In vista del rinnovo del Gran Consiglio retico del prossimo 15 maggio, il primo secondo il sistema (bi)proporzionale, Il Bernina propone ai propri lettori una serie di interviste ai candidati valposchiavini. Oggi è il turno del Partito Socialista.

Davide Vassella (Poschiavo)
Il partito Socialista a Poschiavo, in passato, non ha ottenuto grandi consensi. Ciò nonostante, grazie al nuovo sistema elettorale, le possibilità d’elezione al Gran Consiglio sono possibili. Giustizia politica o un difetto di formula, se guardiamo ai piccoli circoli elettorali?
Il Partito Socialista a Poschiavo non è il partito più forte ma affermare che, in passato, non ha ottenuto grandi consensi lo ritengo sbagliato.
Se valutiamo, ad esempio, le ultime elezioni del Consiglio Nazionale, il Partito Socialista a Poschiavo era in linea con i risultati raggiunti a livello cantonale. Risultati di tutto rispetto.
Inoltre ricordo che dalle file della sezione Valposchiavo sono usciti due tra i politici valposchiavini che hanno raggiunto il maggior successo politico a livello federale e cantonale.
Il nuovo sistema elettorale garantisce una ripartizione democratica dei seggi a livello cantonale; in questo modo le forze in Gran Consiglio rappresenteranno al meglio le intenzioni della popolazione. Il difetto di formula, quindi, era nel sistema passato che rapportava in modo errato le varie forze politiche cantonali.
Perché secondo te potrebbe essere “la volta buona” per un poschiavino socialista al Gran Consiglio?
Speriamo sia la volta buona! Ma è difficile fare un pronostico. Sicuramente il nuovo sistema elettorale permette a tutti i partiti di avere la giusta rappresentanza in base al risultato raggiunto a livello cantonale.
Come sezione Valposchiavo ci stiamo impegnando molto per poter conquistare un seggio.
Tu e Lorenzo Heis siete entrambi rappresentanti di Poschiavo Viva in sede comunale: pensi che questa candidatura divisa, in sede cantonale, possa avere ripercussioni a livello comunale?
PoschiavoViva non si occupa direttamente di questioni cantonali ma si occupa prevalentemente di politica comunale.
La pluralità di idee all’interno del movimento è sicuramente un fattore positivo in quanto le discussioni sono sempre interessanti e ci sono più punti di vista.
Avere più candidati al Gran Consiglio aiuta il nostro movimento e in caso di ripercussioni possono solo che essere positive.
Quali sono le risposte alla mancanza di alunni della Scuola Professionale, alla penuria di apprendisti e alla mancanza di lavoratori in diversi settori?
Il problema è complesso e conosciuto da anni. Per cercare di risolverlo è di fondamentale importanza che tutti gli attori coinvolti vadano nella stessa direzione e facciano la loro parte. Il compito della politica è quello di migliorare le condizioni quadro in modo che le lavoratrici ed i lavoratori trovino la nostra Valle attrattiva e idonea per viverci.
Una possibile risposta potrebbe essere quella di sostenere maggiormente l’inserimento delle giovani famiglie aumentando l’offerta per l’accudimento e i relativi aiuti finanziari.
Massimo Tuena (Poschiavo)
La tua è una candidatura nuova, ambiziosa se guardiamo al tuo passato politico. C’è il desiderio di fare realmente una carriera politica o si tratta semplicemente di un sostegno al partito?
Dopo esserci battuti per anni in favore del sistema proporzionale era naturale, quasi inevitabile, presentare delle candidature per il Gran Consiglio. Non parlerei invece affatto di carriera politica. Detto senza giri di parole, qualora la mia volontà fosse stata quella, avrei scelto schieramenti più popolari; soprattutto in zone periferiche come la nostra. Preferisco pensare alla mia candidatura come la continuazione di un percorso che ho iniziato ormai più di 15 anni fa. Credo nella politica, mi piace seguirla e farla.
“Vogliamo costruire qualcosa, non diventare qualcuno”, diceva Margaret Thatcher; che anche in questo caso cito con piacere.
