La parità  non riguarda solo le donne

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La parità  non riguarda solo le donne

”Votare, eleggere ed essere elette sia da ora in poi il nostro motto e il nostro traguardo”, scriveva nel 1887 la femminista grigionese Meta von Salis-Marschlins. Chi paga le tasse, decida anche sul loro utilizzo, commentava. Ma a quei tempi le sue idee venivano derise. Il diritto di voto per le donne però, benchè tardi, nel 1971 é arrivato anche in Svizzera.

Gli altri paesi erano stati molto più svelti, perché il diritto di voto alle donne l’avevano concesso gli uomini nei parlamenti e non i confederati alle urne. Una maggioranza popolare è sempre più difficile da conquistare.

Raggiunta la parità giuridica

Quarant’anni più tardi, nel 2011, le donne rappresentano una maggioranza in Consiglio federale. Una novità, un Governo a maggioranza femminile non s’era mai visto prima. Pochi mesi dopo la sua costituzione sembra comunque già quasi un Governo normale. Una novità in politica sono anche quelle parlamentari o ministre che in carica diventano mamme.

Non è più nuovo invece che numerose donne siano considerate delle rappresentanti politiche capaci e credibili. E le donne registrano successi anche nelle votazioni popolari. Senza il voto delle donne il nuovo diritto matrimoniale paritario non sarebbe stato accettato alle urne nel 1988.

Basta pensare alla disparità salariale, che si aggira ancora sul 19%. E lo stile duro che domina oggi la politica non attira le donne. Così gli ostacoli alla parità effettiva restano difficili da sormontare.

Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo e per questo si cercano soluzioni innovative, che coinvolgano di più gli uomini, soprattutto per quanto riguarda la ripartizione delle responsabilità familiari. Ormai si sa: la parità non riguarda solo le donne. La parità – un indispensabile elemento di civiltà per una società democratica – è una prova quotidiana per tutti.

Le immagini provengono dall’archivio de IL BERNINA.

Redatto da Silva Semadeni – semadeni@spin.ch