17 giugno: Tre volte no

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Partito Socialista Grigioni
Per i tre oggetti in votazione a livello federale il PS/GR raccomanda di votare tre volte no.

> Nessun regalo ai ricchi:
No all’iniziativa popolare „Accesso alla proprietà grazie al risparmio per l’alloggio“

A pochi mesi di distanza, il sovrano è chiamato nuovamente alle urne sulla questione dell’alloggio. La domanda è la stessa di qualche mese fa: Chi può permettersi di risparmiare ogni anno 10’000 (singoli) o 20’000 (coppie) franchi in vista dell’acquisto di una casa propria? Chi può permetterselo, pagherà meno imposte. Solo che la maggioranza della popolazione non ha questa possibilità, perché non guadagna abbastanza. Così, ancora una volta, a essere privilegiati saranno i più abbienti. La riduzione delle entrate fiscali per lo stato avrà però delle conseguenze per tutti. L’amministrazione federale dovrebbe contare con 70 milioni di franchi in meno sull’imposta federale diretta, le entrate di cantoni e comuni diminuirebbero di 275 milioni. La crisi finanziaria e economica già causa perdite fiscali, non è il caso di aumentarle. Per questo anche il Consiglio federale e il Governo raccomandano di votare no.


> Un’iniziativa inutile:
No all’iniziativa popolare „Per il rafforzamento dei dirtti popolari in politica estera“

Chiede che il referendum obbligatorio venga esteso a tutti gli accordi internazionali “importanti”. In caso d’accettazione, il popolo e i Cantoni dovrebbero pronunciarsi su vari accordi internazionali, anche se non contestati. Nel settore della politica estera i cittadini dispongono già di ampi diritti popolari. Se vogliono, hanno il diritto di votare in ogni momento sugli accordi internazionali importanti, perché sottostanno al referendum facoltativo. Così l’iniziativa non porta ad una maggiore democrazia, bensì a procedure inutili e ingombranti, perché la Svizzera ha bisogno di preservare il proprio margine di manovra e di negoziazione in politica estera.


> Una proposta sbilanciata:
No alla modifica della LAMAL

Sul principio tutti i partiti concordano: le reti di cure integrate – o managed care – consentono di mantenere l’alta qualità delle prestazioni sanitarie svizzere e al contempo di frenare i costi, evitando analisi superflue e visite mediche inutili. Per questo anche nel PS ci sono esponenti che raccomandano di votare sì. Tuttavia la strada scelta dal parlamento non soddisfa e il referendum lanciato da diverse organizzazioni mediche e sindacali ha avuto successo: hanno raccolto in breve tempo 130’000 firme valide, ossia più del doppio delle 50’000 necessarie per un referendum. Vari punti vengono contestati. Le casse malati acquisterebbero più potere. Inoltre la proposta sottopone le reti di cure integrate alla pressione dei budget annuali. I medici saranno obbligati ad assumersi una corresponsabilità budgetaria per quanto riguarda la cura dei loro pazienti. Questo può comportare una perdita di qualità, perché i risparmi avverranno a scapito delle cure necessarie. A causa di incentivi iniqui, il razionamento e la medicina a due velocità sono dietro l’angolo. Per questo il PS raccomanda di votare no.



PS GR