“Siamo tutti sulla stessa barca”

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Pensieri e propositi d’inizio anno di Cavigelli, presidente del Governo
Intervista al neo Presidente del Governo Grigionese, Mario Cavigelli, realizzata da Marco Tognola (MT) per “La Voce del San Bernardino”.

 

 

MT: Per la prima volta assume la presidenza del Governo. Cosa rappresenta per lei questa nuova esperienza e con quale spirito intende svolgere l’incarico?

MC: A questo compito è naturalmente associata in primo luogo una responsabilità supplementare per il Cantone. Verso l’esterno, poiché in pubblico si viene percepiti in maniera più forte, e nei rapporti con il Governo quale team, poiché per un anno si presiede questo organo, se ne dirigono le sedute oppure si ha il compito di accogliere gli ospiti a suo nome in occasione di incontri ai quali partecipa il Governo in corpore. Rappresenta perciò anche un compito che già conosco quale membro del Governo e che attendo con impazienza e gioia. A livello puramente emotivo, considero il compito di presiedere il Governo un grande onore, che di per sé presupporrebbe meriti pluriennali e particolarmente significativi; per quanto mi riguarda, faccio invece parte dell’Esecutivo da soli tre anni.

MT: L’anno di presidenza coincide anche con la conclusione del suo primo periodo di carica. La realtà che ha vissuto in questi primi tre anni alla Casa Grigia ha corrisposto con le aspettative che aveva avuto al momento di assumere la carica di consigliere di Stato?

MC: Per molti versi sì, per molti altri no. Mi attendevo che il compito sarebbe stato estremamente variegato; nel mio Dipartimento, dalla costruzione di strade, attraverso i pericoli naturali, l’energia, la caccia e la pesca, i trasporti pubblici e l’economia forestale, fino alla costruzione di edifici cantonali. Quale direttore del Dipartimento si ha in effetti, per fortuna, ancora tempo per confrontarsi approfonditamente con i temi più importanti e urgenti. Ciò dà molta soddisfazione, ma va detto che è possibile soltanto grazie all’eccellente lavoro prestato dalle collaboratrici e dai collaboratori dell’Amministrazione, che operano con grande motivazione ed efficienza. Questo mi fa particolarmente piacere.
Non avrei invece pensato che avremmo potuto beneficiare in misura così ampia della collaborazione con altri Cantoni a livello politico, e nemmeno mi sarei aspettato così tanti viaggi e attività fuori dai confini cantonali. La nostra capacità di imporci in Svizzera risulta accresciuta se ci uniamo ad altri Cantoni. In questi casi l’efficacia può essere molto elevata, ad esempio nel quadro della Conferenza dei Governi dei Cantoni alpini, che grazie a circostanze favorevoli ho il piacere di presiedere da un anno e mezzo per un mandato quadriennale.

Il neo Presidente del Governo del Cantone dei Grigioni in una sua visita a Poschiavo.

 

MT: Veniamo ora ad argomenti più squisitamente politici. Uno di questi è senza dubbio il rapporto tra i cittadini elettori e le autorità costituite. Non si può certo nascondere che questo rapporto si stia un po’ incrinando, specialmente nel nostro Cantone dove in un breve spazio di tempo tre importanti oggetti chiaramente sostenuti dal Governo e dal Parlamento (tasse turistiche, candidatura olimpica, energia dal carbone) sono stati bocciati in votazione popolare. A ciò si potrebbero anche aggiungere le difficoltà che si manifestano per mettere in pratica l’iniziativa Weber sulle abitazioni secondarie. Non la preoccupa questo scollamento tra governanti e governati? E la politica, intesa come istituzioni, non ha niente da rimproverarsi?

MC: È importante classificare dapprima correttamente i diversi temi, per poi trarre delle conclusioni soltanto una volta data questa base. Il nuovo finanziamento delle organizzazioni turistiche e i Giochi olimpici erano progetti di Governo e Parlamento finalizzati a far progredire il settore economico più importante del nostro Cantone. Nel caso del primo progetto, attraverso una più ampia base di finanziamento del turismo e una maggiore direzione cantonale; nel caso delle Olimpiadi, attraverso una promozione del marchio Graubünden nel nostro Cantone e attraverso la realizzazione sull’arco di circa un decennio di numerose infrastrutture turistiche, stradali e ferroviarie, con un forte sostegno finanziario da parte della Confederazione. In entrambi i casi, i progetti prevedevano meno compromessi a livello regionale di quanto sarebbe stato possibile. Le due decisioni popolari ci hanno mostrato che la democrazia vive molto anche del fatto che tutti voglio partecipare ai benefici e che solo allora sono disposti a dare qualcosa in cambio. Si tratta di una buona meccanica politica, che è uno dei punto forti del nostro sistema democratico.

