La pastorale in un’era di cambiamento (2a parte)

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Il Consiglio Pastorale Cantonale GR e i Consigli Parrocchiali e Pastorali si scambiano idee (Foto: Bernhard Bislin)

di Sabine-Claudia Nold (traduzione Luca Crameri)


L’8 e il 9 novembre si è svolta a Coira la riunione plenaria del Consiglio Pastorale Cantonale (KSR) e la conferenza alla quale erano invitati i Consigli Parrocchiali e i Consigli Pastorali grigionesi. Il tema di entrambe le giornate era “La pastorale nell’era del cambiamento”.

Realtà che fanno già uso dei tre strumenti
Sabato, un centinaio di consiglieri parrocchiali e pastorali intervenuti da ogni angolo dei Grigioni si sono affiancati e confrontati con i membri del Consiglio Pastorale Cantonale (KSR). Nella Sala dei Cavalieri del palazzo vescovile, Flurina Cavegn ha riassunto i risultati delle discussioni e dei lavori di gruppo dei consiglieri pastorali cantonali del giorno precedente. Il passaggio biblico sul roveto ardente – e la rispettiva domanda associata al proprio fuoco interiore – ha guidato la conferenza.

Come le circostanze attuali possano costringere a nuovi inizi è stato mostrato da Suor Monika Hüppi del Monastero di Ilanz. “Ci stiamo estinguendo”, ha riassunto lapidaria il presente. In passato il monastero di Ilanz ha svolto molti lavori di sviluppo – tra cui la creazione di un ospedale, assistenza domiciliare, case di cura, asili, educazione domestica, scuola contadina, scuola per infermieri, scuola commerciale, scuole e ospedali al di fuori del cantone – tuttavia oggigiorno, a causa della diminuzione delle nuove entrate nel monastero dagli anni ’70 in poi, si nota chiaramente il grande cambiamento. Suor Monika ha raccontato di quanto la vita comunitaria stia cambiando e di come la comunità guardi avanti e lavori per plasmare il futuro con fiducia. Ha pure spiegato che, nonostante la situazione cambiata, i monasteri sono ancora oggi di grande importanza: come luoghi di ritiro, come datori di lavoro e quali modelli per come affrontare l’invecchiamento.

Lars Gschwend, coordinatore della parrocchia Vorder- e Mittelprättigau, ha esposto come reagire ai cambiamenti con esempi tratti dalla loro esperienza. In questa comunità, l’attenzione è rivolta all’impegno sociale e non c’è necessariamente una celebrazione in parrocchia ogni fine settimana. In questo modo è possibile creare nuove offerte senza abolire quelle esistenti, bensì modificandole. “Il messaggio è lo stesso, cambia solo la forma”, afferma Gschwend. Al posto della classica celebrazione della Candelora, la “Luce del mondo” sarà messa sotto i riflettori con fiaccolate, impulsi meditativi e uno spettacolo “di fuoco”. Anche offerte digitali, proposte di collaborazione ecumenica, una funzione religiosa nel tendone del circo o una collaborazione con la Chiesa libera hanno avuto effetti positivi.

Superare le resistenze

Nella fase finale, la presidente della conferenza ha esaminato la resistenza sulla base della storia di Mosè: il popolo “si lamentava”. Anche nelle parrocchie si sperimenta la resistenza ai cambiamenti. È importante non scoraggiarsi, dice Cavegn. Cercate il dialogo, discutete, abbiate un obiettivo chiaro e, come Mosè, pregate.