Si è svolta lunedì scorso, 22 maggio, presso la Sala riunioni dell’Ospedale San Sisto, la conferenza stampa annuale del Centro Sanitario Valposchiavo (CSVP). Diversi i punti all’ordine del giorno, partendo dai bilanci positivi dell’annata 2022 per arrivare ai nuovi progetti del Centro Medico, già in fase di realizzazione e della ristrutturazione della Casa Anziani, la cui fase progettuale dovrebbe iniziare nel corso di quest’anno.
Ad accogliere la stampa il Responsabile della Comunicazione del CSVP Piero Pola, che ha moderato l’incontro introducendo gli interventi del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio di Fondazione Giovanni Jochum e Arturo Plozza, del Presidente del Comitato del Consiglio di Fondazione, Dr. Emanuele Bontognali, del Direttore, Guido Badilatti, e del medico accreditato e membro della Direzione Generale, Dr. Cristian Raselli.
Guido Badilatti ha illustrato agli intervenuti il consuntivo 2022 che, malgrado i non facili presupposti (Covid, mancanza di personale, ecc.) è stato chiuso con un utile di 182’121 CHF, circa 14’000 CHF in meno rispetto all’anno precedente (- 7%). Difficile però fare paragoni con i due anni precedenti, essendoci stata la pandemia che ha sfalsato tutte le cifre. Esempio lampante possono essere i tanti test Covid effettuati nel 2020/21 che hanno, con il boom di pazienti ambulatoriali, contribuito a far registrare per il settore, nel 2022, un calo del 15%, ma senza aver avuto un effettivo calo dei pazienti ambulatoriali.
Il servizio ambulanza ha invece avuto un rialzo (+10,4%) e nel 2022 si è effettuata circa un’uscita al giorno, con ben 30 interventi in più rispetto all’anno precedente (per un totale di 350, che è una cifra record). Anche il settore lungodegenza ha visto accrescere i suoi numeri, dopo l’emergenza Covid che li aveva drasticamente abbassati. Da segnalare una grande ripresa anche nel servizio pasti a domicilio effettuato dalla Spitex (+ 5,9%).
“Molto importante la cifra di 27’385’990 (81%) di capitale proprio che il CSVP ha a disposizione, – prosegue Badilatti – questo ci permette di essere autosufficienti per quanto riguarda i futuri investimenti (il Centro Medico costerà intorno agli 8 milioni di franchi), senza dover chiedere aiuto a terzi. Rispetto alla media cantonale siamo fra le strutture sanitarie con un capitale proprio più alto”.

Il Presidente del Consiglio di fondazione Giovanni Jochum si dichiara soddisfatto per un 2022 sostanzialmente positivo, con un CSVP che è un bellissimo esempio di struttura sanitaria in una Valle periferica, nonostante siano sempre più le notizie di tagli alla sanità provenienti da tutta la Svizzera (le 570 strutture sul territorio dovranno essere ridotte).
“Dopo il Covid la situazione riguardante il personale ospedaliero non è delle più felici, – continua il Podestà di Poschiavo – avere a disposizione persone qualificate diventa sempre più arduo, la ricerca dei collaboratori va estesa anche a livello regionale e cantonale, cercando gli specialisti anche da fuori. La vicinanza con l’Italia in questo senso ci favorisce rispetto ad altre zone in Svizzera. Diventare un punto di riferimento per i nostri pazienti, che con lo sviluppo della società hanno sempre più libera scelta su dove effettuare le cure, diventa di fondamentale importanza. Sono molto fiducioso perché durante il Covid si è vista la capacità di reazione alle difficoltà del CSVP, che ne è uscito bene e con grande professionalità”.
Il Centro sanitario Valposchiavo conta attualmente 228 dipendenti (108 Ospedale San Sisto, 79 Casa Anziani e 41 Spitex) in maggioranza di sesso femminile (189 donne contro 39 uomini), divisi equamente tra svizzeri e frontalieri (113 elvetici e 115 esteri). Il fatto di essere ubicato perifericamente, sul confine italo/svizzero, consente al CSVP di non avere grossi problemi di personale, come accade in gran parte della Svizzera, grazie al personale straniero.
I pazienti stazionari curati nel reparto acuto del San Sisto nel corso del 2022 sono stati 426 con una degenza media di 6,224 giorni. Il numero dei pazienti ambulatoriali visitati è stato 8’153. Le giornate fatturate agli ospiti lungodegenti presso la Casa Anziani e il reparto lungodegenza del San Sisto si attestano a 28’576. Il numero di utenti seguiti e curati a domicilio dalla Spitex è stato di 203 con 18’349 ore fatturabili. Il settore pasti a domicilio ha raggiunto la ragguardevole cifra di 12’035.

