Modena conquista la Popolare Sondrio Suisse: «Siamo tranquilli», la prima reazione

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La Banca Popolare dell’Emilia Romagna (BPER), con sede principale a Modena, è oggi in possesso della maggioranza delle azioni della Gruppo Banca Popolare di Sondrio. 

Venerdì scorso, 11 luglio, ha avuto termine l’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas): sono state presentate complessivamente 263.633.476 richieste di adesione pari ad oltre il 58% delle azioni oggetto dell’offerta. 

Nasce quindi il terzo o quarto polo bancario in Italia, a seconda se andrà in porto o meno una diversa offerta per altre banche oggi sul mercato.

Fondata nel 1995 la Banca Popolare di Sondrio (Suisse) SA è un istituto di diritto svizzero interamente controllata dalla Casa Madre (PopSondrio). La rete territoriale conta attualmente 22 unità operative (una a Poschiavo) e nel Principato di Monaco.

Venerdì stesso abbiamo interpellato dipendenti della Suisse: «Siamo tranquilli», questa la risposta. 

«Gli svizzeri sono per definizione tranquilli!», ha commentato Mario Alberto Pedranzini, presidente della Suisse e massimo dirigente della Casa Madre da noi incontrato in Valmalenco la stessa sera nel corso della premiazione di REGA e del Soccorso alpino svizzero Bernina (e di cui riferiremo più avanti).

L’Opas sulla Popolare Sondrio è stata lanciata da BPER il 5 febbraio scorso. Immediate le preoccupazioni in Valle, ben espresse il 13 febbraio dal sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini.

« La Banca Popolare di Sondrio è sin dalla sua nascita, nel 1871, una presenza costante nella storia della nostra valle e dei suoi abitanti. Che siano dipendenti, piccoli azionisti, risparmiatori o clienti, ne ha profondamente segnato le vite. Una vicinanza che si materializza nell’attenzione al territorio e nel sostegno garantito al suo sviluppo sia direttamente, finanziando l’imprenditoria locale, che promuovendo la crescita sociale culturale attraverso importanti iniziative. Questo è per tutti noi la Banca Popolare di Sondrio, la nostra banca. Quanto sta avvenendo in questi giorni, seppure non inatteso, è fonte di grande preoccupazione, per il presente e soprattutto per il futuro. Che cosa ne sarà della nostra banca? È la domanda che tutti ci poniamo. (…) BPER è una realtà solida, un esempio di eccellenza italiana, con una storia comune, nella nascita e nello sviluppo, e non a caso ha puntato sulla BPS, un istituto che ha progressivamente accresciuto dimensioni e valore, grazie alle scelte oculate dei suoi amministratori. Ma la Sondrio siamo noi. Così com’è avvenuto per il Credito Valtellinese, la sensazione è di essere scippati di un bene che appartiene alla città e alla valle intera, un pezzo della nostra storia, e come tale è doloroso privarsene». 

Il c.d.a di BPER presentò una prima offerta (ogni azione BPS veniva scambiata con 1,45 azioni di BPER), aumentata poi recentemente con l’aggiunta di 1 euro ad azione. Questa valutazione ha finito per convincere. 

Da oggi il controllo è dunque passato di mano. Successivi passi potrebbero portare, probabilmente entro la fine dell’anno alla revoca della quotazione in borsa della PopSondrio e alla fusone per incorporazione di ogni parte del Gruppo, compresa dunque la Suisse.

«Il nuovo gruppo che si va a delineare – ha subito affermato l’amministratore delegato di BPER Gianfranco Papa – avrà una base patrimoniale più solida e una rete commerciale che conterrà più di 2000 filiali al servizio di circa 6 milioni di clienti. Continueremo a restare focalizzati sul credito a famiglie e imprese e a gestire con competenza e responsabilità gli oltre 400 miliardi di asset (risorse, n.d.r.) dei clienti».

Un futuro prospero ci aspetta, forse.

Il sindaco di Sondrio, nell’intervento sopra riportato, ha citato il caso del Credito Valtellinese.

Possiamo dire che con le acquisizioni delle due banche finisce l’anomalia valtellinese. Negli anni ’10 di questo secolo una piccola città come Sondrio era inferiore come “potenza” del credito solo alla piazza di Milano. A distanza di 100/120 metri nel cuore del capoluogo montano si trovavano le sedi centrali storiche dei due istituti, che erano tra i primi dodici italiani come patrimonio: appunto una concentrazione finanziaria inaudita. 

Ora i dirigenti e i funzionari di medio livello del ex CreVal periodicamente si recano a prendere ordini a Parma (sede centrale di Credit Agricole Italia, acquirente dell’istituto sondriese). Il viaggio, sempre per prendere ordini, dei colleghi della BPS sarà più lungo di una cinquantina di chilometri visto che la sede centrale di BPER è appunto Modena.

Niente, in ogni caso, sarà come prima.

1 COMMENTO

  1. Come ben si dice nell’articolo: “BPS, un istituto che ha progressivamente accresciuto dimensioni e valore, grazie alle scelte oculate dei suoi amministratori. Così com’è avvenuto per il Credito Valtellinese, la sensazione è di essere scippati di un bene che appartiene alla città e alla valle intera, un pezzo della nostra storia, e come tale è doloroso privarsene.”

    Si dice invece tranquillo il Presidente di BPS Suisse. Io lo sarei meno perché finora ben poche fusioni hanno portato vantaggi a chi si è fatto rilevare. Il caso del piccolo Credito Valtellinese rilevato de Credit Agricole alcuni anni fa e ora completamente diretto dall’istituto francese lo dimostra.