Montebello Ionico: ricorso contro la centrale a carbone

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Montebello Ionico si associa al ricorso della regione di Calabria
Ora anche il comune di Montebello Ionico inoltra ricorso contro la centrale a carbone di Repower.

Come riportato sul Quotidiano della Calabria del 13 ottobre, il comune di Montebello Ionico, dove Repower intende realizzare una mega centrale a carbone, ha inoltrato ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale (TAR) Lazio contro l’autorizzazione della valutazione d’impatto ambientale, inerente la progettata centrale a carbone di Repower a Saline Joniche (Calabria). Montebello Ionico si associa così al ricorso della regione di Calabria. La sua decisione è motivata così:

  • Violazione della pianificazione energetica calabrese, la quale esclude esplicitamente l’uso del carbone per produrre energia, la violazione di direttive costituzionali, la violazione delle procedure e il disprezzo del patto di collaborazione nell’ambito delle politiche energetiche tra il Governo a Roma e in Calabria del 2009. 1)
  • Dopo che il Governo italiano all’inizio di ottobre (vedi Südostschweiz e Bündner Tagblatt dell’11 ottobre) ha sciolto la giunta di Reggio Calabria a causa della grande “vicinanza” alla Ndrangheta, si è venuto a sapere che anche contro il consiglio comunale di Montebello Jonico, dal 20 luglio scorso, è in corso un’indagine per infiltrazione della Ndrangheta. 2)
  • Il sindaco Antonio Guarna, eletto come avversario al carbone con il compito di impedire la costruzione della centrale a carbone, durante lo scontro concernente il progetto Repower negli ultimi 2 anni, ha vistosamente tenuto un basso profilo.
    Il procuratore antimafia Nicola Gratteri e la direzione investigativa antimafia DIA presuppongono un grande interesse da parte della Ndrangheta alla costruzione della centrale a carbone. 3)

 

Futuro invece di carbone