Anche quest’anno Il Bernina ha selezionato e intervistato alcuni personaggi valposchiavini che si sono distinti nel corso del 2019. Fra coloro che si occupano attivamente di politica spicca la nomina del granconsigliere ed ex podestà Alessandro Della Vedova a presidente del Gran Consiglio retico durante la prima sessione dell’anno parlamentare ad agosto.
Puoi stilare un breve bilancio del tuo 2019?
Il 2019 è stato certamente un anno proficuo, durante il quale ho avuto modo di ricalibrare la mia vita, dedicando più tempo alla famiglia e alla mia crescita personale.
Ci parli della tua nuova attività come direttore di CARITAS Grigioni?
È un‘attività molto variegata e arricchente dal punto di vista umano. Una funzione che, non di rado, mi porta ad essere in viaggio per la Svizzera, principalmente a Lucerna, dove ha sede l‘organizzazione nazionale della Caritas, ma anche a Berna e Zurigo, sedi delle più grosse organizzazioni regionali, con centinaia di collaboratori che si occupano dei più bisognosi. Caritas Grigioni ne conta invece tredici.
Con che spirito stai affrontando l’attività in Gran Consiglio dopo l’elezione a presidente?
Con rinnovato spirito di servizio nei confronti dei cittadini e delle istituzioni che ho giurato di servire, nonché di profonda gratitudine verso coloro che mi hanno concesso fiducia.
Nel discorso di insediamento alla presidenza del Legislativo grigionese, ad agosto, hai dichiarato in lingua tedesca che “il compito primario del Gran Consiglio retico non è quello di portare avanti la politica linguistica, ma piuttosto di creare le basi affinché la politica linguistica venga promossa nella quotidianità”. Intendevi ribadire che la promozione del trilinguismo va fatta partendo proprio dal parlamento retico?
Non è sicuramente un caso il fatto che, dopo anni in cui il tema era visto come un tabù, improvvisamente un tedescofono inoltri un incarico con proposta di approvazione diretta concernente la traduzione simultanea in Gran Consiglio, la conferenza dei capigruppo, presieduta da un presidente del Gran Consiglio italofono, ne raccomandi l‘approvazione e il Gran Consiglio ci metta il sigillo in maniera unanime. Certo, la strada per arrivare finalmente a una parità effettiva delle lingue cantonali in Parlamento è ancora irta e disseminata di ostacoli, ma una prima importante pietra miliare è stata posata.

Da quando non sei più podestà di Poschiavo il baricentro della tua vita privata e professionale si è spostato a Coira. Che idea diversa ti stai facendo della valle guardandola da questa nuova prospettiva?
Ho esattamente la stessa opinione di quando ero in prima linea come Podestà di Poschiavo, ossia di una valle dal grande potenziale, abitata da gente dinamica e tosta, in cui tuttavia non ci sono soluzioni facili e scontate per nessuno.
Sappiamo che per te il richiamo della politica è sempre stato forte. Dopo la presidenza del Gran Consiglio stai già pensando ad altre cariche?
No. Un passo alla volta. Oggi sono Presidente del Gran Consiglio.
Intanto quali sono i tuoi propositi e le tue previsioni per il 2020?
Continuare a profondere il massimo impegno per essere all’altezza degli incarichi che mi sono stati affidati, tanto nella vita civile, quanto in quella politico-istituzionale.
Ti ritrovi nella definizione di “politico dell’anno”?
Vuoi farmi sorridere, vero? Buon 2020 a tutti!
A cura di Achille Pola