Per contro, la centrale a carbone di Repower a Saline Joniche non era un progetto del Governo. Dopo una ponderazione degli interessi, siamo giunti alla conclusione che sarebbe stato più sensato un abbandono della tecnologia legata al carbone più graduale di quello richiesto dall’iniziativa. Il popolo ha accolto entrambi i progetti, optando per l’iniziativa nella domanda sussidiaria. Per noi è ora determinante questa espressione della volontà popolare.

L’iniziativa Weber è un’iniziativa popolare federale, alla quale i grigionesi si sono opposti al pari del Governo. L’iniziativa ha ottenuto la maggioranza popolare, contro la volontà dei Cantoni di montagna, grazie all’Altopiano e agli agglomerati urbani. Nei limiti di quanto consentito dalla decisione presa, il Governo si adopera ora a livello federale affinché la maggioranza grigionese, contraria all’iniziativa, non venga completamente dimenticata. Le decisioni e le iniziative popolari, siano esse a livello comunale, cantonale o federale, sono un fondamento della nostra politica e parte del sistema democratico; sono come il sale nella minestra.

MT: A proposito, e tenendo conto del fatto che il dossier compete al Dipartimento che lei dirige, come intende muoversi ora il Governo riguardo alla questione energetica?

MC: Il compito principale della politica energetica consiste nel fornire ai grigionesi elettricità in modo sicuro, a un prezzo sostenibile, e nell’indurre i cittadini ad assumere comportamenti che tutelino l’ambiente, ad esempio per quanto riguarda la produzione di calore e di acqua negli edifici. Per la produzione di elettricità il Governo punta in primo luogo sulla forza idrica. La tecnologia si è dimostrata valida, non produce CO2 ed è quindi ecologicamente sensata, oltre che indigena. Benché sia molto esposta alle oscillazioni di mercato, per i Grigioni e per gli altri Cantoni di montagna la forza idrica è molto importante anche dal profilo economico, in quanto offre posti di lavoro nelle regioni periferiche e genera canoni d’acqua che ammontano a circa 100 milioni di franchi all’anno per Comuni e Cantone, oltre che entrate fiscali grazie alle tasse dagli impiegati delle società idroelettriche.

MT: Lo scorso 24 novembre gli svizzeri (grigionesi compresi) hanno bocciato l’aumento da 40 a 100 franchi del prezzo della vignetta autostradale. Questo no popolare potrà avere delle ripercussioni sul nostro Cantone? Se sì, quali, e soprattutto si possono quantificare?

MC: Un sì popolare ci avrebbe permesso di poter cedere alla Confederazione la strada dello Julier, con le relative spese di manutenzione e ampliamento, risparmiando circa 11 milioni di franchi. Ciò sarebbe naturalmente stato un vantaggio. A seguito del no popolare non abbiamo però perso nulla, semplicemente rimane tutto com’è adesso. Il fatto che i Grigioni abbiano bisogno di molti soldi per gli allacciamenti stradali è incontestato a Berna, e perciò l’attuale finanziamento delle strade principali risulta per noi molto vantaggioso nel confronto intercantonale. È evidente che da noi le strade costano di più rispetto a quanto costano in pianura dove sono necessari meno manufatti quali gallerie, ponti o muri di sostegno.

MT: L’importante asse di collegamento stradale nord-sud del San Bernardino si snoda in buona parte su territorio grigionese e il nostro Cantone ne trae dei vantaggi che non si possono negare. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dagli inconvenienti ai quali devono far fronte le popolazioni direttamente toccate, specialmente nei momenti di forte traffico; e noi, in Mesolcina, ne sappiamo qualcosa! Questi inconvenienti potrebbero diventare dei veri e propri disagi qualora la nostra A13 diventasse l’alternativa della A2 durante i lavori di risanamento della galleria del San Gottardo, che tra l’altro non saranno di breve durata. Dobbiamo insomma aspettarci una viabilità colassata e una qualità di vita peggiorata? Come si sta muovendo il Cantone nei confronti di Berna?

