Gli aforismi invitano a riflettere – Evoluzione tra luci ed ombre

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Recentemente si è tenuta a Coira una conferenza di Livio Zanolari sull’Intelligenza artificiale. È stata organizzata dalla Pro Grigioni Italiano e dalla Società dei poschiavini e terminata con un delizioso apericena preparato dal Tempo Libero Club. L’argomento era legato alle sfide e alle insidie nell’era digitale, con l’obiettivo di approfondire un tema ormai diventato centrale nella nostra vita quotidiana.

Uno dei motivi per il quale vi ho partecipato è perché il mio approccio in generale all’era digitale e a tutto ciò che ne comporta, è tendenzialmente molto scettico, quindi il mio intento era quello di riuscire a farmi aprire la mente e di imparare a coglierne anche i lati positivi e non solo quelli negativi. La narrazione fatta da Livio con la collaborazione del noto giornalista ticinese Dalmazio Ambrosioni ed il commento introduttivo e esplicativo dell’emerito Professor Massimo Lardi hanno fatto luce su di un tema che pervadeva la mia mente di ombre. Soffermandosi su alcuni degli aforismi delle sue pubblicazioni Cavie online (2024) e Schiavitù moderne (2022), Livio ha creato i giusti momenti di riflessione sulle sfide attuali che l’evoluzione digitale ci impone ogni giorno.

Esperienza personale

Il mondo odierno si antepone di offrirci molte possibilità per facilitare e per migliorare la nostra vita quotidiana, l’IA (intelligenza artificiale) è una di queste. È ormai diventata il nostro nuovo alleato in qualsiasi campo, come per esempio nella medicina, in economia, per puntare a una maggiore produttività, a una maggiore sicurezza alimentare accompagnata da una maggior efficienza e trasparenza e che mira a migliori premesse in qualsiasi tipo di analisi. Ma anche nell’ambito delle traduzioni ci sono stati cambiamenti enormi e repentini, basti pensare al ruolo dei traduttori come me, che una volta fungevano da ponte tra le diverse culture, ora si limitano a “collaboratore” o “correttore” dell’IA, perché ormai molte traduzioni vengono effettuate tramite il traduttore Google, DeepL, Bing e diversi software di traduzione assistita (CAT tools) come SDL Trados Studio, MemoQ e MateCat. Nella funzione di traduttrice posso dire che mi sento degradata e debilitata, in quanto il mio incarico ha perso secondo me il suo valore principale. Inoltre il lavoro dei traduttori, come anche quello dei giornalisti e degli scrittori è seriamente in pericolo, perché si dice appunto che da qui a breve non ci sarà più bisogno di noi.

Tutto chiaro? No

In questo momento storico, dove la complessità dello sviluppo tecnologico si accosta alla realtà umana, ci sono molte domande che sorgono, insidie, rischi e sfide che vanno accuratamente valutati. Passiamo ormai la vita legati ad un telefonino o ad altri dispositivi elettronici, se vogliamo avere informazioni sul meteo, su di una località, su di un ristorante, se vogliamo organizzare le vacanze, se cerchiamo un dottore, un idraulico, un meccanico, un’elettricista o altro, ci rivolgiamo a Google e se abbiamo altre domande di ogni tipo o abbiamo difficoltà in altre attività legate al pensiero e allo svolgimento di ricerche su temi specifici, alla stesura di testi, relazioni ecc. da circa due anni ci rivolgiamo anche a ChatGPT.

L’essere umano oggi è limitato nella sua entità di pensatore, non dobbiamo più pensare, ci pensa qualcun altro. La domanda che mi è sorta spontanea durante la conferenza è se vogliamo veramente delegare la nostra vita, il nostro pensiero, i nostri compiti e ruoli a qualcosa che si chiama intelligenza artificiale (IA). Non dimentichiamo che l’IA è stata creata e viene alimentata dall’intelligenza umana. Infatti si evolve anche grazie ai nostri click, alle nostre notifiche in rete. Ma si evolve in modo freddo, senza anima, spesso senza nessun vincolo ai principi etici. Quello dell’educazione è un tema fondamentale in questa discussione. I nostri figli ne sono esposti in modo insidioso, in quanto permanentemente connessi, a qualcosa che spesso è privo di valori etici. Al riguardo Livio ha sottolineato l’importante impegno, in favore dei principi etici, dello studioso Paolo Benanti, presbitero e teologo italiano del Terzo ordine regolare di San Francesco, che insegna alla Pontificia Università Gregoriana e presso l’Università di Seattle e che è stato anche consigliere di Papa Francesco. Sui temi dell’intelligenza artificiale e dell’etica della tecnologia Padre Benanti si confronta profondamente e puntualizza che: “l’etica diventa resistenza quando la tecnologia si fa potere” e che il ruolo dell’uomo deve essere quello di accompagnare l’evoluzione in una prospettiva corretta, con principi che permettono di non escludere l’uomo. Nel dibattito sull’IA l’uomo deve rimanere al centro. Aggiunge anche che: “la prima cosa da temere è la stupidità umana”. Livio in uno dei suoi aforismi asserisce: “l’IA offre più potere per arrogarsi il potere”.