L’organigramma, in funzione dal 2016, dopo la fusione tra San Sisto, Casa Anziani e Spitex è stato rivisto due volte (2021, 2023) ed è stato adattato per dare la massima funzionalità al CSVP. Per scaricare la versione pdf clicca qui.
Molta importanza rivestirà nei prossimi anni anche il progetto “cartella informatizzata del paziente” insieme ai nuovi programmi amministrativi e gestionali correlati. La digitalizzazione delle cure, di cui l’infermiera Elena Pola è capoprogetto, è un importante obiettivo che il CSVP sta realizzando e sarà a regime già nel corso dell’anno. L’infermiera Elena Pola è capo responsabile di questo progetto che, con l’enorme mole di dati riversati sulle cartelle telematiche, verrà terminato ad inizio 2024. Mentre dal primo gennaio 2023 sono già in utilizzo i programmi gestionali e amministrativi correlati, forniti dalla stessa ditta (Nexus/Sinapsi), come quelli riguardanti la cartella informatizzata del paziente.
Gli obiettivi principali del CSVP per il triennio 2023/2026, dopo aver rivisto le strategie durante una giornata di lavoro (workshop) nel 2022, sempre mettendo al centro prima di tutto gli ospiti/pazienti, sono:
- offrire alla popolazione e agli ospiti un servizio sanitario di qualità costituito da cure stazionarie, cure ambulatoriali e cure domiciliari (diventare un riferimento per la sanità)
- essere preparati e attrezzati per casi d’urgenza (col Covid non è accaduto)
- offrire ai pazienti, ai medici locali e ai collaboratori un punto di contatto e luogo di lavoro adeguato
- assicurare una buona assistenza sanitaria anche a lungo termine (non una toccata e fuga dei pazienti, dando continuità al lavoro svolto)
- contribuire a una buona salute degli abitanti della Valposchiavo e all’attrattività della Valle
Le strategie per mettere in atto questi obiettivi saranno:
- una riposta ai bisogni dei pazienti per farli scegliere la Valposchiavo e non recarsi altrove
- promuovere le competenze del personale con corsi anche esterni con un occhio di riguardo all’istruzione dei giovani
- la collaborazione a stretto contatto con altri istituti del settore, che siano in Engadina, a Coira o nella vicina Valtellina
- perseguire la massima efficienza
- conoscere i limiti di una struttura di periferia (è infatti un lusso per una Valle di 4’500 abitanti avere un servizio sanitario ampio e di qualità

“Tutto questo verrà fatto consci che il Cantone sostiene le strutture sanitarie dislocate, – ricorda il Vicepresidente del Consiglio di Fondazione Arturo Plozza – e non dobbiamo parlare di singoli comuni di Brusio e Poschiavo ma di tutta la valle nella sua interezza, mettendo insieme le forze, come è stato fatto nel 2016 con San Sisto, Casa Anziani e Spitex. Non dimentichiamo la situazione concreta di valle periferica che abbiamo: questo non ci permetterà di fare tutto, ma possiamo sempre fare bene quello che realisticamente ci proponiamo di fare”.
Migliorare la comunicazione interna ed esterna sarà di fondamentale importanza: in passato non è risultata sempre efficace, anche se, dopo l’analisi dell’esperto Werner Steinman, ingaggiato dal CSVP quale consulente esterno per seguire il progetto, ci si è accorti che non si era fatto poi così male; basterà solo rivedere e migliorare alcune cose. Un primo passo in questo senso è stata l’introduzione nell’organigramma della comunicazione annessa al segretariato, nominando Piero Pola quale responsabile.
Entrando più nel dettaglio della strategia CSVP 2023/2026 con l’aiuto del Dr. med Emanuele Bontognali, scopriamo che per quanto riguarda le cure stazionarie, quelle che prevedono più giorni di ricovero, sarà di grande importanza mantenere il reparto acuto per le casistiche medico chirurgiche, anche se il numero di pazienti è in diminuzione; sarebbe un lusso per un bacino di utenza piccolo come il nostro poter ricoverare in tempi brevi e potere tenere sott’occhio direttamente il paziente senza trasferirlo. Allo stesso tempo completare e ottimizzare l’offerta nell’ambito della cura dell’anziano sarà la sfida per il prossimo futuro.
“Molto presto inizieremo la progettazione per la ristrutturazione di Casa Anziani, – ci spiega Bontognali – 40 anni fa, quando fu costruita, le esigenze del paziente erano diverse. Al giorno d’oggi il paziente tipo ha a disposizione i mezzi per trascorrere la vecchiaia a casa propria, mentre salgono sempre di più i numeri dei residenti con disturbi cognitivi e bisognosi di assistenza 24 ore su 24. Andando verso questo tipo di futuro vanno rivisti certi spazi e abbattute delle barriere architettoniche presso la nostra Casa Anziani. Abbiamo diverse idee”.
Per quanto riguarda le cure ambulatoriali importante sarà da definire bene i ruoli tra CSVP e il nuovo Centro Medico, in modo da non avere doppioni. Allo stesso tempo andrà sviluppata ulteriormente la diagnostica medica con la strumentazione adatta a non dover ogni volta trasferire i pazienti in altre strutture per le diagnosi mediche. Infine, perfezionare le prestazioni ambulatoriali infermieristiche, internistiche e chirurgiche.
Parlando delle cure domiciliari (Spitex), fondamentale sarà ottimizzare l’offerta delle cure a domicilio facendo collimare le esigenze di pazienti e curanti. Molto importante sarà altresì potenziare la presa a carico di problematiche psichiatriche che, attualmente, come succede un po’ in tutta la Svizzera, vengono offerte per pochi giorni alla settimana (senza presidio fisso) e con molti problemi a trovare personale specializzato.
Per quanto riguarda le infrastrutture è in programma un’analisi e una possibile ottimizzazione delle risorse attuali, valutando anche la possibilità di acquistare/delegare prestazioni proprie (in outsourcing) che per il futuro diventano interessanti. Una possibile soluzione che si sta studiando è quella di mettere a disposizione strutture e personale a specialisti esterni.
Andranno poi pianificati per tempo le successioni e i cambi di personale: essendo gran parte di questi collaboratori polivalenti andranno trovate delle soluzioni congeniali, come lo scaglionamento negli avvicendamenti. Allo stesso tempo la ricerca di personale qualificato andrà intensificata insieme alla formazione dello stesso.
Infine, non meno importante degli altri punti, bisognerà aumentare ancora il risparmio energetico. Attualmente, sul tetto dell’Ospedale San Sisto, è in funzione un impianto fotovoltaico della potenza di 116 kWp e si sta concretizzando l’allacciamento al teleriscaldamento.


















