Da questa settimana, Il Bernina vi propone una nuova rubrica intitolata: “Santo cielo. Fatti e commenti”. I contributi, scritti in esclusiva per la nostra testata da Paolo Tognina, tratteranno fatti di attualità con un taglio editoriale. Si comincia questa settimana con il primo, che riguarda il traffico di oggi messo in rapporto con l’antico divieto di traffico in vigore a inizio secolo scorso nel Cantone dei Grigioni .
Dal divieto di circolazione all’odierna valanga di autoveicoli
All’inizio del 20. secolo sulle strade del Grigioni il traffico automobilistico era vietato. Contadini e albergatori, autorità e promotori del traffico ferroviario, vi si opponevano fieramente. Tra il 1907 e il 1922, sette votazioni popolari ribadirono in maniera chiara e inequivocabile il “no” al traffico motorizzato.
Motivi del divieto
Il divieto venne introdotto in seguito alle proteste dei contadini, i quali temevano incidenti sulle strade tra automobili e bestiame, in particolare cavalli. A Samedan e Scuol, come pure a Mulegns, vennero infatti segnalati, ai primi del Novecento, scontri tra autoveicoli e animali. La maggioranza della popolazione riteneva inoltre che il transito automobilistico mal si adattasse alle strade retiche, all’epoca molto strette, e potesse danneggiare la rete viaria. Altri temevano la concorrenza dell’automobile nei confronti del treno: il Cantone dei Grigioni aveva effettuato importanti investimenti nel settore ferroviario costruendo, tra il 1889 e il 1914, la rete ancora oggi esistente. Addirittura gli albergatori erano contrari all’automobile, ritenendo che il rumore e la polvere sollevata dal passaggio dei veicoli avrebbero allontanato i clienti dall’idillico cantone alpino. L’avversione era rivolta, tra l’altro, secondo la “Gasetta Rumantscha”, “contro le auto sportive con cui i milionari stranieri vogliono attraversare il nostro Paese”.
Cavalli a Poschiavo
Il divieto portò a situazioni paradossali: non era raro vedere, entro i confini cantonali, delle auto che per spostarsi si facevano trascinare da cavalli. Anche a Poschiavo venne scattata una foto che mostra un camion, acquistato da Samuele Fisler, proprietario del Molino e Pastificio in Cimavilla, trascinato da cavalli sulla piazza comunale. Il mezzo era stato acquistato in Italia, ma per raggiungere Poschiavo era stato necessario ricorrere alla forza animale. Addirittura Poschiavo fu l’ultimo comune, nel Grigioni, ad abolire il divieto di circolazione delle automobili: esso rimase in vigore fino al 1. luglio 1927. Il vicino comune di Brusio aveva invece tolto il divieto due anni prima.
Rottura del tabù
Durante la prima Guerra mondiale, il divieto di circolazione motorizzata nel Grigioni fu sospeso per i veicoli militari. E al termine del conflitto venne istituito, su alcune tratte, un servizio di autopostali. A livello cantonale, il vento cambiò definitivamente con la votazione del 24 giugno 1923. Quel giorno, 11’318 votanti misero nell’urna un “sì” al progressivo allentamento del divieto di circolazione delle automobili, mentre i contrari raccolsero solamente, per modo di dire, 10’271 voti. Ai primi di luglio venne aperto il primo asse nord-sud attraverso il cantone: da Landquart all’Engadina Alta, oltrepassando la Lenzerheide e lo Julier, e poi fino a Castasegna. Quell’estate furono 3261 gli autoveicoli che percorsero quella tratta. L’anno successivo furono 5042.
Nel frattempo, come tutti sappiamo, il volume complessivo del traffico motorizzato sulle strade del Grigioni è aumentato vertiginosamente.
L’odierna valanga
Alla luce dell’attuale situazione di intenso traffico sulle strade retiche, lo storico Christian Ruch, intervistato dalla “Südostschweiz”, ha affermato: “Non sarebbe realistico ritornare a un divieto totale della circolazione. Ma mi sembra che oggi si rifletta troppo poco sulla domanda: come possiamo ridurre il traffico? Partiamo sempre dal presupposto che il volume del traffico sia destinato inevitabilmente ad aumentare. Ma dimentichiamo che questa non è una legge di natura”. Chissà se il cantone dei Grigioni saprà nuovamente assumere un ruolo di pioniere nella questione della gestione del traffico?
















Probabilmente per il 2026 vedremo un aumento massiccio del traffico di transito per la Valposchiavo. E le nostre autorità sembrano non opporsi. Anzi rimangono possibiliste. Riporto l’articolo di ” Il Giorno”, cronaca di Sondrio.
Passo della Forcola al bivio: Sempre aperto? “È possibile”
7 lug 2023
Il Giorno
http://www.ilgiorno.it
Livigno, novità dall’incontro fra il sindaco della località extradoganale Remo Galli e i colleghi svizzeri del Canton Grigioni in vista anche dei Giochi Olimpici del 2026
FULVIO D’ERI
Cronaca
Passo della Forcola
Una collaborazione maggiore tra Valtellina e Canton Grigioni? Si può. Quello tenutosi a Livigno giovedì, alla presenza tra gli altri dei rappresentanti di Regione e di molti sindaci del vicino Canton Grigioni, può tranquillamente essere definito un incontro “storico” perché forse per la prima volta a un tavolo si sono messe le basi per una collaborazione tra i due territori. Alla presenza anche di esponenti di Milano Cortina, si è messo sul tavolo l’evento olimpico che può e deve essere sfruttato per rompere ogni tipo di barriera e permettere di instaurare collaborazioni a 360° anche con il vicino Cantone.
Si è parlato di turismo, con la voglia di collaborare per creare percorsi condivisi, e si è parlato di viabilità con il caso-Forcola. Da anni si punta all’apertura annuale del passo che permetterebbe di raggiungere Livigno in minor tempo rispetto a quello impiegato passando dal Foscagno. Ci sono lavori da effettuare, per la sicurezza, ma nell’incontro la controparte svizzera non ha assolutamente sbattuto la porta. “Sicuramente – dice Remo Galli (foto), sindaco di Livigno – è stato un tavolo di discussione importante perché ci si è seduti per parlare insieme e per confrontarci su tutte le tematiche che possono interessare i Grigioni, Livigno e la Valtellina. Bisogna eliminare i confini, le nostre aree possono e devono lavorare insieme per implementare i rispettivi flussi turistici. Quel che è emerso dall’incontro è la voglia di fare sistema e sinergia. E poi è giusto fare emergere che l’evento olimpico è importante per tutti, anche per i nostri amici dei Grigioni.
La questione Forcola?
È stato uno degli argomenti trattati, ci si è confrontati dal punto di vista tecnico e c’è la voglia di confrontarsi per cercare una soluzione. Io sono fiducioso, il clima era quello giusto, di collaborazione reciproca”. I sindaci svizzeri, come riportato anche dalla RSI, sulla questione Forcola, pur riconoscendo che non sarà facile risolverla a breve, sono possibilisti. “Il discorso verrà approfondito – dice Giovanni Jochum podestà di Poschiavo -, di certo per tenere aperto la Forcola ci vogliono investimenti sostanziali a causa del pericolo valanghe. E questi investimenti sarà difficile effettuarli a brevissimo termine…”. Ma se il dialogo proseguirà, tra qualche annetto la Forcola potrebbe rimanere aperta tutto l’anno.