Il Dio di un’altra strada
Matteo 2.1 – 12.
2:1 Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: 2 ”Dov’é il re dei Giudei che é nato? Poichè noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».
3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.
4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo doveva nascere. 5 Essi gli dissero: ”In Betlemme di Giudea; poichè così é stato scritto per mezzo del profeta: 6 “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda;perchè da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele”».
7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; 8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: ”Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinchè anch’io vada ad adorarlo».
9 Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finchè, giunta al luogo dov’era il bambino, vi si fermò sopra. 10 Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. 12 Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un’altra via.
Cara comunità, ci sono due tipi di viaggiatori. Il primo, impacchetta tempo prima della partenza, traccia il percorso sulla mappa, stabilisce le strade, le fermate e la tabella di marcia. Si porta dietro la valigetta del pronto soccorso, un paio di calzini extra, biancheria intima e il possibile in ogni apertura della valigia. Poi c’è l’altro tipo. Il resto che non si è riconosciuto nel primo gruppo. Questi raccolgono i vestiti alla rinfusa, qualcuno pulito altri no, lo buttano nella valigia, prendono le chiavi e partono. Niente di più divertente puntare una qualche direzione e vedere che cosa si incontra. Sono due atteggiamenti di come affrontare la vita e gli imprevisti del viaggio.
La prima volta che sono andato per vacanze in Sicilia dalla Germania avevo preparato la valigia ben benino. Non volevo mi mancasse nulla e pronto a tutto. Partii. A tutto tranne alla compagnia aerea che mi perse la valigia. Ho dovuto affrontare la vacanza senza la “roba” preparata. Una breve sosta per prendere il minimo necessario e poi via all’avventura. Indovinate? Sono sopravvissuto bene. È incredibile quello di cui si può fare a meno, di quanto poco abbiamo bisogno per vivere. Se sei aperto all’ospitalità e alla generosità degli altri, non hai bisogno di tanta roba inutile. La vita non ha bisogno di essere così “farcita”, come l’esperienza siciliana mi ha dimostrato.
Andiamo però al sodo questa mattina. Molti di noi non sono spaventati dal “fare senza” alcune cose. Ma di procedere senza forza, di operare senza conoscenza, di fare senza controllo. Questo ci terrifica degli anni che iniziano. Ecco il mio sospetto: ci facciamo dei propositi per avere scenari rassicuranti del nuovo anno. Non per cambiare il nostro stile di vita ma per convincerci che abbiamo già il controllo su un anno che si para davanti a noi come un lungo punto interrogativo di 365 giorni. È esorcizzare la paura del futuro. In breve, ci auguriamo che il nuovo anno ci porterà quello che diciamo di fare.
La verità è che … nessuno di noi sa che cosa ci aspetta nel 2010. Per il viaggio “2010” possiamo pianificare itinerari, preparare valigie, ma nessuno può predire il futuro. Chi può dire con certezza quello che ci porterà il 2010? La verità è che… qualcuno di noi qua non sarà qui il prossimo anno. La verità è che … qualcuno avrà cambiato occupazione per il capodanno prossimo. La verità è che … qualcuno avrà perso il lavoro. La verità è che … qualcuno avrà una promozione e offerte di lavoro impensabili. La verità è che… la natura farà visita con calamità naturali inconcepibili. La verità è che … in questo anno accadranno alcuni dei momenti più belli dell’intera vita. La verità è che… grandi fortune e grandi tragedie, inspiegabili e immeritate, ci colpiranno nel 2010. Non possiamo conoscere il futuro ma possiamo conoscere di più Colui che ha il nostro futuro in mano e affina le nostre “abilità di sopravvivenza” fisiche e spirituali in qualsiasi evento. I biologi ci dicono che la parola chiave per la sopravvivenza della specie è: adattabilità. Per quanto carini possono apparire i panda, si adattano male alla mutazione delle circostanze. Mangiano una sola cosa: il bambù. Vivono solo in un luogo: foreste di bambù. Mangiano in un solo modo: da soli. Prendi un panda e mettilo nell’habitat di un suo cugino orso e morirà di fame. Quando spariranno le foreste di bambù spariranno anche i panda. Gli esseri umani sono dei campioni di adattabilità. Diversamente dalla monotona dieta dei panda, noi siamo onnivori. Siamo riusciti a vivere nelle ghiacciate tundre, nelle foreste equatoriali, nei deserti e nelle paludi. Pensi di essere capace di sopravvivere in qualsiasi scenario che il 2010 ti porterà? Ascolta, non sai cosa ti porterà ma puoi conoscere di più nostro Signore.
