Ma non sono mancate delle voci contrarie
Sabato 31 agosto i delegati dell’UDC del Cantone dei Grigioni si sono ritrovati in assemblea a Brusio. Una settantina i presenti, i quali hanno discusso e deciso circa la posizione ufficiale del partito in merito agli oggetti in votazione il prossimo 22 settembre.
Ad aprire la giornata è stato il presidente Heinz Brand. In un saluto tenuto anche in lingua italiana, ha sottolineato l’atteggiamento propositivo della giovane sezione valposchiavina dell’UDC in una valle fino a poco tempo fa in mano quasi esclusivamente al PDC. L’esecuzione dell’immancabile salmo svizzero ha preceduto il discorso del presidente dell’UDC Valposchiavo Fulvio Betti, che ha illustrato le peculiarità della regione ospitante.
Dopodiché i delegati cantonali dell’Unione Democratica di Centro si sono espressi sugli oggetti in votazione fra poche domeniche. Ogni tema è stato presentato da un esperto. Ad esporre l’iniziativa per un’energia pulita senza carbone c’era il direttore di Repower Kurt Bobst. Accettare l’iniziativa, e quindi cambiare le regole del gioco in corsa, provocherebbe una perdita di credibilità di Repower, impegnata nel progetto della centrale a carbone di Saline Joniche. Non solo: ne seguirebbero anche conseguenze finanziarie negative per il gruppo internazionale e una perdita di posti di lavoro anche nei Grigioni. Questi i punti forti del discorso di Bobst.

L’UDC grigione, a stragrande maggioranza, ha deciso di schierarsi con Repower e di votare NO all’iniziativa e SÌ al controprogetto. Non sono tuttavia mancate le voci contrarie, seppur poche. Fra i delegati democentristi c’è infatti chi avrebbe preferito la concessione della libertà di voto da parte del partito: il progetto calabrese sarebbe troppo rischioso e il carbone non avrebbe futuro.
[Parte delle foto sono dell’UDC Grigione]












