Livio Mengotti:
Sguardo retrospettivo
La Redazione de IL BERNINA ha invitato i Consiglieri uscenti, a conclusione del loro pluriennale impegno nell’esecutivo del Comune di Poschiavo, a volgere uno sguardo retrospettivo al loro passato da Consigliere comunale e a rispondere ad alcune domande che intendono offrire ai lettori uno spaccato della vita politica valligiana.
Iniziamo con l’intervista al Consigliere Livio Mengotti che ha diretto il dipartimento V, costruzioni pubbliche, traffico e protezione dell’ambiente, nel corso dell’ultima legislatura.
–Cosa le ha insegnato il periodo trascorso in Consiglio Comunale?
Essere membri dell’Esecutivo comunale significa tutelare e portare avanti l’interesse di tutti i cittadini del Comune. Purtroppo questa esigenza si scontra molte volte con l’interesse del singolo cittadino che difende i suoi diritti privati, in contrapposizione all’interesse della comunità. Egli vorrebbe che la sua volontà fosse protetta proprio da chi deve tutelare il bene comune. In questo caso ci vogliono molte doti psicologiche per far capire all’interessato che il diritto pubblico è in molti casi prioritario rispetto al diritto privato. Ci sono molti cittadini che comprendono la situazione, mentre una piccola minoranza invece si considera maltrattata e si scaglia contro i rappresentanti comunali, colpevoli di non difendere i loro interessi.
Inoltre le decisioni dell’Esecutivo dipendono da molte informazioni di dettaglio che sfuggono alla comunità e quindi per essa le decisioni sembrano molte volte incomprensibili. Per la trasparenza la soluzione sarebbe la pubblicazione dettagliata delle informazioni, ma questa si scontra con la protezione dei dati personali e con la sostanziale “illeggibilità” di dossier che molte volte superano le cento pagine. Non rimane quindi che invocare la fiducia degli interessati nella ponderatezza delle decisioni prese.
Un altro aspetto che caratterizza negativamente la politica è la sua lentezza. Trovare il consenso politico su questioni di carattere generale è un’operazione molto delicata, che nel caso migliore può durare anni e che molte volte invece rimane un desiderio. Le decisioni su questioni di carattere particolare, viste dall’esterno potrebbero essere prese nel lasso di alcuni giorni, invece in politica esse si scontrano con i vari livelli decisionali, a partire dall’amministrazione comunale, al Consiglio comunale, alla Giunta, fino all’amministrazione o Governo cantonale, passando per varie commissioni di esperti. Se la decisione è poi impugnata da qualche cittadino che vede i suoi interessi lesi, si devono attraversare anche i vari livelli giudicanti dei tribunali. In alcuni rari casi si è nell’impossibilità di prendere una decisione, perché manca una base legale. Non resta che avviare l’iter procedurale per ovviare alla mancanza.
–Quali sono i progetti, le iniziative, realizzati nel tuo mandato, che le danno ora particolare gioia?
La revisione di cinque leggi comunali (acquedotto, fognature, legge stradale, legge enti frazionali e opere pubbliche), che sono state accettate a grande maggioranza, ha permesso di unire i singoli acquedotti dei consorzi in un unico acquedotto comunale e di poter iniziare il programma di risanamento dell’impianto di depurazione a Li Geri.
L’assunzione degli acquedotti da parte del Comune ha portato alla soluzione dei problemi di arsenico nell’acqua potabile, del problema di scarsità di acqua in primavera e all’inizio della realizzazione dello sfruttamento energetico delle “Acqui Marsci”.
La revisione della legge sulle fognature, con l’introduzione del principio della causalità, ha portato a una migliore e più giusta distribuzione dei costi sulla collettività. Grazie alle nuove possibilità finanziare del Comune si sono potuti portare a termine il rinnovamento di molte strade e la costruzione di molti marciapiedi.
–Quali progetti invece avrebbe voluto realizzare ed invece sono rimasti ancora in un cassetto?
La riorganizzazione dei depositi aziendali delle imprese edili con una soluzione in comune, per evitare che all’entrata di ogni paese ci siano depositi di inerti non esteticamente attraenti, è rimasta allo stato di proposta di statuto per una soluzione gestita dalla Società Impresari Valposchiavo. Purtroppo per le carenze della pianificazione locale, per la mancanza di una volontà politica più esigente in questo settore e per la poca disponibilità degli interessati, la soluzione è ancora lontana.
Anche il risanamento del “Vial da la stazion” è un’opera che mi sarebbe piaciuto vedere quest’anno, che è pronta per essere realizzata, ma considerazioni di carattere più generale, come una riconsiderazione del piano viario del borgo, hanno momentaneamente congelato il progetto. Ma forse il progetto più importante rimasto nel cassetto è la creazione di una legge per il promovimento del recupero dei nuclei storici. La creazione dei piani di quartiere sta spostando gli investimenti delle giovani famiglie alla periferia dei paesi, lasciando deperire la sostanza architettonica all’interno dei villaggi e con essa la vita sociale. Non è immaginabile un comune con i nuclei antichi, che sono la sua attrazione turistica, senza persone giovani e con le case in rovina. Urge un programma di sostegno a chi vuole riattare questi edifici antichi.
–Le dispiace aver lasciato ad altri il suo seggio in seno al Consiglio Comunale di Poschiavo?
Come tutte le vicende umane, quando una di queste si conclude, si diventa coscienti che un altro capitolo della propria vita si è compiuto. Considerando che il libro della vita è fatto di un numero limitato di capitoli, – e non si sa quanti siano-, ci si rende conto che quella passata è stata un’esperienza irripetibile e fa ormai parte del passato. Rimangono le amicizie, i ricordi e le esperienze acquisite. In questo senso mi dispiace che l’esperienza sia finita, perché è stata molto piacevole, grazie ai miei colleghi di Consiglio, anche se molto impegnativa. Ma molte volte per apprezzare il passato, bisogna uscirne e allora rimane più spazio per affrontare il futuro.
–Quanto le mancherà l’attività politica in prima linea?
Con la mia rinuncia al mandato di Consigliere comunale non si conclude ancora il mio impegno politico, perché per i prossimi tre anni sarò impegnato in politica cantonale, quale rappresentante del Circolo di Poschiavo in Gran Consiglio.
–Quali consigli si sente di dare a coloro che tra poco si troveranno ad agire nell’esecutivo del Comune di Poschiavo?
Come prima cosa di leggere la mia risposta alla prima domanda, perché potrebbe essere loro utile sapere già in anticipo, cosa ha insegnato a me la politica in un esecutivo. Imparare dalle esperienze degli altri è meno doloroso che imparare sulla propria pelle; inoltre di leggersi anche la risposta alla terza domanda, perché mi piacerebbe vedere realizzati questi tre progetti, che contribuirebbero a valorizzare il nostro Comune. Ma al di là di questo, sicuramente il consiglio principale è di non far diventare problemi personali i problemi comunali, perché è la premessa sbagliata per risolverli. La condizione principale è invece creare i presupposti necessari all’interno del Consiglio Comunale, per poter lavorare con serenità e oggettività in team alla soluzione dei problemi.
Auguro ai consiglieri riconfermati e ai nuovi un felice e proficuo mandato 2006-2009.
- intervista a cura di
Redatto da Luca Beti – luca.beti@bluewin.ch