Il testo di oggi in Matteo abbonda di strategie di sopravvivenza. Nota come “i cattivi” si adattano. Erode il Grande si era già adattato nel diventare “re dei giudei”. Ora, giungono notizie terribili. Degli astrologi erranti dall’est arrivano alla sua corte cercando il nuovo nato “re dei giudei”. Buoni astrologi ma cattivi politici, questi non – tanto -saggi rivelano la notizia all’attuale “re dei giudei”, innestando la paranoia di Erode. Egli però si adatta subito. Fa chiamare i sacerdoti e gli scribi per conoscere il luogo di nascita dell’atteso Messia. Poi manda con malizia i magi sulla loro strada, sfruttandone le abilità astrologiche per trovare il bambino. Erode pianifica di trasformare l’omaggio dei magi in omicidio, cercando di uccidere questo “re dei giudei” competitore. I “buoni” però sanno anche adattarsi. Guidati dalla stella cometa trovano il bambino cercato. Alla fine di un lungo viaggio non trovano un palazzo reale ma solo un ricovero di pietra, deludente, vero? I magi però si adattano e celebrano il bambino con dei doni degni di un re: oro incenso e mirra. Al ritorno, riadattano la loro strada a causa di un sogno. Invece di tornare da Erode, a Gerusalemme, il sogno li avverte di ritornare a casa “per un’altra strada” v. 12. Per evitare Erode e i soldati tornano per “un’altra strada” anche se significò percorrere una strada del ritorno più tortuosa. Ma, confidando nel “linguaggio dimenticato di Dio”, i sogni, essi prendono un’altra strada, battono territori sconosciuti, anche senza la guida stellata. Infine, chi si adatta meglio è Giuseppe. Egli ha già riadattato la sua vita, il matrimonio, la famiglia su ordine di un angelo. Una volta ancora è sfidato a cambiare i suoi piani. Giuseppe è guidato a lasciare il paese. L’angelo del Signore gli dice di abbandonare la sua patria per l’Egitto e salvare la vita del bambino. I magi e Giuseppe lasciarono cadere i loro piani per adattarsi ad una nuova realtà. Per potere sopravvivere i buoni percorsero un’altra strada.
Torniamo a noi. Quanto sei pronto ad adattarti ad “un’altra strada” in questo anno che arriva? Forse dovremmo imparare la preghiera che dice: sono una persona … ma devo cambiare… se voglio…. Amen. Proviamo a pensare che cosa dobbiamo cambiare per raggiungere la nostra meta. Proviamo a dire: siamo una Chiesa… dobbiamo cambiare… se vogliamo…. Amen. La dovremo imparare a memoria nel 2010, se i profeti nel nostro mezzo hanno ragione, perché le previsioni non sono rosee. Ma anche se fosse vero, hai fiducia in Dio? Credi che il Signore faccia le cose migliori nei momenti peggiori? Se l’economia peggiorerà, l’occupazione, l’inflazione ecc… sei pronto a prendere “un’altra strada?” Queste “strade alternative” possono essere sconosciute e “fuori del tracciato”, ma possono diventare le nostre se seguiamo Colui che è la Via la Verità e la Vita. Se vivi affrontando il futuro con fiducia e speranza, se vivi nel “flusso dello Spirito”, quel flusso fluirà in direzioni inaspettate, per le quali non vorrai andare. Però, se vogliamo andare solo dove ci sentiamo di andare, chi ha allora cura della nostra vita? Non lo Spirito Santo. Chi è veramente in carica per la tua vita? Se hai stappato una bottiglia e bevuto ai bei vecchi tempi, brinda in un calice di speranza e fiducia per i tempi a venire. L’anno a venire sarà il peggiore e … forse, il migliore di tutti. Se devi vivere il meglio e il peggio insieme, devi imparare a dover andare per “un’altra strada” dove lo Spirito vorrà condurti.
Il mio più grande augurio e preghiera per te e per me nel nuovo anno è che possiamo fidarci del Dio dell’altra strada. Se mostri fede il Signore avrà il potere sulla tua vita. “Buon anno” è un saluto incurante, vuoto. Una volta, il capodanno serviva a guarire le relazioni rotte. Tipo un Giubileo quando le persone risolvevano i litigi, dimenticavano vecchie amarezze e iniziavano di nuovo. Si diceva: perdonami nell’anno nuovo invece di Buon anno. Si diceva: se ti ho fatto qualcosa di sbagliato nell’anno passato, perdonami in questo nuovo. Possiamo ancora dire l’uno all’altro: perdonami nell’anno nuovo, adattandoci a tutte le strade che la guida del Signore ci vorrà fare prendere.
Appunti per la predicazione del past. Antonio Di Passa
Redatto da Antonio Di Passa – antonio.dipassa@gr-ref.ch











