8 marzo per te signor Francis Matthey

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foto Pixabay

Non c’è un errore nel titolo, il mio 8 marzo lo dedico davvero ad un uomo.
Nel 1993, il 10 marzo, il neocastellano Francis Matthey rese possibile, grazie alla sua rinuncia, l’elezione di una donna (la seconda) in Consiglio federale – scatenando poi di fatto un aumento significativo della partecipazione femminile in esecutivi, partiti e associazioni.

Ci sono storie che ogni tanto val la pena ricordare e raccontare: mi piace farlo proprio oggi, 8 marzo, giornata internazionale della donna e oltretutto a pochi giorni dall’ elezione di un nuovo Consigliere federale.
Raccontiamo dunque.

La prima donna eletta a Consigliera federale fu Elisabeth Kopp, nel 1984. Solo un anno prima, la turbolenta mancata elezione a Consigliera federale di Lilian Uchtenhagen, candidata ufficiale del partito socialista (al suo posto vinse la candidatura selvaggia, proposta da un’Assemblea federale quasi prettamente maschile, di Otto Stich, il quale ovviamente accettò la nomina) aveva evidentemente preparato il terreno questa volta per un’elezione femminile, ben 13 anni dopo l’introduzione del diritto di voto alle donne.
Elisabeth Kopp venne dunque eletta, ma purtroppo, nel 1989, la Consigliera dovette dimettersi, travolta dal sospetto di violazione del segreto d’ufficio, per aver informato il marito, vicepresidente di una certa società, su alcune indagini in corso per riciclaggio di denaro sporco. Galeotta fu una breve telefonata al marito partita dal suo ufficio a Palazzo federale: quell’informazione spinse quest’ultimo a dimettersi dalla società, ma scaraventò lei in un processo mediatico impietoso che la obbligò alle dimissioni. Eppure fece buone cose nei suoi anni di Consigliera la Kopp, anche in favore delle donne, tuttavia fu per le dimissioni e per quella telefonata ad esser ricordata.

Si dovette poi aspettare fino al 1993 per vedere nuovamente una donna in Consiglio federale, e quell’elezione fu tortuosa e spettacolare.
La candidata ufficiale proposta dal partito socialista era Christiane Brunner, ma l’Assemblea federale, a seguito di una campagna elettorale sessista e misogina, elesse a Consigliere federale il signor Francis Matthey (già consigliere nazionale e di Stato neocastellano). Questi volle però prendersi una settimana di tempo per riflettere se accettare o meno l’elezione. In quei giorni, intanto, Piazza federale fu animata da continue manifestazioni femministe.
Matthey decise di rinunciare a quell’occasione della vita, rendendo così possibile una nuova elezione con, ora, una doppia candidatura femminile: Ruth Dreifuss e Christiane Brunner. Vinse Ruth Dreifuss, al terzo scrutinio: portò sempre in mostra su ogni suo abito la spilla a forma di sole, che aveva caratterizzato già l’amica Brunner, e rimase in carica per nove anni. Fu anche la prima donna Presidente della Svizzera.

Non deve esser stato facile per Francis Matthey rinunciare ad una carica così importante e prestigiosa, ma quel passo indietro, probabilmente influenzato anche oltre il suo volere più profondo, gli fece onore e segnò favorevolmente la storia.

Oggi è a quest’uomo che dedico il mio 8 marzo, a lui, non malato di potere, e a tutte le donne che in politica si spendono e si impegnano.