuova destinazione sarà in grado di attivare, senza perdere la nostra indipendenza e la possibilità di valorizzare, per così dire, “dal basso” la nostra Valle.

Infine, ci si preoccupa del fatto che aderire alla nuova destinazione sia l’unica via percorribile di sviluppo turistico della Valle. In realtà, non è così. Nonostante la penuria di risorse (o, forse, proprio per questo motivo), l’ETV è impegnato in diversi progetti di ampio respiro che offrono al nostro futuro interessanti prospettive. Da quando la Candidatura UNESCO delle linee ferroviarie dell’Albula e del Bernina si è concretizzata, l’ETV ha iniziato a lavorare ad una ulteriore intensificazione della collaborazione con la Ferrovia Retica sia per quanto riguarda le infrastrutture, sia per il marketing. A questo si sta ora aggiungendo la possibilità di allargare il raggio d’azione verso Sud con una possibile integrazione di Tirano nella destinazione Valposchiavo.

L’Engadina non è quindi l’ultima spiaggia per noi.

A conclusione, una nota di rammarico: se in marzo gli statuti della Regione Valposchiavo fossero stati accettati dal Popolo Sovrano, ora il Circolo dell’Engadina Alta avrebbe un interlocutore politico alla pari… ma questa è un’altra storia.

Quello di cui c’è bisogno in questo momento è una coesione tra le diverse parti sociali e politiche affinché sia possibile negoziare in modo efficace con l’Engadina e con gli altri possibili interlocutori.

Redatto da Cassiano Luminati, Presidente dell’Ente Turistico Valposchiavo – cassiano.luminati@valposchiavo.ch