Colpa del riscaldamento globale
Comunque andrà a finire, l’estate 2015 sarà ricordata fra le più calde finora registrate. Il mese di luglio, che sta ora volgendo al termine, ha registrato in tutta la Svizzera ed in molte parti dell’Europa temperature nettamente al di sopra delle medie stagionali.
In Valposchiavo, su tutto il fondovalle, il termometro ha segnato valori diurni costantemente al di sopra dei 30° centigradi, anche ad altezze inconsuete per questo genere di temperature. Ciò che è pure da considerarsi anomalo è l’arco temporale di quasi 3 settimane, durante il quale, la morsa del caldo, non ha quasi mai dato tregua. Nello stesso periodo, la bassa valle, ha pure segnato un numero consistente di notti tropicali, vale a dire con temperature mai al di sotto dei 25°C.
Tutto nella norma? Che ci siano annate con picchi di caldo o di freddo, rientra nel normale ordine delle cose. Ciò che invece non può essere giudicata una consuetudine, sono gli intervalli entro i quali certi fenomeni si verificano. Gli eventi atmosferici estremi si susseguono con allarmante frequenza ed il surriscaldamento generale del clima è una realtà che non possiamo negare.
Prendendo spunto da questo torrido inizio estate, IL BERNINA ha voluto approfondire alcune tematiche relative alle cause di questi fenomeni atmosferici, come pure agli effetti che, temperature così elevate, possono avere sull’uomo e sulla natura. Il nostro reportage inizia con un’intervista a Piernando Binaghi, ingegnere aeronautico e volto noto della RSI, che ci risponde ad alcuni interessanti quesiti dal punto di vista meteorologico.
Ci tolga subito una curiosità: che cosa ci può dire di quel fulmine a ciel sereno caduto qualche giorno fa in Valposchiavo e che ha colpito la linea elettrica?
Purtroppo ho poche informazioni al riguardo su quel che è accaduto. Bisogna tenere presente che i fulmini “a ciel sereno” possono cadere sino a 50 chilometri di distanza dal cumulonembo che li genera e non ho elementi per risalire a come stessero esattamente le cose martedí scorso. Son cose che andrebbero valutate al momento…
Le scorse settimane, la Svizzera Italiana, ma non solo, è stata attanagliata da un caldo tropicale, con punte che, in alcuni luoghi, hanno addirittura sfiorato i 40° centigradi. Da cosa è stata provocata questa particolare situazione, dal punto di vista meteorologico?
La ragione di questa ondata di calore è da attribuire ad un forte campo di alta pressione di origine africana che, a differenza del ben più noto anticiclone delle Azzorre, proietta sull’Europa centro meridionale aria particolarmente calda con temperature che sfondano ampiamente la soglia dei 30 gradi. La struttura di questi anticicloni è solitamente assai solida, quindi, quando si posizionano, è abbastanza lecito aspettarsi che possano interessarci per diversi giorni. Nella circostanza che ci ha riguardato, ci sono state ben due diverse ondate di calore che si sono susseguite e che sono state determinanti anche per il tempo della Svizzera.
Ci siamo avvicinati o forse abbiamo anche superato i limiti di calore registrati nell’estate del 2003. Siamo al cospetto di un nuovo record assoluto per quanto riguarda questo mese di luglio?
Anche se mancano ancora alcuni giorni al termine, possiamo già dire che questo mese di luglio è stato il più caldo di sempre in Svizzera, per lo meno da quando si conducono misurazioni dirette sui parametri meteorologici e quindi anche sulle temperature. Erano cioè circa 150 anni che non si osservava un mese così infuocato, con valori termici che hanno superato anche quelli della torrida estate del 2003, durante la quale fu agosto ad essere il più caldo.
Secondo le vostre tendenze, dovremo attenderci questi limiti anche per il prosieguo dell’estate o le temperature rientreranno presto nella media stagionale?
E’ davvero difficile dire con certezza quale sarà l’andamento meteorologico dei mesi a venire. Con la riduzione graduale della lunghezza delle giornate ci sarà una minore disponibilità di luce e quindi di energia, comportando un naturale ridimensionamento delle temperature. Ma nonostante questo non è del tutto da escludere che, così come avvenne nel 2003, ci attenda un mese di agosto ancora caldo o addirittura molto caldo. Ricordiamoci che siamo nel bel mezzo della stagione estiva e che questa può ancora riservarci delle sorprese.
Il caldo estremo di questi giorni è pure stato sinonimo di siccità estrema. Si può già parlare di un’estate compromessa dal punto di vista delle precipitazioni?
Anche in questo caso, non essendovi delle possibilità realistiche di fare previsioni a lungo termine, mi atterrei a quella che è la statistica: i mesi estivi sono quelli durante i quali, nelle Alpi, la pioggia cade abbondantemente, per effetto dei temporali. E dal momento che per la climatologia l’estate si conclude al 31 agosto, direi di attendere. Manca davvero ancora molto e un recupero idrico è assolutamente ancora possibile.
Dopo un inverno mite ed un’estate calda si può già dire che il 2015 sarà l’anno più caldo finora registrato?
No, non penso si possano azzardare considerazioni di questo genere. Ma, d’altra parte, credo che quest’anno confermerà la tendenza al riscaldamento globale che da quasi un trentennio sta assumendo un andamento sempre più chiaro ed incisivo. E’ un tema sul quale si dibatte molto e si fa, a mio avviso, ancora troppo poco. Sono convinto che per il bene nostro e dei nostri figli sia davvero il caso di cambiare mentalità e mettersi all’opera per invertire la marcia, prima che sia troppo tardi.
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