Concerto primaverile della Filarmonica Avvenire Brusio DEVO ANCORA METTERE LE FOTO

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Concerto primaverile della Filarmonica Avvenire Brusio DEVO ANCORA METTERE LE FOTO

Sabato scorso, la Filarmonica Avvenire di Brusio si è presentata al pubblico nel concerto di primavera.
I ragazzi della banda allievi Unione al Confine hanno rotto il ghiaccio con la Suite di Alan Fernie Kids around the world, imperniata sulle celebri melodie per l’infanzia La Cucaracha, Kalinka, Frèere Jacques e Hawa Nagilah. Senza nascondere l’emozione, i giovani musicisti hanno suonato con energia ed entusiasmo, seguendo con grande attenzione e serietà la bacchetta del loro direttore, il maestro Ivan Nussio. Dopo l’esecuzione di un pezzo fuori programma, la banda allievi ha ceduto il posto alla sua „sorella maggiore”.
La Filarmonica Avvenire ha presentato il celeberrimo coro „È l’Assiria una regina”, dal terzo atto del dramma lirico Nabucco di Giuseppe Verdi, in una trascrizione per orchestra di fiati operata dal suo direttore, il maestro Giovanni Sanvito. Il fragoroso applauso del pubblico ha dimostrato che l’arrangiamento ha saputo ridare con sensibilità il carattere originario della composizione e che i musicisti l’hanno saputa interpretare con grande pathos, con grande espressività.
La filarmonica ha poi proposto le Danze slave n.4 e n.8 di Antonìn Dvoràk, in cui la musica di tradizione popolare viene fusa con i modelli colti della musica classica.
Il repertorio continuava con In a persian market, del compositore britannico Albert W. Ketèlbey, un brano a programma del primo Novecento dai colori esotici, orientali, che descrive, per l’appunto, la vitalità e l’allegra confusione di un mercato persiano.
La bacchetta è poi passata al vicedirettore Mirko Monigatti, che ha diretto con slancio Beach Boys golden hits, un potpourri delle più famose canzoni del conosciutissimo gruppo rock californiano.
Sulle note de Il fantsma dell’opera, di Andrew Lloyd Webber, la Filarmonica si è congedata dal pubblico. L’ienergico ed insistente applauso della platea ha suggellato l’apprezzamento e la gratitudine degli ascoltatori, ai quali i musicisti hanno regalato ancora due „bis”.
La Filarmonica e il suo direttore hanno guidato il pubblico dalla grande opera italiana dell’Ottocento alla musica popolare slava, dalla musica „surf” anni Sessanta alla marcetta tradizionale; spazio e tempo hanno perso consistenza, hanno perso importanza, l’armonia ha pervaso la sala e l’anima dei convenuti. Alla Filarmonica Avvenire Brusio e al maestro Sanvito un grande complimento per il costante impegno, per l’interpretazione appassionata e un vivo ringraziamento per aver suscitato una volta di più emozioni forti, vere e genuine.

Redatto da Caterina Zanolari – cate@romandie.com