L’Associazione Museo del Tabacco, giovedì 22 maggio, ha presentato il bilancio dei lavori e i piani per l’ormai imminente apertura del museo all’interno della storica Fabbrica Misani. L’assemblea, presieduta da Donato Fanconi, Pietro Misani e Piero Pola, ha segnato una tappa decisiva nel lungo percorso di recupero di uno degli ultimi simboli dell’industria manifatturiera storica della Valposchiavo.
L’iniziativa non si limita a un intervento conservativo, ma ambisce a restituire alla comunità un frammento significativo della propria storia economica e sociale, con ricadute positive attese anche sul piano turistico e culturale.
“Il nostro intento non è certo quello di tornare a coltivare tabacco – ha chiarito Donato Fanconi, presidente dell’associazione – ma di far ricordare a chi viene dopo di noi i passi importanti che questa valle ha compiuto, valorizzando l’intelligenza commerciale dei nostri antenati”.
Fanconi ha ringraziato pubblicamente artigiani, membri del comitato e soci sostenitori per il lavoro svolto e l’impegno profuso. Le donazioni raccolte hanno coperto la gran parte dei costi previsti, e “tutte le fatture sono state saldate puntualmente”, ha sottolineato, lodando l’operato del cassiere Pietro Misani. È stato inoltre ricordato che alcuni infissi dell’edificio sono ancora disponibili per la sponsorizzazione.
Il progetto
L’allestimento museale – in fase di ultimazione – è pensato come un percorso sensoriale e narrativo, capace di raccontare l’epopea del tabacco in valle: dalla coltivazione artigianale alla produzione protoindustriale, dai commerci con l’Italia alle sale in cui si confezionavano i sigari. Il museo non sarà dunque una semplice esposizione, ma un racconto costruito con attenzione scenografica, capace di evocare luoghi, suoni, odori e atmosfere del passato.
In questo contesto si inserisce il contributo dell’architetta e curatrice Anja Diener, che ha presentato una strategia espositiva incentrata sull’impatto visivo, la reversibilità dei materiali e la valorizzazione delle macchine storiche. L’obiettivo è quello di consentire al pubblico di “sentire” il passato prima ancora di comprenderlo.
“Il posto di arrivo dovrebbe dare un’impressione”, ha spiegato, illustrando un primo ambiente introduttivo in cui grandi immagini, luci mirate e contrasti cromatici accompagnano il visitatore in un’esperienza immersiva. “Nel locale delle macchine, che sono restaurate o lasciate com’erano, si potrà spiegare digitalmente il funzionamento, mostrare come venivano usate, magari con brevi video”.
Diener ha sottolineato l’importanza di una museografia capace di coinvolgere anche emotivamente, senza appesantire il visitatore con eccessive didascalie: un equilibrio delicato tra documentazione storica, sensibilità estetica e memoria affettiva. Il percorso poi toccherà le aree produttive – come la sala della trinciatura e quella della tostatura – fino alle stanze dove le donne confezionavano i sigari e alla distilleria adiacente, anch’essa visitabile su richiesta.
Una riapertura attesa
L’inaugurazione del museo è prevista tra fine ottobre e inizio novembre, con due giornate dedicate: una serata per sponsor e sostenitori, e un’apertura al pubblico il giorno successivo. Tuttavia, ha precisato Fanconi, “dovrà essere fatto ancora parecchio lavoro prima dell’apertura regolare”, prevista per la bella stagione del 2025. I giorni e gli orari di visita sono ancora in fase di definizione, ma l’intenzione è quella di offrire una formula flessibile, adatta anche alle visite su richiesta durante l’inverno.