MC: Finora ci siamo impegnati con decisione per la costruzione di un secondo tubo al San Gottardo. Insieme ai rappresentanti del Ticino, del Vallese e di Uri, noi direttori dei Dipartimenti dei trasporti abbiamo tenuto a due riprese colloqui bilaterali con la consigliera federale Doris Leuthard. Come noto la Confederazione propone ora un secondo tubo. In questo modo si può evitare che l’attuale galleria rimanga chiusa per lunghi mesi sull’arco di diversi anni a seguito dei lavori di risanamento e che il traffico venga deviato lungo la A13, anche attraverso la Mesolcina. Non va però dimenticato che al riguardo vi sarà ancora una votazione federale. In ogni caso rimarremo attivi.

MT: Un tema di politica cantonale che caratterizzerà il suo anno presidenziale è indubbiamente quello della perequazione finanziaria e conseguente ripartizione dei compiti tra Cantone e Comuni. Qual è secondo lei l’obiettivo da raggiungere?

MC: Nella scorsa sessione di dicembre il Gran Consiglio ha approvato la revisione totale della legge sul conguaglio finanziario intercomunale. La perequazione ha l’obiettivo di compensare in modo più mirato le differenze tra i Comuni con i loro differenti punti forti e punti deboli. Ciò deve avvenire attraverso il sostegno finanziario da parte del Cantone e dei Comuni più ricchi a favore dei Comuni finanziariamente più deboli. Sono però fermamente convinto che in questo modo si voglia anche affermare con forza il sostegno a favore di un insediamento decentralizzato e quindi di un rafforzamento delle regioni periferiche. È un’esigenza che mi sta molto a cuore.

MT: Nei confronti della Confederazione il nostro è un Cantone periferico, che a sua volta ha tante periferie come ad esempio le valli italofone. A suo parere, nei Grigioni vien fatto abbastanza e nel modo giusto per le regioni periferiche?

MC: Le regioni vengono rafforzate tramite la disponibilità della popolazione dei Comuni e dei Comuni stessi a collaborare a livello regionale. Collaborare non significa esclusivamente aggregazioni. L’aggregazione è un processo tecnico, non un contenuto. Per quanto possibile, una regione deve decidere autonomamente quali sono le qualità di cui dispone e come può esprimerle. Una volta che si è concordi sugli obiettivi, ci si deve accordare sulle vie per raggiungerli. Ad esempio, la concentrazione a livello regionale dei compiti amministravivi nel “Pirellone“ di Roveredo è sensata. Il cittadino ha la possibilità di trovare nello stesso luogo servizi regionali e alcuni servizi cantonali. Ciò va incontro alle esigenze dell’utenza ed è inoltre anche efficiente per i servizi amministrativi. Il Cantone può fornire un grande sostegno alle regioni, in particolare anche tramite il mio Dipartimento che condivide la competenza per le infrastrutture quali gli edifici amministrativi regionali, le strade, i trasporti pubblici, il settore energetico o la protezione dai pericoli naturali.

MT: La sua lingua del cuore è il romancio, quella del pane è il tedesco. E l’italiano, che tra l’altro parla molto bene?

MC: L’italiano gode della mia massima simpatia e sono sempre volentieri disposto a parlarlo, soprattutto perché mi sento molto vicino alla popolazione delle nostre quattro valli italofone. Apprezzo quindi particolarmente le discusioni o le manifestazioni che vi si svolgono, così come l’identità e la cultura del Grigioni italiano. Un colloquio fuori sede si svolge in modo diverso da uno in un ufficio di Coira. Posso venire a conoscenza di molte cose grazie al contatto con la popolazione e vi è molto da imparare. Il contatto con le persone che hanno uno stretto legame con il territorio è insostibuibile. Siamo tutti sulla stessa barca.

MT: In conclusione, il presidente del Governo cosa augura a se stesso e cosa augura ai grigionesi per il 2014?

MC: A tutti i grigionesi dev’essere possibile disporre del necessario per vivere bene, abitare in un luogo che li soddisfi ed avere buone prospettive per se stessi e per i propri figli e nipoti. Auspico che tutti i grigionesi si impegnino assieme al Governo per raggiungere questo obiettivo.

 

Intervista realizzata da Marco Tognola
per “La Voce del San Bernardino”