Poschiavo: finanze comunali quo vadis?
Malgrado l’approvazione della perequazione finanziaria che porterà alle casse comunali circa 1,2 milioni fr. in più all’anno, le cifre del piano finanziario 2015-2019 presentate durante l’ultima seduta di Giunta ci preoccupano.
Già all’inizio della legislatura si prospettava un’importante riduzione degli introiti fiscali, in buona parte riconducibili agli sgravi concessi alle persone giuridiche, e aggravata dalla crisi di Repower. Con queste prerogative nel 2012 la Giunta ha formalizzato l’incarico al Consiglio Comunale di riportare in pareggio i conti entro il 2016. A sua volta il Consiglio Comunale prospettava di voler raggiungere il pareggio applicando una serie di correttivi, delle misure di risparmio e l’aumento del moltiplicatore dall’80 al 90%, misura che era stata approvata anche dal nostro partito. Non si prevedeva, se la nuova perequazione finanziaria fosse entrata in vigore, nessun ulteriore aumento delle imposte.
Durante la seduta di Giunta di lunedì 13 ottobre i nodi sono venuti al pettine e il “fieno in cascina” tanto citato dal Podestà per tranquillizzare i membri di Giunta e i cittadini, si è dimostrato essere quello che in verità era sempre stato e cioè il capitale proprio, in altre parole il valore dei beni del Comune. Questi beni per essere trasformati in “fieno”, dunque in soldi, dovrebbero essere venduti. Chiaro a tutti che questo non è possibile e dunque se abbiamo bisogno di soldi non resta che prestarli dalle banche. Per far questo però bisognerebbe ricavare dalla gestione corrente almeno i soldi per pagare gli interessi.
Le cifre parlano chiaro. Con il tasso fiscale al 90% per il prossimo quinquennio si prospetta un deficit medio di 1 milione di fr. / anno sulla gestione corrente, e anche aumentando il moltiplicatore al 100% le perdite annue medie rimangono sui 300mila fr. Aumento delle spese nella scuola, sanità, socialità e quasi nessun taglio alle uscite per cultura, sport e altri contributi vari decisi negli anni delle vacche grasse. Spese amministrative in lieve ma costante aumento. Unicamente una diminuzione delle spese nella voce della manutenzione stradale. In più occasioni il PLD si è battuto per frenare l’aumento delle uscite proponendo tagli lineari, blocco delle assunzioni, freno alla sovra-meccanizzazione delle imprese comunali. E su tematiche sensibili come l’educazione, il Partito Liberale è stato l’unico ad avere il coraggio di mettere in discussione aumenti salariali che, nel contesto economico attuale, era doveroso discutere.
È semplice nascondersi dietro alle leggi superiori, alle spese vincolate, alle “sorprese” del ramo sanitario quando si parla di uscite, e opporsi poi sistematicamente alle proposte di risparmio che incidono, che fanno male dunque impopolari e che magari fanno perdere voti.
Il PLD è contrario a sanare le finanze pubbliche semplicemente aumentando il moltiplicatore fiscale. Servono ulteriori misure atte a ridurre i costi della gestione corrente e altre fonti di entrata che non colpiscano solo il reddito ma anche la sostanza. Solo così il Comune potrà tornare a un livello accettabile degli investimenti che, sempre secondo il piano finanziario, scenderanno al di sotto dei 3 milioni annui entro il 2019 (mentre negli anni buoni si aggiravano sui 7-8 milioni annui). Questa drastica riduzione degli investimenti comunali unita agli altri fattori negativi che ben conosciamo (crisi di Repower, riduzione dei pernottamenti, appartamenti sfitti, legge sulle seconde case, concorrenza dall’estero ecc. ), contribuirà ad aggravare ulteriormente la situazione economica e renderà la nostra Valle più povera e meno attrattiva.











