Ultima partita per la squadra di calcio femminile
Sabato 13 giugno 2015, pareggiando 0:0 contro il Frauenfeld ai Casai di Campascio, la VPC donna ha disputato la sua ultima partita di campionato, prima di chiudere definitivamente l’attività agonistica. Tempo di trarre bilanci e conclusioni di un’avventura cominciata bene, ma durata troppo poco.
Sono trascorsi solo 6 anni dal primo allenamento della VPC donna, avvenuto nell’estate del 2009. In quel periodo iniziava un’avventura definita “splendida” da parte di Nadia Cristiano, primo capitano della squadra, ma non priva di ostacoli nel suo percorso. Iscritta al campionato di 4. divisione e disputata la prima partita nell’agosto del 2010, la squadra femminile della VPC ha scalato le classifiche fino ad arrivare in seconda divisione, raggiungendo in quel frangente l’apice agonistico della breve carriera.
“È stato un periodo intenso e anche molto appagante, sia sotto il profilo sportivo che umano”, afferma Mister Donato Rampa, allenatore fin dall’inizio e per 4 dei 6 anni totali (l’ultimo campionato è stato coadiuvato da Fernando Pereira). ”Mi dispiace che l’avventura termini qui”, continua Donato, “ma lo stop alle attività non è dovuto a dissapori o a problemi nella gestione della squadra, che, anzi, si è sempre comportata in modo esemplare, bensì alla difficoltà nel reperire giocatrici. Spesso abbiamo dovuto contarci per completare la rosa di 11 calciatrici necessarie per poter disputare regolarmente una partita”.
Colpa anche delle lunghe trasferte, secondo l’allenatore probabilmente le più lunghe in assoluto per una squadra di medesima categoria in Svizzera. Il carico per le ragazze non è da considerarsi indifferente: ciò che incide anche in modo determinante sulla disponibilità di ognuna nel poter presenziare ad una partita fuori casa. Sempre secondo il Mister, un altro motivo per cui la gestione di una squadra diventa ad un certo punto problematica è l’assenza di un settore giovanile. Senza nuove leve viene a mancare quella continuità necessaria per dare il futuro ad una squadra ed imprimere nuova motivazione all’intero team.

Per Nadia Cristiano, l’aver potuto giocare a livello agonistico in una squadra di calcio femminile, è stato un sogno che si è realizzato. “Provo tristezza pensando che tutto sia finito. Il calcio mi ha dato tanto e mi ha aiutata a crescere, insegnandomi a perseguire obiettivi di squadra e non a pensare solo a me stessa. Quest’avventura rimarrà per sempre nel mio cuore, nella speranza che l’ultima partita disputata rappresenti un nuovo punto di partenza, un arrivederci piuttosto che un addio”.
Nel cuore del capitano rimane il desiderio di poter continuare con gli allenamenti, ciò che aiuterebbe a tener vivi i contatti e a condividere la passione per il calcio con le compagne di sempre o, perché no, con nuove interessate.
Il calcio, coniugato al femminile, ha comunque rappresentato una piacevole novità per la nostra valle. Ciò a conferma che questo sport, semmai occorresse ancora dimostrarlo, non è una prerogativa esclusivamente maschile. La VPC Donna ha contribuito ad infrangere questo luogo comune e a dare più colore alle attività sportive locali. In questo contesto la sfida va sicuramente considerata vinta.












