Il 10 maggio 2025 entro nella sala del centro parrocchiale accompagnata da un allegro vociferare. La sala è piena zeppa e vengo cordialmente accolta da Simone Pellicioli che a breve intervisterà l’autore Federico Bordoni.
Federico Bordoni è nato a Poschiavo nel 1990. Di professione è elettricista e scrittore, disegnatore per passione. Dopo essersi cimentato nella scrittura di racconti brevi ha impresso il proprio vissuto e la sua esperienza personale nel suo primo romanzo «Diari di persecuzioni». Il libro è nato in collaborazione con l’associazione contro il bullismo «ti rispetto» ed è stato pubblicato dalla casa editrice ticinese «Salvioni».
La serata ha inizio con una breve introduzione da parte di Massimo Gabuzzi, rappresentante della casa editrice «Salvioni». Massimo ha spiegato al pubblico che dietro alla pubblicazione del libro c’è il lavoro di ben una decina d’anni da parte dell’autore Federico. Il libro è ambientato a Poschiavo e intreccia sapientemente la storia del luogo con l’argomento molto attuale del bullismo.
Segue una breve presentazione dell’associazione contro il bullismo e il cyberbullismo «ti rispetto» da parte della presidente Ilaria Bonadies Montagna Maffongelli. Lo scopo dell’associazione è la sensibilizzazione nei confronti del bullismo e la prevenzione della violenza. Il bullismo è caratterizzato da un comportamento aggressivo, da intenzioni ripetitive e uno squilibrio di potere nel rapporto sociale. In caso di bullismo, la cosa più importante è di non stare in silenzio!
L’intervista è iniziata con la domanda all’autore di cosa lo abbia spinto a scrivere questo libro. L’autore risponde commosso, che è stato il ritrovamento di una lettera d’addio, scritta ai propri genitori prima di un tentativo di suicidio. Il libro, inizialmente, è partito come racconto autobiografico per creare qualcosa a partire dalla triste vicenda vissuta. Il libro è un intreccio di due diari dei protagonisti: Julian, ragazzo di 13 anni, e Anna, che rappresenta il nesso con la persecuzione delle streghe in Valposchiavo. Gli episodi vissuti dai personaggi sono adattamenti di fatti reali. Il libro è stato anche terapeutico per Federico, portandolo alla conclusione che non fosse lui ad essere sbagliato. La storia è ambientata a Poschiavo perché è un luogo familiare all’autore e perché la storia di Poschiavo è molto ricca. Il libro racconta la vicenda del bullismo a 360° gradi ed è privo di filtri. Può servire come strumento sia alle vittime di bullismo che ai bulli, per capire le conseguenze delle proprie azioni e soprattutto agli insegnanti che si trovano in prima linea e possono realmente intervenire.
Il nesso con la stregoneria è stato inserito nel romanzo durante la rielaborazione del libro da parte dell’autore. Federico, appassionato del genere fantasy e horror, ammiratore di Tolkien e Stephen King, ha pensato bene di inserire questo elemento mitologico che suscita paura nel suo libro, per renderlo ancor più coinvolgente agli occhi dei lettori. La caccia alle streghe, infatti, si rifà al bullismo, i parallelismi sono molto evidenti. Vengono ugualmente presi di mira degli innocenti.
Parlando delle proprie esperienza durante una serata pedagogica con scolari e genitori, a Federico viene chiesto perché non abbia detto nulla al maestro. Federico replica che i maestri spesso abbiano visto ciò che accadeva, ma non siano intervenuti. Per una vittima di bullismo, che si sente oppressa, anche solo una parola di conforto da parte di un insegnante può significare moltissimo! Spesso Federico si sente dire di essere molto coraggioso da parte dei suoi lettori. Lui conclude l’intervista con una famosa citazione del Talmud che dice: «Chi salva una vita, salva il mondo intero!». Il suo sogno è proprio questo! Che con il suo libro riesca a salvare almeno una vita! Federico intende cimentarsi ulteriormente nella scrittura e sicuramente in futuro sarà in grado di stupirci con nuove opere letterarie.
Vi siete incuriositi? Anch’io! Il libro si può acquistare in biblioludoteca a Poschiavo.














