La copertura satelittare rappresenta tuttoggi un problema (di M. Travaglia)
Da un po’ di tempo a questa parte si parla di auto “che si guidano da sole”. In questo campo sono diversi gli investimenti che si stanno facendo, ma delle valutazioni realistiche prevedono che un’automazione completa delle macchine arriverà intorno al 2075. E nelle regioni di montagna cosa succederà? Lo abbiamo chiesto all’architetto valposchiavino Andrea Zanetti.
Sono attualmente in commercio, tra le case automobilistiche di tutto il mondo, veicoli che incorporano sistemi automatizzati in grado di assistere il conducente alla guida. La società SAE (Society of Automotive Engineers) International ha definito una classificazione di 5 livelli che inquadra i livelli di automazione della guida:
- 0 – Nessuna automazione
- 1 – Assistenza al guidatore (sistemi che aiutano a mantenere la velocità o a rimanere nella propria corsia)
- 2 – Automazione parziale (rispetto al livello 1 i sistemi possono aumentare o diminuire la velocità)
- 3 – Automazione condizionale (sistemi che guidano il veicolo e sorvegliano anche l’ambiente, ma contano sull’intervento del guidatore in caso di bisogno)
- 4 – Alta automazione (sistema completamente automatico solo in determinate condizioni)
- 5 -Automazione completa
Le auto finora in commercio arrivano al 2° livello. Il divulgatore scientifico ed esperto del settore Steven E. Shelder ha scritto, in un articolo pubblicato recentemente su “Le Scienze” che, con tutta probabilità, un ‘automazione di livello 5 sarà possibile solo intorno al 2075.
“Il dispositivo meccanico/elettronico che permette di guidare un’automobile senza assistenza da parte dell’uomo, – spiega l’architetto Andrea Zanetti, coordinatore in Valposchiavo del progetto Energie-Apéro – porterebbe indubbiamente diversi vantaggi, come un probabile calo degli incidenti, dato che nella maggior parte dei casi gli incidenti stradali sono causati dall’uomo. Permetterebbe inoltre alle persone di dedicarsi ad altre attività come la lettura della posta elettronica, la gestione di appuntamenti di lavoro o più semplicemente permetterebbe di fare una telefonata in tutta tranquillità e sicurezza. L’efficienza della guida autonoma – aggiunge – sarebbe probabilmente anche sinonimo di riduzione dei consumi”.
“Tutte queste esperienze positive – aggiunge l’architetto valposchiavino – hanno però anche dei lati negativi: i sistemi informatici che stanno alla base di questa tecnologia non sono esenti da malattie e virus. Inoltre, la macchina autoguidata non eliminerebbe il problema degli intasamenti e del traffico rappresentando unicamente un parallelismo al treno”.
In questo senso, scrive ancora il giornalista Steven E. Shelder, grazie ad un aumento delle tecnologie di automazione, “i prossimi dieci anni porteranno sistemi di parcheggio automatici che permetterranno ai guidatori di lasciare l’automobile all’entrata di un garage appositamente attrezzato”; oppure in zone pedonali urbane ci saranno “navette passeggeri senza conducente a velocità contenuta”; e ancora “percorsi separati per gli autobus e corsie esclusivamente dedicate ai camion consentiranno ai veicoli commerciali di funzionare con livelli più alti di automazione”.
Nei prossimi anni, quindi, sarà verosimile convivere con auto con sistemi automattizzati che permetterranno alle auto di guidarsi da sole, in determinate condizioni, e su apposite sezioni stradali. E sui tragitti di montagna? “Nelle nostre regioni – commenta l’architetto Andrea Zanetti – il viaggio in macchina può rappresentare anche un piacere. Molti automobilisti affrontano le strade di montagna proprio per godersi la guida su una strada piena di curve. Un piacere che andrebbe perso in caso di guida automatica e che andrebbe a evidenziare la domanda del perché non prendere il treno con, inoltre, un notevole risparmio di energia”.
“Forse sarebbe auspicabile – aggiunge l’architetto – che la tecnologia innovativa non si concentrasse soltanto su uno sviluppo del sistema di guida automatica, ma pure su uno sviluppo dei sistemi di alimentazione alternativi dei veicoli; guidare con energia pulita è oggi una priorità assoluta. Proprio nelle zone discoste come i passi alpini – conclude Zanetti – non sempre è disponibile una rete satellitare che copre tutto il territorio. Quindi, prima di parlare di pilota automatico sul nostro territorio dobbiamo aspettare uno sviluppo nella copertura satellitare; è quindi difficile prevedere quando il pilota automatico diventerà una valida alternativa nelle nostre zone”.














