Luminati: Insostenibile il traforo stradale dello Stelvio

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Lo studio di fattibilità è già stato commissionato da Regione Lombardia
(di P. Pola)
Durante la riunione dello scorso 28 gennaio 2016, la Regione Lombardia ha approvato lo schema di convenzione con la ditta Infrastrutture Lombarde S.p.A. per la redazione di uno studio di fattibilità del traforo dello Stelvio.

 

Secondo una nota apparsa lo scorso 11 marzo sul portale online “Südtirol News“, la Regione Lombardia starebbe prendendo in considerazione un traforo stradale sotto il Passo della Stelvio. I Verdi sudtirolesi tengono ad evidenziare come l’incarico conferito allo studio miri chiaramente a vagliare la possibilità sia riguardo il traffico ferroviario così come il traffico stradale.

Stando sempre alle stesse fonti giornalistiche, la frazione dei Verdi del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha inoltrato un’interpellanza al Governo di Bolzano in cui si afferma a chiare lettere che il Trentino Alto Adige vuole categoricamente escludere la possibilità di costruire un tunnel stradale che causerebbe unicamente gravi conseguenze a tutta la regione, affermando di difendersi con ogni mezzo dall’eventuale messa in atto di una simile opera.

Mediante un tweet pubblicato lo stesso 11 marzo dall’ex Presidente della Regione Valposchiavo, Cassiano Luminati, si afferma che l’eventuale traforo stradale dello Stelvio avrebbe ripercussioni anche per le nostre regioni.

Da noi interpellato in merito al suo post, egli risponde che, “se l’obiettivo è quello di uno sviluppo socio-economico e sostenibile, difficilmente questo sarà possibile incentivando la mobilità privata. Nel 2016 – continua lo stesso Luminati – nemmeno si dovrebbe prendere in considerazione l’idea di costruire nuovi tunnel stradali in un’area sensibile come quella delle Alpi. Bisognerebbe puntare unicamente su una mobilità sostenibile e quindi su una variante ferroviaria”.

Sempre secondo l’ex Presidente della Regione Valposchiavo, quello che manca a monte è una vera strategia ampia e condivisa sulla mobilità dei nostri territori. “E quando parlo dei ‘nostri territori’ – tiene a sottolineare Luminati – intendo Valposchiavo, Bregaglia, Engadina Alta e Bassa, Val Monastero, Bolzano, Valtellina e Valchiavenna”.

Solo affrontando su questa scala territoriale transfrontaliera il tema della mobilità e della viabilità sarà possibile ottenere qualcosa di concreto, ad esempio nell’ambito della strategia macroregionale per le Alpi EUSALP.

“Per iniziare bisognerebbe costruire una governance congiunta e permanente di quest’area. Non è più sufficiente la collaborazione spot. Grazie ad EUSALP, il momento sarebbe anche buono per intavolare un discorso di questo genere e, l’imminente nuova programmazione Interreg Italia-Svizzera, fornirebbe anche gli strumenti operativi per lanciare un progetto di governance congiunta dei nostri territori” – conclude Cassiano Luminati.