Lagalb: idee per il futuro?

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La stazione sciistica di Lagalb, lo abbiamo sentito, chiuderà l’anno prossimo, a fine stagione 2016. La Engadin St. Moritz Mountains, che gestisce anche gli impianti di Diavolezza, Corviglia e Muottas Muragl, non può più permettersi di coprire le falle economiche create da Lagalb.


Engadin St. Moritz Mountains sta al momento studiando una soluzione economicamente ed ecologicamente sostenibile per il riutilizzo degli impianti che verranno rimossi dalla pista. Di conseguenza, pure il ristorante in cima alla stazione sciistica sembra non avere speranza di vita. La decisione è presa, ma l’associazione engadinese si dichiara aperta al dialogo e, dovessero presentarsi delle soluzioni alternative alla chiusura degli impianti, queste verrebbero ben volentieri prese in considerazione.

Secondo Orlando Lardi, capo del dipartimento del turismo, salvare la situazione attuale della Lagalb sarà praticamente impossibile, dato che non basterebbe un intervento finanziario unico, bensì occorrerebbe una copertura di deficit costante. “Serve un concetto nuovo, capace di generare interesse turistico senza però creare voragini finanziarie” – sostiene Lardi. “Penso a sentieri o percorsi mountain bike con vari collegamenti durante la stagione estiva oppure a una tratta da sci d’escursionismo per l’inverno… il panorama che si gode dall’alto merita troppo per essere dimenticato. E poi, sognare è lecito!”, conclude il consigliere comunale.

 

E voi, cari lettori, cosa sognate per la futura Lagalb?
In Valposchiavo c’è l’interesse di trovare una soluzione?
Che idee avete per il futuro di quella che, ormai dal 1963, è la pista di casa per molti Valposchiavini?
Il ristorante, dovrà molto probabilmente chiudere, ma la struttura resterà. La si potrebbe sfruttare in qualche modo?
Che conseguenze avrà la chiusura de Lagalb per la Valposchiavo?

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