SPP100 “Oltre l’orizzonte”: Hervé Barmasse a Brusio

Sabato 21 ottobre

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SPP100 Serata Avventura – Oltre l’orizzonte – Hervé Barmasse

Sabato 21 ottobre 2023, ore 20.45 palestra scuole comunali Brusio

Una serata per celebrare l’avventura, dal latino adventura e cioè “le cose che accadranno”. 

Oggi, però, chi ha uno spirito avventuroso? Coloro che sanno porsi con fiducia verso al domani, con immaginazione, con occhi capaci di stupirsi, con volontà. Caratteristiche che accomunano l’attività centenaria dell’organizzatore – la Sportiva Palü Poschiavo – e il suo ospite, Hervé Barmasse.

La Sportiva Palü Poschiavo (SPP) aveva in programma questa preziosa serata sin dal 2020, anno in cui spegneva la centesima candelina dalla sua fondazione, nel lontano 1920. Come spesso accade, la vita ha scelto diversamente e tutti noi ben sappiamo cosa avvenne in quell’ormai onirico 2020. La volontà montagnina della SPP ha però concentrato le proprie energie per non venir meno a questo impegno e il 21 ottobre prossimo, ospiterà nella Palestra Comunale di Brusio, uno degli esponenti più immaginifici dell’Alpinismo Contemporaneo: Hervé Barmasse. 

Hervé è un giovane e talentuoso nel mondo dello sci alpino. L’ebrezza della velocità, il vento gelido sul viso, lo scorrere velocissimo della vallata sugli 11km della Ventina sanno placare la sua avida inquietudine di adolescente. In famiglia, la montagna è qualcosa di viscerale. Lo racconta, pagina dopo pagina, nel suo libro edito da Laterza “La montagna dentro, uscito nel 2015. Ci sono però diversi approcci, diversi stili, diverse velocità per vivere quella stessa profonda passione: il suo non è quello del padre e del nonno, membri dell’illustre Società Guide del Cervino. Hervé non può immaginare che un incidente, durante una gara di supergigante, cambierà quello che sembrava un futuro già ben delineato. Non può sapere che, gradualmente, entrerà in contatto con l’approccio di famiglia, lasciandosi dapprima incuriosire e poi sedurre, fino a scalare, proprio insieme a suo padre la montagna di casa: il Cervino.

Se per tutti gli appassionati il Cervino ha un fascino magnetico irresistibile, per i Valdostani e forse ancor più per gli abitanti di Valtournanche, la Gran Becca è La Montagna. Nella sua prima salita con il padre, Hervé non sente la montagna che, tuttavia, già iniziava a modellarlo da dentro. È solo un’esperienza condivisa con il padre, forse per ingannare la testa provata dai sogni infranti, forse per non deludere Marco. Ci ritorna, l’inverno dell’anno successivo e questa volta, non è lui a conquistare il Cervino, ma la Gran Becca a conquistare Hervé. La neve, il suo elemento, la complicità nella salita, una nuova intesa con il padre e con la Montagna. Diventerà Guida Alpina, lo sente, lo decide, lo sa.

In un mondo in cui tutto è stato esplorato e tutto sembra essere già vissuto, in un presente che scivola via troppo velocemente, negli istanti già passati dei social, Hervé ci riporta ad una dimensione a misura d’uomo. Il suo stile alpinistico, tecnicamente alpino, a livello estetico lo potremmo definire umano e cioè dell’uomo. Con semplicità, Barmasse scala e apre vie su montagne già esplorate, addirittura sulla montagna dietro casa, senza viaggi, spedizioni, ma con un bagaglio che – sempre più spesso – dimentichiamo a casa: la capacità di meravigliarci. 

Ciò che ci convince di Hervé, è proprio la sua capacità di guardare all’orizzonte estremo, con gli occhi pieni di stupore, di meraviglia. La stessa che da bambini ci ha permesso di imparare così tanto, così in fretta. Forse è questo che ha fatto ricredere persino il GOTA dell’Alpinismo, lo schivo e ineffabile Reinhold Messner che in lui ha riconosciuto il riscatto dell’Alpinismo stesso. Ed è proprio al suo fianco, che ho avuto il piacere di conoscere Hervé.

Era un pomeriggio di maggio, in una frizzante giornata di primavera come sa essere a Trento. Ricordo i raggi di un tiepido sole e un paio di ciabatte traforate, in gomma. Luce e piedi gommati attraversavano piazza Duomo. Non so bene con quale coraggio, incrociando il passo deciso di quei piedi, ebbi l’ardire di sorridere: “Ciao!”. La comunità della Montagna è piccola e probabilmente ci eravamo già incrociati, quanto meno digitalmente, ma chiacchierare passeggiando in piazza a Trento con Hervé Barmasse, non era esattamente qualcosa che avrei ritenuto verificabile. Lo ritrovai in altre serate, sempre sorridente, allegro e animato dalla stessa passione che ci accomuna tutti: quella voglia di mettere i piedi sul sentiero, sui primi passaggi di una via, nella neve fresca caduta la notte precedente o sul pendio vergine, ancora da esplorare.

Sono contenta di ritrovare Hervé lassù, nella misteriosa e per me inesplorata Val Poschiavo. Sono certa che, ancora una volta, saprà tracciare una via nuova, una suggestione ancora da immaginare, accendendo quella miccia piena di immaginazione e sguardi lontani che ci spinge là, oltre l’orizzonte estremo. E sono convinta, che lo farà in ciascuno di noi. L’importante? Esserci.

 Scrivere è sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto.
– I. Calvino –


Testo di Sara Taiocchi