Il giovane valposchiavino fra ciclismo e università
“Matteo Badilatti è stato semplicemente troppo forte per noi”, così si sono espressi sul giornale cantonale Die Südostschweiz i corridori di tutto prestigio della Ilanz-Vals, tenutasi la scorsa domenica.
37 minuti e 31 secondi. Questo il tempo impiegato dal ventunenne valposchiavino per percorrere i 21 chilometri di salita che separano Ilanz dalla nota località termale. Ci ha dunque messo meno dell’autopostale, a cui per coprire la stessa distanza servono 38 minuti. Alla gara di domenica scorsa, valida per la Coppa Grigionese, a contendere la vittoria a Matteo c’erano atleti di tutto rispetto come il campione svizzero della categoria juniores Andrin Beeli e il campione svizzero U17 Vital Albin. Ma per loro, come ha riportato la Südostschweiz di mercoledì: “Badilatti è stato semplicemente troppo forte.” Ma conosciamo un po’ più da vicino questo atleta di casa nostra, capace di vincere in solitaria l’appuntamento sursilvano.
Fra ciclismo e scuola
“Sono all’ultimo semestre di economia aziendale all’Università di San Gallo e faccio parte della categoria U23 élite”, mi spiega Matteo. La domanda nasce spontanea e quasi quasi è superfluo scriverla: come fa a combinare studio e attività sportiva di alto livello?
“È una questione di organizzazione. Le lezioni non sono molte e quindi sfrutto i momenti vuoti per infilarci un allenamento.” A dirla così sembra semplice. Matteo si allena sia a San Gallo che in Valposchiavo e prima delle gare si sposta in Ticino per raggiungere la sua squadra. “Dal 2012 milito nel Velo Club Mendrisio – PL Valli. Avere una squadra è fondamentale, visto che ti organizza le gare.” E così il ventunenne valposchiavino corre regolarmente in Italia e in Svizzera e lo scorso anno ha pure disputato una corsa a tappe in Giappone.
Francia e Polonia le prossime tappe
I prossimi appuntamenti per Matteo Badilatti sono una gara a tappe in Francia a fine mese, il Tour de Franche-Comté, e in luglio i campionati del mondo universitari in Polonia. “Appena prima di questa manifestazione dovrò dare degli esami all’università.” Eccoci, di nuovo la scuola. “Per me lo studio è prioritario”, afferma lo sportivo che si è innamorato del ciclismo pedalando sulle strade valposchiavine, in particolare sul tracciato Viale-Selva. E se gli si chiede se punta al professionismo, coerentemente ti risponde: “Prima penso a finire bene gli studi, poi si vedrà.”















