Anche se poco conosciuto alle nostre latitudini, la Plozza Wine Group riporta alla ribalta uno dei simboli più iconici del Cantone Grigioni: il Bündner Röteli, storico liquore alle ciliegie, viene rilanciato con una ricetta completamente nuova, una veste grafica moderna e una visione fresca e ambiziosa. Non si tratta di un semplice restyling, ma di una vera e propria rinascita, capace di coniugare tradizione e innovazione in un prodotto pensato per conquistare nuove fasce di appassionati.
Il nuovo Röteli è il frutto di un intenso lavoro di ricerca e sperimentazione, condotto in collaborazione con Rico Kindschi, figura di spicco nella produzione tradizionale di questo liquore. «A settembre abbiamo contattato Kindschi chiedendogli se fosse disposto a darci una mano nella produzione. Ci ha dato preziosi suggerimenti, con l’idea non di copiare, ma di migliorare il prodotto», ha spiegato Andrea Zanolari, CEO della Plozza Wine Group SA. Il processo produttivo prende avvio dalla ciliegia essiccata, unita a spezie selezionate in infusione per almeno cinque mesi. Il risultato è un liquore dal gusto morbido, dove si percepiscono note di mandorla seguite dalla dolcezza della ciliegia: «Ideale per l’inverno, ma piacevole anche gustato fresco d’estate», ha aggiunto Zanolari.
Il nuovo Röteli è stato imbottigliato il 1° luglio. «Tutto è avvenuto molto velocemente, l’interesse è stato superiore alle aspettative. Si è interessata anche la Südostschweiz, segno che il prodotto ha colpito anche al di fuori delle cerchie abituali», ha dichiarato Zanolari. Una curiosità rivelata dallo stesso quotidiano grigionese è che l’unica altra grande azienda produttrice di Röteli nei Grigioni è stata recentemente acquisita da una ditta lucernese (la Diwisa), e la prossima produzione non avverrà più nel Cantone. «Siamo arrivati nel momento giusto – afferma Zanolari – e possiamo oggi vantare di essere gli unici grandi produttori di Röteli ancora presenti nei Grigioni.»
Il rilancio non si limita al liquore alle ciliegie. In parallelo, la Plozza Wine Group ha ridisegnato anche l’immagine di tre classici: il Puschlaver Bitter, l’Ausserrhoder Bitter (secondo la ricetta del naturopata Emil Hugentobler) e l’Amaro di Poschiavo, affinato per due anni in botti di legno. Le ricette originali restano invariate, ma la veste grafica è stata aggiornata per creare un’identità coordinata e riconoscibile: il cervo per l’Amaro, un capriolo per il Puschlaver, l’orso per l’Ausserrohder e lo stambecco per il Rötli.
Il nuovo Bündner Röteli sarà protagonista anche a livello promozionale. La prima degustazione pubblica si è tenuta questa domenica durante la Stramangiada, presso la postazione di Valposchiavo Turismo, insieme all’Amaro di Poschiavo. L’azienda prevede una diffusione capillare: 2.000 litri sono già stati prodotti, e un secondo lotto di pari volume è già in infusione. La distribuzione avverrà tramite i canali nazionali e internazionali della Plozza, con il supporto della filiale Kaufmann Weinhandlung di Davos, attiva nelle regioni d’origine del Röteli come Davos, Klosters e Prettigovia.
«Mi ha affascinato la storia del liquore, tradizionalmente bevuto il 31 dicembre di stalla in stalla. Si riceveva uno shottino e si cercava il più buono, ma anche chi reggeva di più… In alcune zone della Prettigovia questa tradizione continua ancora oggi, ognuno con la propria ricetta», ha raccontato Zanolari.
Dopo una degustazione alla cieca tenutasi a Davos – con la partecipazione di Kindschi, due rivenditori locali, due rappresentanti della Plozza e un esperto – il prodotto Plozza ha ottenuto la preferenza della maggioranza dei presenti.
Per il futuro, l’azienda guarda oltre i confini cantonali: «L’obiettivo è renderlo noto anche in Engadina e Poschiavo. E poi – aggiunge Zanolari – ho l’idea di portarlo anche in Italia, nelle zone sciistiche come Bormio e Livigno, tra circa un anno. Il sogno nel cassetto? Lanciarlo a Livigno in occasione delle Olimpiadi.»
Con questo rilancio, la Plozza Wine Group – attiva tra Brusio e Malans – riafferma la propria missione: reinterpretare con coerenza le tradizioni grigionesi, trasformandole in prodotti di qualità, capaci di parlare al pubblico di oggi senza tradire le proprie radici.















