Igor Gianola in concerto a Poschiavo: “Suonare qui è come tornare a casa”

0
712

Giovedì 31 luglio, Poschiavo accoglierà un ospite d’eccezione: Igor Gianola, chitarrista rock di fama internazionale, salirà per la prima volta su un palco della sua valle d’origine per un concerto che si preannuncia speciale, sia per lui che per il pubblico.

L’evento, a ingresso libero, è organizzato dall’Associazione Art Crott, fondata nel 2022 da Remo Baumann, Marco Baumann e Loris Raselli. Negli ultimi due anni, il gruppo ha dato vita a una trentina di eventi, tra concerti e spettacoli teatrali, nei locali che gestisce: la Tégia Végia e due sale del Crott, spazi messi a disposizione anche per iniziative altrui.

«A gennaio abbiamo letto l’intervista pubblicata sul Bernina e ci siamo detti: non è possibile che non lo conosciamo, e che voleva suonare in Valposchiavo», raccontano Remo e Loris. «Lo abbiamo contattato subito: si è mostrato interessato e felice. Così abbiamo cercato una data che funzionasse, e il 31 luglio ci è sembrato perfetto, anche per la vicinanza con i festeggiamenti del 1° agosto. Abbiamo voluto offrire l’evento gratuitamente: è un’occasione unica, un artista di alto livello che ritorna nella sua valle».

Il concerto inizierà alle ore 20 alla Tégia Végia. In programma, i grandi classici del rock dagli anni ’70 ai ’90, in pieno stile Alto Voltaggio, la band fondata da Gianola stesso. Un’occasione rara per ascoltare dal vivo un musicista che ha calcato i palchi di tutto il mondo, dai Gotthard agli U.D.O., fino ai più recenti CoreLeoni.

Nell’attesa del concerto, abbiamo raggiunto Igor Gianola per una breve intervista.

La Tègia Vègia, luogo del concerto

Intervista a Igor Gianola

Torni a suonare in Valposchiavo, “a casa”, come l’hai definita tu. Cosa significa per te esibirti davanti a un pubblico che in parte ti conosce?
Sicuramente per me Poschiavo è come casa, anche se io sono cresciuto in Ticino. Il tempo passato in valle da ragazzo rimane indelebile. Per la verità, se non consideriamo i “giochi musicali” con i cugini a casa dei miei nonni, questa è la prima volta che suono a Poschiavo, e sono molto contento di poterlo fare.

Che tipo di concerto ci possiamo aspettare a Poschiavo? Sarà un’esibizione in stile Alto Voltaggio, con i grandi classici del rock, oppure ci sarà qualche sorpresa nel repertorio?
Porteremo per la prima volta il repertorio classic rock degli Alto Voltaggio.

Quali saranno i tuoi prossimi concerti prima di arrivare a Poschiavo?
Il 17 luglio, io e Alex (batterista degli Alto Voltaggio) suoneremo a Sion con i CoreLeoni in apertura del concerto di Alice Cooper e Judas Priest. A seguire, con gli Alto Voltaggio, saremo all’open air di Agno il 26 e a Locarno il 27 luglio, in occasione di Luci e Ombre.

Dopo tanti palchi internazionali e collaborazioni prestigiose, che valore ha per te suonare in contesti più piccoli, come quello che troverai il 31 luglio a Poschiavo?
Noi cerchiamo sempre, indipendentemente dal contesto, di dare il massimo, per rispetto del pubblico e della musica. Il nostro spirito non cambia: cambia il contesto, ma l’impegno no.

La scena musicale è cambiata molto rispetto agli anni ’90: streaming, social media, meno spazi per la musica dal vivo. Come vivi tu, che hai attraversato più epoche, questa trasformazione?
La vivo per quello che riesco, con un certo spirito di adattamento, anche se da musicista “datato” non mi piace tutto e rimpiango qualche aspetto del passato. Il progresso tecnologico è difficile da fermare, perciò è meglio conviverci. Va anche detto che non tutti i cambiamenti sono negativi: oggi la tecnologia permette cose impensabili vent’anni fa. Ogni medaglia ha il suo rovescio.

Vedi dei giovani talenti svizzeri (o magari valposchiavini) che ti ispirano o ti colpiscono particolarmente?
Negli ultimi anni ho perso un po’ di vista la scena emergente, ma so per esperienza che ci sono sempre talenti che meritano di essere scoperti. La Svizzera ha prodotto una quantità notevole di nomi nel rock e nel metal — Krokus, Gotthard, China, Coroner, Celtic Frost… nomi che si sono distinti in un mercato dominato dall’anglosfera. Questo deve ispirare i giovani musicisti svizzeri. Quanto alla scena poschiavina, ho scoperto con piacere l’esistenza di musicisti attivi e luoghi validi. Per me Poschiavo era romanticamente montagne, natura e famiglia… oggi so che c’è anche altro.

Dopo Poschiavo, quali saranno i tuoi prossimi impegni con Alto Voltaggio o CoreLeoni?
Si continuerà con i tour estivi per entrambi i gruppi, e stiamo lavorando anche alla preparazione di nuovi brani per un futuro album. Di tempo per annoiarsi, fortunatamente, ce n’è poco.
Grazie per l’intervista, un caro saluto a Poschiavo e ai poschiavini.

Marco Travaglia
Caporedattore e membro della Direzione