Veronica Migliorati

Giochi fini a se stessi

A fronte degli innumerevoli stimoli c’è la forte necessità del pensiero critico, altrimenti siamo solo osservatori e consumatori passivi, senza di questo diventiamo vittime del sistema tecnocratico ed extrademocratico (nuovo totalitarismo). Siamo spesso alla mercé della pubblicità online, che esaudisce facilmente i desideri dei bambini e che specialmente sui bambini e sui giovanissimi influisce fortemente sulla sua persuasione e manipolazione. In uno dei suoi aforismi Livio afferma che: “I giochi elettronici annebbiano l’incantesimo del gioco”. Mi permetto di commentare questo aforisma aggiungendo che appunto per i bambini diventa sempre più difficile e risulta meno interessante dedicarsi ai giochi tradizionali. Grazie a questa riflessione il mio pensiero viene pervaso dai ricordi di bambina e ragazza, quando trascorrevo ore o addirittura pomeriggi interi a giocare sulle piante o nei campi, in balia di un fiore e di una farfalla, e immediatamente mi sembra di sentire l’odore del fieno appena falciato.

Vorrei ritornare per un attimo sul fatto che stiamo delegando l’educazione dei nostri figli e nipoti all’IA sottovalutandone ampiamente i rischi e i pericoli. Livio si sofferma sul punto che l’IA stravolge le abitudini, i valori, il modo di percepire la realtà in ogni momento del quotidiano, in uno dei suoi aforismi spiega: “La moneta di scambio della pubblicità è l’attenzione”. In un altro ancora precisa: “Persuasione occulta: la realtà multischermo velocizza la spirale dei messaggi sublimali”. C’è quindi il pericolo che i giovanissimi ed i bambini, che non hanno ancora un pensiero consapevole e strutturato vengano lasciati in balia di slogan e mezze frasi, rischiando che la loro crescita mentale sia minacciata da tante mezze verità e da un’infinità di stimoli banali.

La facile illusione del minimo sforzo

Pensando all’educazione c’è il rischio che il livello culturale si abbassi, per esempio: ai miei tempi una ricerca scolastica, su di un tema specifico veniva fatta in biblioteca, mi ricordo ancora i pomeriggi passati lì a cercare fonti valide per approfondire un tema che ci era sconosciuto. I più fortunati possedevano una propria enciclopedia. Oggi le cose sono cambiate in modo radicale. Per una ricerca ci affidiamo a Google e a ChatGPT. In poco tempo otteniamo le informazioni che ci servono e fidandoci cecamente di ciò che ci viene trasmesso, senza conoscere le fonti e senza essere sicuri sulla veridicità della cronaca degli eventi. In sostanza le nostre ricerche sono diventate veloci, frugali e superficiali. Sembra che l’importante sia non pensare più. Meglio che lo faccia qualcun altro. Secondo questa logica di pensiero a mio avviso c’è un altro pericolo che incombe, quello degli analfabeti funzionali. Vengono definite così le persone che sanno leggere, ma incapaci di comprendere e valutare e dunque di prendere le proprie decisioni in modo individuale e indipendente basandosi sulle proprie capacità intellettive.

Altra sfida imminente che comporta sicuramente rischi sulla situazione attuale, si verifica nell’ambito giornalistico: in un anno in Svizzera sono andati persi 700 posti di giornalista, sempre a casa nostra in un anno c’è stato un crollo delle entrate pubblicitarie, si parla di cifre che si aggirano intorno ai due miliardi di franchi di introiti in meno. A questo va aggiunto il problema delle fonti di ChatGPT, sempre meno tracciabili. Per concludere ci tengo a menzionare un aspetto che viene spesso sottovalutato e/o tralasciato, che sarebbe quello delle risorse necessarie per alimentare l’IA, per esempio per i suoi data center, quindi parliamo di risorse energetiche e dell’acqua.

Infine desidero ringraziare Livio Zanolari per il suo contributo culturale, che con i suoi libri invita all’attenzione su un tema oggi centrale nella nostra quotidianità. Con l’auspicio che magari da qui a breve decida di scriverne un altro e di offrirci altri spunti di riflessione e di discussione sulle sfide e sulle opportunità dell’era digitale, che ogni giorno rivela novità.

Veronica Migliorati