La festa del Pan Ner e la mela di Casa Tomè

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Si è tenuta sabato scorso la settima edizione della festa del Pan Ner. Abbiamo sentito Giovanni Ruatti, che ha commentato per noi i punti salienti dell’evento. 

Giovanni, come è stata questa edizione della Festa del Pan Ner?
La settima edizione della Festa del Pan Ner, manifestazione transfrontaliera alpina radicata sul territorio della Valposchiavo in Casa Tomé, ha riscosso sabato scorso un buon successo di visitatori. Musei Valposchiavo e Polo Poschiavo hanno abbinato la realizzazione del pane nero poschiavino, cotto con l’antico forno della casa, con il tema della “mela”, in particolar modo quella di Casa Tomé. 

Come mai si tratta di una mela peculiare?
Un albero nell’orto di quest’edificio produce una varietà di mela unica, registrata recentemente. Lo si vuole quindi riprodurre per far continuare la progenie e l’evento è stata l’occasione per verificare l’interesse della popolazione verso l’iniziativa. Il riscontro è stato positivo: abbiamo ricevuto diversi ordini grazie alla consulenza di Martina Menghini-Cortesi che ha indirizzato gli interessati verso il tipo di forma e grandezza dell’albero da piantare nel proprio giardino. 

Fra le altre iniziative: la visita ai bröi del Borgo con la guida di Martina, la vendita del succo fatto con le mele dell’albero di Casa Tomé, particolarmente indicate per quest’utilizzo, la dimostrazione della produzione del succo di mela con l’utilizzo di una macinatrice e di un torchio manuale, la merenda con “boia da pom” abbinata a un biscotto di grano saraceno.

Mi dicevi che da questa casa antica si mira al futuro… in che senso?
Non solo si desidera che il melo abbia un seguito biologico, ma anche si mostra alle giovani generazioni l’arte di fare la brasciadéla, il pane di segale tradizionale di Poschiavo; è data, inoltre la possibilità di presentare il set artigianale da tavolo “Casa Tomé” (prodotto da Tessitura Valposchiavo, Piccolo Atelier e laboratorio Movimento Poschiavo), dove l’artigianato si rivolge alla nostra modernità; infine si è mostrato il contatto fra gli oggetti del passato con le potenzialità tecnico-artistiche del presente con il filmato in stop motion di Mara Callegaro (nell’ambito del progetto Living ICH), proiettato nella cantina. In questa casa si respira l’antico mondo rurale, la mano in diverse occasioni riprende a fare i movimenti dei nostri avi, lo sguardo è però proiettato verso il futuro.

Giovanni Ruatti ci tiene poi “per la realizzazione della Festa a ringraziare le collaboratrici e i collaboratori dei Musei Valposchiavo per l’organizzazione, Martina Menghini-Cortesi per la visita guidata e la consulenza relativa al melo, Elisabeth Crameri-Huber per la piacevole musica eseguita con la fisarmonica, e la presenza della Società Campicoltura per la vendita delle farine della valle”.

Le foto sono di Maria Svitlychna

Maurizio Zucchi
Collaboratore esterno