Mettiamo fine alla discriminazione delle coppie sposate

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Il matrimonio non può continuare ad essere svantaggiato
Nella Berna federale si discute da decenni, purtroppo senza alcun risultato, per correggere una distorsione fiscale che tocca le coppie sposate, chiamate non solo pagare più imposte di quelle di conviventi, ma pure penalizzate per quanto concerne le rendite AVS. Le coppie di concubini, infatti, possono beneficiare di due rendite piene contro la rendita plafonata al 150% delle coppie sposate.

 

Nonostante la penalizzazione fiscale del matrimonio sia stata riconosciuta dal Tribunale federale già nel 1984 – con i tutti i Cantoni che in seguito hanno apportato dei correttivi – Consiglio federale e Parlamento non hanno mai voluto adeguarsi, tanto che ancora oggi 80’000 coppie sposate sono svantaggiate rispetto a quelle di concubini. Per queste ragioni il PPD ha deciso di lanciare un’iniziativa popolare, in votazione il prossimo 28 febbraio, con cui si chiede di mettere fine a una discriminazione che si trascina da anni.

Il matrimonio, intenso come una comunione economica, non può continuare ad essere svantaggiato. Difendere questo istituto significa anche lanciare un chiaro segnale a sostegno del nostro sistema impositivo attuale, prendendo distanza da chi propone il passaggio a un modello che prevede l’imposizione individuale dei coniugi, che provocherebbe un aumento dei costi amministrativi e del lavoro per le autorità di tassazione e i contribuenti.

Il dibattito sull’iniziativa lanciata dal PPD è purtroppo ostaggio di argomenti che poco hanno a che vedere con lo spirito della stessa. Gli oppositori invitano a rifiutare la proposta principalmente a causa della definizione di matrimonio che contiene. Critica ingiustificata poiché la definizione di matrimonio come una durevole convivenza di un uomo e di una donna è la stessa accettata in votazione popolare nel 1999 in occasione della revisione totale della Costituzione federale.

L’iniziativa non mira, come affermano gli oppositori, a gettare le basi in vista di future discussioni sul tema del matrimonio fra persone dello stesso sesso. L’iniziativa PPD è di natura fiscale. A beneficiarne saranno, oltre alle coppie sposate, anche le coppie in unione domestica registrata che dal profilo del diritto fiscale sono equiparate a quelle unite in matrimonio. Entrambe oggi discriminate rispetto alle coppie di conviventi.

Obiettivo dell’iniziativa del PPD è quello di correggere una distorsione del nostro sistema fiscale. Solo con un sì convinto il prossimo 28 febbraio sarà possibile eliminare una discriminazione che perdura da anni. A beneficio delle coppie sposate e di quelle in unione domestica registrata.

Martin Candinas, Consigliere nazionale, Rabius/Coira