Elena Badilatti, orientatrice professionale in Valposchiavo

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Elena Badilatti dal primo settembre ha assunto il ruolo di “orientatrice professionale”. Abbiamo deciso di raggiungerla per intervistarla. Elena ci ha così parlato della sua funzione e delle sfide presentate da questo primo periodo, in cui si è già dovuta occupare anche di diverse manifestazioni.

Buongiorno Elena, come sei arrivata al ruolo di orientatrice professionale?
Dopo diversi anni dedicati principalmente alla famiglia, sentivo il bisogno di rimettermi in gioco personalmente e professionalmente. Il posto vacante pubblicato questa primavera quale “orientatore/-trice professionale” ha attirato la mia attenzione. Tornare nel mondo del lavoro in una valle come la nostra con scelte professionali comunque limitate significa mostrare una certa apertura anche verso professioni nuove. Credo possa essere un aspetto molto interessante di una valle periferica, il doversi in qualche modo reinventare, e poi, sì, nascono le possibilità. 
… Ed eccomi qua, in veste di orientatrice professionale! 

Quali sono i compiti che sono insiti in questa professione?
Le consulenze ci permettono, innanzitutto, di fare una valutazione della situazione personale di chi si trova a dover far fronte ad una decisione professionale, quindi si sviluppano delle strategie di pianificazione nell’ottica dell’elaborazione di un processo formativo. Fornire supporto, informazioni e documentazioni di approfondimento ai diretti interessati, come pure le visite nelle classi superiori, la presenza a fiere e serate informative sull’orientamento professionale, rientra tra gli altri compiti.

Che cosa ti piace di questo lavoro?
In prima linea, il contatto diretto con i giovani o con chiunque richieda una consulenza per fare chiarezza sulla propria scelta professionale e i vari percorsi da intraprendere. 
L’opportunità, attraverso le consulenze, di trovare delle possibili strade a livello formativo, la valutazione di soluzioni alternative, il sostegno verso chi desidera riorientarsi nel mondo del lavoro, sono aspetti particolarmente motivanti. Poter riuscire a dare, in qualche modo, un contributo, durante una fase importante del cammino professionale di una persona, è stimolante. Il contatto con genitori e insegnanti rende la professione ulteriormente variegata e interessante.

Come ti sei trovata in questo primo periodo?
La fase iniziale è stata piuttosto impegnativa. Ritrovarmi, dopo diversi anni di lontananza dal mondo del lavoro, a svolgere una professione per me assolutamente nuova, è stata una grande sfida. Tutto ciò, unito alla questione organizzativa del riuscire a conciliare famiglia e lavoro, ha caratterizzato questo primo periodo. Sono molto grata, però, per questa opportunità e felice di aver accettato di mettermi alla prova.

Se dovessi fare un bilancio della giornata del 31 ottobre, dedicata a Info-professioni, come sarebbe?
A “Info-professioni”, quest’anno per la prima volta in una veste assolutamente nuova presso Expo Valposchiavo, gli allievi delle superiori hanno innanzitutto potuto ascoltare racconti di apprendisti, attivi presso aziende formatrici in valle. In un secondo tempo, divisi in gruppi, si sono recati nei vari stand delle professioni scelte, dove hanno avuto modo di ricevere informazioni e consigli. L’idea di organizzare un evento simile, in un contesto come Expo, trovo sia stata assolutamente sensata; approfittare delle aziende presenti, pronte e organizzate al meglio per l’occasione con materiale interattivo e accessori pratici, è senz’altro un modo azzeccato per mostrarsi ai giovani in maniera attrattiva. In vista di futuri eventi simili, andrebbe forse pianificato maggior tempo a disposizione, in modo da poter sfruttare al meglio la presenza di una varietà non indifferente di professioni, magari in una seconda parte anche con il coinvolgimento dei genitori o momenti mirati rivolti anche a loro.

Come sono andate le giornate inaugurali della nuova sede del centro regionale dei servizi?
Venerdì 28 ottobre abbiamo inaugurato la nuova sede del centro regionale dei servizi in Via da Spultri a Poschiavo. La presenza di varie figure politiche cantonali e comunali ha fatto da cornice ad un momento di particolare riconoscenza verso la realizzazione di un progetto al passo coi tempi. I discorsi ufficiali hanno infatti sottolineato l’importanza dell’investimento del Cantone per un centro amministrativo che può garantire servizi di qualità anche in una valle periferica.
Il fatto di raggruppare più servizi cantonali in un unico edificio è una strategia immobiliare sensata. Credo inoltre che la presenza di altri collaboratori nei vari uffici dell’edificio possa creare sinergie e sostegno reciproco.
Sabato 5 novembre, inoltre, ci sono state le porte aperte; una buona occasione per mostrare servizi e spazi alla popolazione locale.

Maurizio Zucchi
Collaboratore esterno