Finalmente

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La fine della Stria Cozza: nona e penultima puntata
Per Maria Ada sono gli ultimi giorni. L’esecuzione della sentenza si avvicina, mentre dall’altra parte si organizza la merenda.

 

I dialoghi e l’ambientazione degli stessi, come pure i narratori, sono inventati. I fatti raccontati inerenti al processo come pure i nomi delle persone coinvolte nello stesso, al contrario, sono quelli citati e ripresi dagli atti processuali.
Quanto scritto in corsivo rappresenta il testo originale o il suo contenuto. Vedi processo Criminale contro Maria Ada, la Cozza per stregoneria a Poschiavo nel 1753 31.1/29.3 riportato dal Giudice Federale Gaudenzio Olgiati.


 

Invocato umilmente di cuore il glorioso Nome di Giesù Christo Signore, Redentore nostro, dal quale procede ogni saggio e retto giudicio, con questa nostra definitiva Criminale sentenza, che proferiamo in questi scritti etc.
Pronunciando pronunciamo, sentenziando sentenziamo, et condannando condanniamo la detta Maria Ada per grazia speciale alla pena del taglio della testa per mano del carneficio, cosichè gli venga separata dal busto invece della pena del fuoco, et ivi venga sepelito il cadavere con la confisca de’ beni et ita etc,  quia sic juris et justitiae etc. in quorum etc.

29.3.1753 la sentenza è stata eseguita in questa data.
Da due giorni Maria Ada è stata sciolta dai vincoli e posta libera nella stanza assistita dai R.R Padri Cappuccini e da altri R.R. Signori Sacerdoti, acciò si disponesse al ben morire, però custodita dalle guardie nella sala di detta casa.
È stata condotta in Piazza, al luogo solito, al suono della campana, custodita da otto soldati armati. Davanti al popolo della Piazza Bernardo Franchina ha letto con voce chiara ed intelligente i risultati dell’inquisizione e della sentenza.

Subito dopo l’esecuzione, l’intero magistrato si è ritrovato assieme. Il podestà Reggente ha proposto di pagare immediatamente il maestro di giustizia per non far salire ulteriormente le spese. Inoltre è stato deciso:
Di stabilire la paga dei soldati che hanno accompagnato la condannata al luogo del supplizio.
Di confiscare i beni di detta Ada.
Di organizzare la solita merenda a favore di tutto il consiglio.

Doppo goduta dalli Signori dell’Hon do Magistrato la merenda sovenuta e presentata dalli tre Signori Fiscali Regenti…

  • Hanno pagato il maestro di Giustizia per 12 giorni di viaggio, tra il venire ed il ritornare, 9 giorni di soggiorno a Poschiavo in moneta locale: 201:12 Lire
  • Al suo aiutante: 126
  • Visita a Maria Ada per trovare stigma ecc.: 36
  • Per le torture: 108
  • Per i guanti della decapitazione: 9:12
  • Per il taglio dei capelli e altri atti al luogo del Patibolo: 36
  • Per ligadura alla consegna dei soldati: 36
  • Per tagliare la testa e separazione della stessa dal busto: 36
  • Per scavare la fossa ed il trasporto del scagno al patibilo: 72
  • in totale 661 Lire     

30.3.1753 È stato eseguito l’inventario in casa Ada: la mobilia con il prezzo, il bestiame, i viveri, le “grascie” [concimaia] immobili, case, fondi, capitali e quindi la nota dei debiti.

4.4.1753 Si sono ritrovati i Magistrati per l’allestimento delle spese, controllare l’inventario di casa Ada, calcolare l’eredità indivisa del fratello Pietro Ada per vedere quanto si potrà addebitare a detta Maria Ada giustiziata. Si viene a sapere:

  • Il messo mandato a Coira per avere il maestro di Giustizia costa 25 Lire
  • Per la stoffa di canapa con il filo necessario per una camicia con un fazzoletto e due candele, si spendono 10.12 [le candele costano un 25% in più della stoffa, filo e fazzoletto]
  • la signora che fece la camiscia: 1
  • al tavernaro che ha tenuto caldo lo stuetto per il prezzo della legna per 56 giorni: 30
  • La merenda dei fiscali al rientro dalla decapitazione: 30:8
  • Per la paga agli otto soldati ed il servitore di Brusio: 18
  • Per cibarie causate dalla detenuta durante 52 giorni (2.05 al giorno): 107
  • A Bernardo Franchina per aver preparato la difesa [eletto la sera prima della sentenza alle ore 20] e presentata il giorno dopo alle ore 12 per iscritto: 23.15
  • Lo stesso Franchina per la convocazione dei Giudici e pubblicazione della sentenza: 47.10
  • Al Podestà reggente quale onorario: 46.13
  • Per assistenza al processo: 66
  • 112.13
  • Alla cancelleria (tra Pagnoncini e Franchina) durante il processo 2×33: 66
  • Al Podestà Massella per il suo lavoro faticoso di contro difesa ed allo stesso tempo di difesa dell’imputata: 40.4

Con varie altre spese e quelle del maestro di Giustizia si arrivano a Lire 1919:13, delle quali 1000 furono sborsate dal Mistrale Giacomo Comino di Brusio e 919.13 saranno poste in debito alle suddette sorelle Ade.

[Nota: vale la pena di soffermarsi su queste cifre e metterle a confronto. Il lavoro di boia è pagato profumatamente (le tasse erano fissate dalle Tre Leghe e la professione non era tra le più ambite…), come pure il lavoro di una notte del difensore Franchina. Lo stesso riceve molto meno per il lavoro svolto durante tutto il processo. Non è da dimenticare inoltre le spese causate dal Podestà reggente con un doppio incarico. Una situazione inimmaginabile ai nostri giorni: accusatore e difensore della stessa persona. Le sarte, invece, come i soldati, guadagnavano poco. Sono costosi  la minestra e il vino dati all’imputata, se paragonati al compenso ricevuto dalla sarta per un lavoro, presunto, di circa una giornata.]

5.4.1753 B. Franchina ha scritto ai Fiscali Regenti di Brusio che l’inventario degli averi di Maria Ada non bastano a soddisfare le spese sostenute e che queste, sono da soddisfare subito. Incarica quindi la vicinanza di fare le dovute riflessioni in merito e di dare una risposta in modo categorico. In caso contrario il Fisco di Poschiavo dovrà portarsi a Brusio e risolvere e diponere di detta facoltà al meglio che sarà fattibile a fine et effetto., etc. etc.

11.4.1753 Il Podestà Rodolpho Olgiati et il servitore Samadeno si è portato a Brusio ecc. ecc. per intendersi con li Sig.ri fiscali Regenti di detta Hon.ta Vicinanza ecc.ecc. Si viene a sapere che grazie alla intermissione del curato di Brusio Pietro Comino, le due sorelle di Maria Ada, prenderanno l’obbligo di pagare tutte le spese dovute al processo e alla esecuzione. Le sorelle Ada dovranno pagare Lit 1000 entro il 15.5.1753 e il resto dovrà essere posto nel libro delle tasse da incassare. Il giorno 15 maggio 1753 il Mistrale di Brusio Giacomo Comini in nome delle sorelle Ada ha sborsato in mano del Pedestà Regente la sudetta somma di Lire 1000.

(continua)


Nell’ultima puntata

Cosa succederà a Caterina Zala nata Trippi e all’Albert Triacha, accusati da Maria Ada per stregoneria durante il processo?