Cosa pensi di poter offrire in più rispetto ad altri candidati?
Domanda difficile alla quale rispondere senza scadere nella retorica. Forse per Poschiavo sarebbe il momento di dare fiducia anche a persone che non sono state messe alla prova finora. Questo non perché chi è attualmente in carica abbia fatto male, ma rimescolare le carte a volte è una benedizione. Il Partito Socialista nel nostro Cantone è un partito radicato sul territorio e molto influente anche a livello istituzionale. Sarebbe un peccato non sfruttarne il potenziale.
Qual è il possibile rimedio verso lo spopolamento della Valposchiavo?
Bisogna offrire servizi di qualità e pensare in modo imprenditoriale e positivo al futuro. Abbiamo delle potenzialità importanti e l’iniziativa privata dei singoli è molto spiccata in Valposchiavo. Alla politica il compito di creare le condizioni affinché le aziende possano lavorare bene. Solo attraverso un tessuto economico sano e dinamico sapremo offrire i servizi per attirare nuove cittadine e cittadini in Valposchiavo.
In quali temi si deve cercare un maggiore dialogo transfrontaliero?
I temi potrebbero essere molti ma se guardiamo al contesto con pragmatismo dobbiamo riconoscere che le condizioni quadro per una collaborazione maggiore non sono delle migliori. Secondo me è fondamentale vivere la nostra dinamica di valle a ridosso del confine con spirito propositivo, in tal senso credo la Valposchiavo e la Valtellina offrano uno spettacolo molto più decoroso rispetto al Ticino.
Massimo Monigatti (Brusio)
Per molti anni Brusio ha delegato in Gran Consiglio un rappresentante socialista. A lunga scadenza la tua vuole essere una sfida per riconquistare quel seggio?
Ho deciso di candidarmi per permettere ai cittadini di Brusio di poter scegliere per una politica ecologica e sociale. Mi sono sempre interessato di politica già da quando ero giovane. Mi piacerebbe poter rappresentare Brusio in Gran Consiglio e, sì, magari riconquistare il seggio.
Servizi sanitari e sociali sul territorio, innovazione e investimenti in ambito ecologico, formazione di qualità per tutti e trasporti pubblici efficienti sono solo alcuni temi che stanno a cuore al partito socialista. Il PS si è battuto a favore di queste iniziative e sono stati raggiunti dei traguardi importanti, come la strategia sanitaria cantonale, che in passato mirava a centralizzare i servizi, invece adesso punta a mantenere i servizi su tutto il territorio. Per Brusio questi temi sono molto importanti e vanno incentivati.
Che cosa pensi della situazione di Viano e della sua strada e come pensi si possa risolverla?
La situazione della strada di Viano è sicuramente problematica.
Chiaramente penso che la sicurezza sul percorso sia di primaria importanza. Dobbiamo collaborare con il Cantone in modo da trovare una soluzione che garantisca la sicurezza in breve periodo. Proposte come la funivia e una nuova strada sono da considerare per il futuro, ma sono soluzioni che necessitano di molto tempo per la realizzazione. Nel frattempo penso che si possa implementare la protezione tramite le reti. Come ulteriore misura si potrebbe pensare a un sistema di rilevamento del movimento collegato a un semaforo, come esistono già in altri luoghi.
Quale pensi sia la migliore soluzione in tema sanitario per Brusio? Il Comune dovrebbe muoversi verso un ambulatorio satellite, e se sì come?
La volontà cantonale è quella di mantenere i servizi sanitari sul territorio. Penso che la presenza di un medico sia molto importante per una comunità. In un paese piccolo come il nostro un medico diventa una persona di riferimento.
Penso che l’idea di un ambulatorio satellite sia buona, in modo da mantenere il servizio sul territorio. Sono convinto che i membri di Brusio presenti del consiglio di fondazione abbiano trattato il tema e che sicuramente la questione non verrà tralasciata.
In caso di elezione, cosa cambierà nel tuo quotidiano?
Ah ah! Non saprei esattamente. Penso che dovrei dedicarmi un bel po’ alla lettura…














