Dogana Campocologno: i lavori termineranno in autunno

0
139

Dettagli e costi della ristrutturazione in corso
Fra le novità la creazione di una terza corsia per agevolare il passaggio dei veicoli nel traffico commerciale, e l’allestimento di due locali – con gabinetti speciali – per il fermo provvisorio di persone che devono essere riammesse in Italia.

I lavori alla dogana di Campocologno sono iniziati nell’autunno del 2012 e – come ci dice l’ispettore doganale Marco Crameri – termineranno fra settembre e ottobre. Se da una parte è prevista una ristrutturazione generale dell’edificio, dall’altra sono in fase di realizzazione alcune novità interessanti. Il costo dell’opera si aggira fra 1.2 e 1.3 milioni di CHF.

Dalla terza corsia al carrello elevatore per i controlli

Grazie all’intervento ora in corso, ci sarà una maggior separazione fra traffico privato e quello commerciale. Se da un lato verrà allestito uno sportello dedicato allo sdoganamento di merci private e alle relative pratiche, dall’altro – sulla parte est dell’edificio doganale – verrà disegnata una terza corsia. Questa sarà destinata a veicoli commerciali e pullman e agevolerà in questo modo il passaggio delle vetture.

 

La dogana si doterà inoltre di una pesa da 50 tonnellate, mentre all’interno del garage sarà disponibile un carrello elevatore. Due apparecchi che permetteranno di perfezionare le misure di controllo dei veicoli che entrano o escono dalla Svizzera a Campocologno.


Locali per fermi provvisori con appositi gabinetti

Il valico di Campocologno per la Svizzera, rispettivamente Piattamala per l’Italia, sono stati designati dalle autorità competenti – Dipartimento di Giustizia e Polizia del Canton Grigioni e Questura di Sondrio – quali “posto di frontiera per la riammissione di cittadini”, secondo il rispettivo accordo. Persone in stato di fermo provvisorio saranno trattenute in un apposito locale in attesa della riammissione in Italia. Per questo motivo, spiega Crameri, saranno allestiti due locali, incluso un gabinetto con adeguate misure di sicurezza, in cui non si potrà tirare lo sciacquone.