Per il Comune di Pontresina la chiusura è comprensibile
(di P. Pola)
L’annunciata chiusura della stazione sciistica di Lagalb continua a far discutere. C’è comunque chi non vuole darsi per vinto. Un gruppo di ospiti tedeschi ha lanciato una petizione online dal titolo “Salviamo Lagalb, componente importante del turismo engadinese”.
Come comunicato dall’edizione online dell’Engadiner Post di mercoledì 23 marzo 2016, il Comune di Pontresina ha diffuso una nota stampa mediante la quale esprime il proprio rammarico per la chiusura definitiva degli impianti, aggiungendo comunque di comprendere pienamente le ragioni all’origine di questa decisione.
Come affermato dallo stesso organo di stampa, nel frattempo, è stata lanciata anche una petizione online, promossa da un gruppo di cittadini tedeschi, che ad oggi ha già raccolto oltre 1’800 adesioni. I promotori, che non si riconoscono quali possibili cofinanziatori, ma sono mossi più che altro da fini idealistici, ritengono che gli attuali impianti di risalita siano ancora in buone condizioni, non necessitando pertanto di particolari investimenti a breve. Sempre secondo gli stessi fautori, basterebbe un concetto di marketing ben strutturato, unitamente ad una pubblicità mirata, per mantenere in vita gli impianti.
Per salvare Lagalb occorrono in realtà disponibilità finanziarie non indifferenti. Nel proprio comunicato il Comune di Pontresina si rifà ai conteggi di Engadin St.Moritz Mountains AG, i quali attestano perdite nell’ordine di 1.5 milioni di franchi annui, pur considerando ogni possibile risparmio sui costi. Oltre a ciò, in virtù del generale invecchiamento delle strutture, occorre prevedere investimenti per una totale di ca. 1.5 milioni di franchi nel corso dei prossimi anni. Per garantirsi il funzionamento degli impianti a medio termine bisognerebbe così poter raddoppiare la vendita di tessere giornaliere oppure prevedere un massiccio rincaro delle stesse.
Il Comune di Pontresina giunge pertanto a conclusione che non è possibile ricorrere a finanziamenti pubblici per poter garantire una completa copertura finanziaria. Pontresina sarebbe sì disposta ad esaminare un proprio coinvolgimento, ma unicamente alla presenza di concetti plausibili sia a livello finanziario che strutturale, capaci di garantire l’esistenza della stazione sciistica sul medio-lungo termine.













