Assemblea generale PGI Valposchiavo: successi e razionalizzazione

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«È stato un anno ricco di emozioni», lo definisce Rachele Dorsa, ma a cui succederà un «ridimensionamento e riduzione delle attività», ha sottolineato Paola Gianoli. La Pro Grigioni Italiano Valposchiavo ha tracciato il bilancio del 2024 in occasione dell’assemblea generale che si è tenuta sabato 29 marzo in Casa Besta a Brusio. Un anno segnato da successi da un lato, ma dall’altro anche dalla riflessione sul ruolo dell’associazione nel panorama culturale locale.

Un bilancio

Due volti e due sentimenti sembrano coesistere in questo momento nella sezione valposchiavina della PGI: quello della soddisfazione e quello del rammarico. Paola Gianoli, in copresidenza del Comitato con Rachele Dorsa, si è detta felice della gestione congiunta che dura da ormai tre anni e che si è rivelata «molto efficace», nonostante le difficoltà dovute ai nuovi termini di condivisione dell’operatrice Saveria Masa con la sede di Coira: 40% di occupazione per la sezione locale e 40% per la sede centrale. «Questo ci ha imposto qualche ridimensionamento», ha ammesso la presidente Gianoli, «portandoci a puntare in particolare sulle attività che si basano sui principi statutari della nostra società: la lingua italiana e il monitoraggio di questa».  Una lieve riduzione che forse si attesta a meno del 20% dunque, ma che non intaccherà la qualità delle iniziative.

A tal proposito, Rachele Dorsa, illustrando la cifra che sta nella «varietà della nostra programmazione», rivela il «dispiacere nel lasciare un laboratorio portato avanti per quasi 30 anni», riferendosi al laboratorio teatrale. Una scelta dolorosa, ma consapevole, dettata anche dall’offerta già presente in Valle: «questa riduzione, per forze maggiori, direi che arriva nel momento giusto: la Valposchiavo gode di una programmazione culturale fitta, variata e di alto livello – osserva la presidente Dorsa – la riduzione di eventi non deve essere vista con occhi negativi».

L’offerta culturale

L’operatrice culturale Saveria Masa ha esposto gli eventi realizzati lo scorso anno e gli eventi in programma per il prossimo. Nel 2024 l’offerta ha spaziato dai corsi di lingua italiana e dialetto poschiavino agli approfondimenti sull’edilizia alpina e la filosofia per la quotidianità. Il programma letterario ha incluso numerose presentazioni di libri e conferenze sulla viva storia locale. L’attività teatrale ha coinvolto bambini e adulti in laboratori e spettacoli, mentre la collaborazione con il Museo Casa Console ha offerto il prestigioso concerto di Micheal Thalmann. E poi l’impegnativa mostra dedicata al neoconcretista Damiano Gianoli nonché la mostra collettiva di fine anno. Per il 2025, la PGI Valposchiavo prevede un programma che mira sempre alla valorizzazione della lingua italiana sul territorio. Per questo verranno riproposti i corsi di lingua e di dialetto, e si introdurranno anche novità come il corso “Cantando e musicando, la ricerca del gusto delle parole” per bambini e genitori. L’ambito letterario vedrà eventi dedicati ad autori che hanno legami con la Valle, come Libàno Zanolari e Andrea Paganini, e ci sarà anche un omaggio a Giovanni Boccaccio. L’attività teatrale proseguirà con laboratori per bambini e adulti, e con la partecipazione alla “Notte del Racconto” dedicata a Pier Paolo Pasolini. Infine, la consueta mostra collettiva di fine anno chiuderà il programma.

Nuovo innesto nel comitato

Il bilancio economico è in positivo e nel Comitato rimane una buona quota di giovani a cui entra a far parte anche Annalisa De Vecchi, giornalista con una solida esperienza nel panorama mediatico grigionese e svizzero, è attualmente impiegata per l’agenzia di stampa Keystone-ATS. La sua carriera, che spazia dalla radio alla televisione, fino alla stampa scritta e online, è certezza di una profonda conoscenza del territorio, delle sue dinamiche e delle sue potenzialità culturali. La PGI Valposchiavo potrà beneficiare così di questa nuova aggiunta per rafforzare la comunicazione e la promozione delle proprie attività culturali.

Il presidente della PGI Franco Milani ha presenziato all’assemblea e ha portato i suoi saluti e riconoscimenti alla sezione valposchiavina. Ha poi riferito alcune “inadempienze” del Cantone riguardo all’uso della lingua italiana, citando il caso del ponte di Cimavilla. Ha spiegato: «Ci siamo resi conto che il problema è strutturale, nel senso che non possiamo continuamente, ogni volta che c’è una segnalazione andare dal Cantone a tirare la giacchetta, per così dire». Per risolvere il problema, ha proposto un approccio più strutturale, suggerendo che si debba passare dal Gran Consiglio per cambiare la procedura, in modo tale che i bandi non vengano pubblicati fino a quando non sono disponibili nelle tre lingue cantonali.

In merito a questo punto di vista, quello istituzionale, la PGI ha tuttora un ruolo fondamentale. Mentre per quanto riguarda la riadeguazione del numero e del genere di eventi che verranno organizzati, dunque, si può pensare che questa sia naturale conseguenza di un buon operato nel corso degli anni, mirato inizialmente a salvaguardare la lingua e la cultura italofona in Valposchiavo, tanto da aver poi contribuito a far emergere numerosi attori culturali con altre varie offerte. E con questo siamo anche al secondo caso di passo indietro e riduzione degli eventi in agenda: va precisato però che questa “riduzione” significa recuperare gli obiettivi primari dello statuto dell’associazione, magari anche per non togliere spazio ad altre iniziative. Ripartire a prendere in mano gli statuti di ogni associazione e non perderli di vista potrebbe essere una buona strategia per ridurre, certe sere, l’aspirazione alla bilocazione o il rischio del dimezzamento. O dello sdoppiamento… se fosse così, effettivamente, sarebbe più prudente rimanere a casa.