Per Cassiano Luminati è ora importante non disperdere tutto quanto investito e raggiunto
(di P. Pola)
Con un ventaglio d’iniziative promosse dal suo Presidente Cassiano Luminati, la Regione Valposchiavo si è ritagliata degli spazi importanti all’interno di Expo 2015 a Milano, votati alla promozione del territorio e alle peculiarità eno-gastronomiche che lo contraddistinguono. Quale l’impatto sulla nostra regione delle iniziative presentate, a quasi nove mesi dalla chiusura dell’evento planetario? Lo abbiamo chiesto direttamente a Cassiano Luminati.
Poco più di un anno fa, esattamente il 1° maggio 2015, prendeva il via a Milano Expo 2015, la tanto attesa esposizione universale incentrata sul tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita“, evento considerato tra i più grandi mai realizzati finora sul tema alimentazione. Durante i 6 mesi d’apertura, l’esposizione ha rappresentato una vetrina in cui tutti i Paesi partecipanti hanno avuto la possibilità di porre in evidenza i propri sforzi volti a garantire un approvvigionamento sano, sicuro e sufficiente di cibo per il pianeta, nel pieno rispetto degli equilibri dettati dalla natura.
Un’enorme piattaforma di idee e soluzioni condivise attorno ad un tema globale e di grande importanza, in cui più di 140 paesi ed organizzazioni internazionali, insediati su una superficie di oltre un milione di metri quadri, hanno colto l’occasione per farsi conoscere al grande pubblico, attirando l’attenzione dei milioni di visitatori non solo per le proprie eccellenze alimentari, ma approfittando pure dell’evento per mostrare le proprie peculiarità paesaggistiche e culturali.
Anche per la Valposchiavo, Expo 2015 è stata occasione per porre in evidenza le proprie eccellenze agroalimentari e specificità territoriali. Presente alla kermesse mondiale con iniziative volte ad estendere la visibilità dei suoi progetti più innovativi e di qualità, la Regione Valposchiavo ha creduto in questo palcoscenico globale, considerandolo come efficace strumento di marketing territoriale, capace di valorizzare l’eccellenza dei prodotti tipici locali.
In questo senso sono state sviluppate iniziative dal forte impatto mediatico, in primis il viaggio Milano-Tirano con lo Slow Train, un’esperienza eno-gastronomica con destinazione finale la Valposchiavo, un viaggio dei sapori che accompagnava l’ospite attraverso un vero e proprio vortice di emozioni.
Calato da ormai nove mesi il sipario sulla fiera mondiale di Milano e già archiviati anche i primi bilanci sulla stessa, abbiamo chiesto a Cassiano Luminati, Presidente delle Regione Valposchiavo e promotore del progetto che ha visto la partecipazione della nostra valle all’importante kermesse, di stilare una propria valutazione volta a definire l’impatto che un simile evento ha lasciato sulla nostra regione, stabilendo nel contempo se, le risorse investite, produrranno un importante effetto in ambito di promozione del territorio, sul medio o lungo termine.
Ecco cos’ha risposto al BERNINA Cassiano Luminati
Le attività della Regione Valposchiavo legate all’Expo 2015 sono state numerose e di forte impatto sia mediatico, sia istituzionale. Dal punto di vista comunicativo, hanno rappresentato il culmine di un lavoro durato molti anni, iniziato con l’ottenimento del riconoscimento UNESCO della Ferrovia del Bernina nel 2008 e continuato nel 2012 con l’AlpWeek alla presenza dei ministri dell’ambiente della Convenzione delle Alpi, per arrivare appunto all’Expo di Milano.
In fin dei conti la vetrina internazionale messa a disposizione da Expo 2015 è stata sfruttata per raccontare quello che siamo, una Smart Valley Bio e come lo siamo diventati grazie ad una serie di progetti ideati, sviluppati, realizzati, coordinati dalla Regione Valposchiavo (100% Valposchiavo, Progetto Qualità del Paesaggio, il progetto per il recupero dei muri a secco, i progetti InterregC.P.Re e E.CH.I, il Piano Direttore regionale, …).
La grande attenzione che ha suscitato la Regione Valposchiavo presso autorità nazionali ed internazionali e giornalisti, con il suo concetto innovativo ed accattivante di Smart Valley Bio, è riscontrabile nelle dozzine di articoli e nelle numerose occasioni in cui sono stato invitato a raccontare lo sviluppo di questa strategia.
Grazie ai viaggi realizzati con lo SlowTrain, è stato possibile presentare le nostre eccellenze eno-gastronomiche ed i prodotti agricoli bio 100% Valposchiavo, preparati da blasonati chef stellati ad ospiti e media internazionali che successivamente hanno visitato la Valposchiavo, portandone nel mondo un ricordo positivo. È sullo SlowTrain che per la prima volta sono stati presentati ed utilizzati i marchi 100% Valposchiavo e FaitSü in Valposchiavo.
La prestigiosa ed importante rete di contatti nazionali ed internazionali così sviluppata ha fatto sì che ora, l’approccio integrato di sviluppo sostenibile utilizzato dalla Regione Valposchiavo, stia diventando un modello che molti desiderano replicare nell’Arco Alpino e oltre. Negli ultimi mesi sono stato invitato a numerosi convegni accademici e workshop internazionali dove mi viene chiesto come abbiamo fatto.
Il recente premio di CIPRA Svizzera per il progetto 100% Valposchiavo, ad esempio, è un chiaro risultato di questa importante operazione di marketing terrioriale svolta dalla Regione Valposchiavo. Alcuni membri della giuria erano stati ospiti nostri in occasione di un viaggio dello SlowTrain; quando hanno visto la Valposchiavo candidata per il premio, hanno collegato il tutto all’esperienza vissuta che, molto meglio delle parole e delle immagini contenute nel dossier, ha reso tangibile il significato del progetto e le sue implicazione economiche sul territorio. Lo stesso vale per l’importante articolo apparso in tutte le lingue nazionali sulla Coopzeitung in gennaio ed altri reportage ancora.
Dal mio punto di vista però, uno degli effetti più importanti della strategia di sviluppo della Smart Valley Bio, culminata con le attività legate ad Expo 2015, ha riguardato l’interno della Valposchiavo, dove, tutt’ad un tratto, l’idea del 100% Valposchiavo, elemento portante della Smart Valley Bio, ha preso piede diventando uno dei temi sulla bocca di tutti, anche dei più scettici e di chi inizialmente aveva considerato l’idea come utopica o folle.
Questo non sarebbe stato possibile senza l’insistenza, l’impegno e la costanza che la Regione Valposchiavo ha messo in tutti questi anni per dimostrare che è proprio grazie a questo approccio integrato e multi-livello che sarà possibile affrontare l’attuale crisi. Proprio perché è stato sviluppato integrando esclusivamente elementi che sono legati al nostro paesaggio e alla nostra identità culturale; elementi differenzianti che non sono replicabili o trasferibili altrove. A riprova che, chi la dura la vince. L’importante sarebbe ora non disperdere tutto quanto investito e raggiunto. Le Alpi hanno gli occhi puntati sulla Valposchiavo!
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