Il grido di aiuto

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Forse la parola “disumano” dovrebbe essere ridefinita. Il disumano è umano quanto l’umano. Il bene e il male, il paradiso e l’inferno sulla terra – ora nelle nostre vite, ogni giorno nei notiziari. È insopportabile – eppure faccio tutto quello che faccio sempre, quasi indifferente, impotente, non violenta, senza parole, inorridita – per momenti…. Sembra, tutto ciò che conta è la violenza, la brutalità, i 1000 modi di commettere un genocidio.

La popolazione target – bambina affamata

Foto di Salma Kaddoumi

Davanti ai nostri occhi stanno accadendo atti di violenza devastanti e catastrofiche, genocidi, guerre, la morte, morte, morte…. il tristo mietitore è in libertà, una danza di morte deliberata e continua….

Chi vuole la pace non deve fare la guerra.

La guerra porta alla guerra, alla distruzione dolosa di vite, di proprietà e beni, preferibilmente di industrie vitali come l’elettricità, di istituzioni educative, di ospedali, di istituzioni culturali e storici come musei, siti patrimonio dell’UNESCO….  Senza pietà. Senza compassione. Senza empatia. Il grande piacere di distruggere intenzionalmente. E io rimango scioccata.

Chi può spiegarmelo?

Le guerre sono la prova di un’immensa cattiveria, malvagità, meschinità, disprezzo e subdolezza. Da entrambi i fronti. La valutazione sull’uccisione di una persona o di molte persone non si basa sulla loro nazionalità, sulla loro etnicità – o forse sì?

Molti morti vengono pianti e ricordati per un po’ di tempo

Cornelia Müller