Andamento produttivo positivo per la Bresaola della Valtellina Igp, che ha chiuso il 2018 con una crescita del +3,28% rispetto al 2017 e un +48% dal 2000. Oltre 13 mila le tonnellate di prodotto, per un valore alla produzione di 232 milioni di euro.
Dal rapporto economico del Consorzio di tutela del prodotto emerge inoltre che il settore può contare su circa 1’400 addetti, mentre le tonnellate di carne bovina (il 90% di taglio punta d’anca) avviata all’Indicazione geografica protetta (Igp) dai produttori è stata di oltre 36.000 tonnellate.
L’export, sul totale di Bresaola della Valtellina Igp prodotta nel 2018, rappresenta invece il 9%, con 1,3 tonnellate di prodotto (+0,54% rispetto al 2017) esportate in territorio europeo e al di fuori dell’Unione europea. Dall’analisi di mercato emerge inoltre che il 77% della produzione è destinato al mercato italiano della grande distribuzione e a guadagnare spazio – spiega una nota – è soprattutto il consumo in vaschetta, che copre quasi metà della produzione.
“Sono 42 milioni gli italiani – commenta il presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina Franco Moro – che scelgono la Bresaola della Valtellina Igp, che negli anni è passata da prodotto tipico della zona di Sondrio, a eccellenza nazionale di largo consumo”.
“Attivare nuovi sbocchi e rendere questo prodotto – aggiunge – un ambasciatore della qualità valtellinese in Europa e nel mondo intero, è uno degli obiettivi che ci siamo posti, ferma restando la necessità imprescindibile di salvaguardarne le caratteristiche organolettiche e qualitative identitarie”.
Ats












