Giunta, segnale a favore dei motori elettrici sulle barche

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Licenziata, a mano del popolo, la revisione totale della legge comunale sulla pesca
(di P. Pola)
Nella discussione relativa alla revisione totale della legge comunale concernente la pesca e le infrastrutture portuali sui laghi di diritto privato del Comune di Poschiavo, avvenuta durante la sessione “extra muros” della Giunta di lunedì 3 ottobre 2016, il Parlamento si è pure chinato sulla problematica relativa ai motori in dotazione alle barche che solcano il lago di Poschiavo.

 

A soli 12 anni dall’ultima rettifica, avvenuta nel 2004, la legge comunale sulla pesca abbisogna nuovamente di una revisione totale, in quanto non più ritenuta al passo coi tempi. Come sottolineato nel messaggio e ribadito dal Presidente della Commissione preparatoria di Giunta, Carlo Crameri, la nuova legge dovrebbe permettere di consolidare il potenziale rappresentato dalla pesca sia a livello locale che turistico, migliorando nel contesto anche le strutture portuali. Inoltre, fra gli obiettivi, vi sarebbe pure quello di creare i presupposti affinché sui laghi navigabili del Comune di Poschiavo circolino per lo più barche con motori elettrici e non più a scoppio.

E, proprio su quest’ultimo punto, nasce una prima discussione di principio, lanciata dai liberali, i quali, pur sostenendo la necessità di un cambiamento nella struttura dei motori, ritengono che, il passaggio dai motori a scoppio agi elettrici dovrebbe poter avvenire in modo graduale e senza forzature, motivo per cui, l’inserimento nel messaggio di un simile presupposto, condurrebbe ad interpreazioni fuorvianti.

Proprio nell’intento di dare un chiaro segnale in che direzione si vuol andare, la maggioranza della Giunta è invece favorevole ad inserire nel messaggio l’obiettivo dichiarato dei motori elettrici, ciò anche quale segnale ai vari progetti in corso per ottenere il marchio di “Valle 100% bio”.

La discussione intavolata attorno alla trattanda in parola non può prescindere dal menzionare l’argomento relativo al porto, in merito al quale, il capogruppo UDC Fulvio Betti mette in guardia sull’istituzione di un fondo speciale, derivante dagli introiti delle licenze, per la realizzazione e manutenzione d’infrastrutture portuali, come indicato nell’articolo 8 della legge. Per Betti occorre anzitutto aver ben presente quanti mezzi saranno da destinare a questo fondo; inoltre, la valutazione sulle sole entrate non è corretta in quanto l’accantonamento per un fondo dovrebbe parimenti tener conto anche delle uscite, così da devolvere, se del caso, unicamente la quota saldo.

Per il Presidente della Commissione Carlo Crameri l’ammontare del fondo non è ancora stato definito, si calcola però di completare il finanziamento del porto in 15 anni. Lo stesso Crameri sottolinea che, intanto, non è ancora stata designata un’ubicazione definitiva del porto e che l’argomento imporrà comunque numerose altre valutazioni.

La Giunta approva infine la revisione della legge, la relativa ordinanza, dopo aver posto una leggera modifica, nonché il messaggio a mano della votazione popolare prevista il 27 novembre 2016.

Sotto varie ed eventuali il Consigliere comunale Renato Isepponi risponde ad una domanda, formulata lo scorso 29 agosto dall’UDC Fulvio Betti, in merito ad un presunto conflitto d’interessi manifestatosi nella delibera dei trasporti scolastici, risalente all’anno 2011, in cui avrebbe partecipato, a suo dire, anche un membro del Consiglio Scolastico risultante poi assuntore del trasporto.

Come ribadito dallo stesso Isepponi nella sua risposta articolata su più punti, l’aggiudicazione non è stata viziata da nessun conflitto d’interesse. Alla ditta in questione è stato conferito l’incarico da parte della AutoPostale Svizzera SA, unica ditta di trasporti di persone attiva in valle da decenni, su delle basi contrattuali definite da terzi in altra sede e su cui, l’assuntore, non ha nessun influsso sull’appalto che avviene a livello cantonale per quello che riguarda le corse di linea e sui prezzi degli abbonamenti, che rispettano le tariffe nazionali vigenti. Lo stesso assuntore è incaricato direttamente da parte dell’AutoPostale Svizzera SA di organizzare e garantire i servizi di trasporto, come definito dal contratto.

Il capogruppo UDC si è dichiarato soddisfatto della risposta ricevuta.


 

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