Premiati in Valmalenco il Soccorso Alpino Svizzero Bernina e REGA

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Quattro alpinisti “8000 metri per 14 vette, senza bombole di ossigeno”, due elicotteristi delle vette, quattro rappresentanti di enti preposti al soccorso in montagna sono convenuti venerdì 11 luglio a Spriana (il più piccolo comune della Valmalenco) per una serata straordinaria.

Tra i 150 e i 200 appassionati della montagna hanno assistito all’assegnazione di due premi (“La pica de crap” e “Il moschettone della solidarietà”, manufatti ad opera del “malenc” Renato Bergomi), premi con una storia ultradecennale.

Il primo, “Il moschettone della solidarietà” è stato assegnato al Soccorso Alpino Svizzero – Bernina e a REGA. Per il SAS – Bernina si è presentato il bregagliotto (peraltro domiciliato in Engadina da oltre mezzo secolo) Gian Carlo Salis, deputato nell’organizzazione alla formazione per il soccorso estivo.

Per la Rega ha condiviso il premio Peter-Christian Müller, elicotterista.

Gian Carlo Salis: «Prestiamo soccorso a tutte le persone in situazioni d’emergenza e bisognose di aiuto. Forti di soccorritrici e soccorritori perfetti conoscitori dei luoghi e del terreno, svolgiamo i nostri interventi in qualsiasi condizione di tempo. Aggiungo che le soccorritrici e i soccorritori svolgono il loro compito su base volontaria, spesso in condizioni difficili.  Dall’unione delle forze del Soccorso Alpino con quelle della Rega si sono ottenuti risultati fondamentali. Dal punto di vista degli alpinisti infortunati o comunque in difficoltà, la rapidità dei soccorsi in elicottero è indubbiamente da preferire alla durata dei soccorsi via terra, che richiede tempi più lunghi. Poi con la diffusione della telefonia mobile tutto è più semplice e rapido. Anche se non manca qualche aspetto problematico. Sono infatti in aumento sensibile le persone, in realtà non ferite, che chiedono aiuto per sfinimento, insomma per un calcolo scorretto delle proprie forze e delle proprie abilità. E questo è un problema, perché può distogliere forze da interventi più necessari. In ogni caso noi ci siamo per tutti, anche per gli imprudenti».

Al contributo di Salis si è aggiunto l’elicotterista Peter-Christian Müller: «Entro la fine del 2026 la Rega dovrebbe sostituire tutti i suoi elicotteri con Airbus H145 D3. Questi sono più grandi degli attuali e il nostro hangar di Samedan non può ricoverarli. In autunno sarà messa in votazione il finanziamento per il rinnovo e se il voto sarà favorevole, come speriamo si procederà subito. Mi preme sottolineare due elementi. Stiamo adottando per gradi un nuovo sistema strumentale di navigazione ancora più preciso che ci consente di volare in sicurezza anche con scarsa visibilità.

Secondo elemento: l’H145 D3 è un elicottero tecnicamente avanzato, dotato di un rotore a cinque pale e grazie alle sue prestazioni superiori e al carico utile più elevato, è adattissimo agli interventi in alta montagna».

A proposito di “macchine” e di esperienze estreme è intervenuto il valtellinese Maurizio Folini. Lui con il suo Ecureuil H125 opera sull’Everest e nel 2013 è riuscito a salvare uno scalatore all’altezza record di 7800 metri. Per inciso un film sul suo operato e su quello del pioniere Luigi Bombardieri è stato presentato nel 2023 a St. Moritz dalla locale sezione della PGI. Folini si è a lungo prestato ad aiutare le popolazioni nepalesi colpite dal terremoto nel 2015 e le aiuta tutt’ora all’occorrenza, favorendo donazioni.

Sullo stesso piano opera il secondo premiato, Mario Comandona, ventesimo nel Club “8000 metri per 14 vette, senza bombole di ossigeno”. L’aostano ha creato, insieme ad amici del Club sopracitato, la onlus “Sanonani” che in Nepal aiuta nel sostentamento e negli studi 25 giovani orfani, supportati da personale specializzato.

Per questa attività benefica il 26 febbraio scorso è stato nominato cavaliere ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, consegnatagli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Camandona racconta: «Una telefonata da Roma? Sarà la solita vendita telefonica. Viene dal Quirinale? Dal presidente della Repubblica?! Non ci posso credere. Ero senza parole per la commozione».

Sempre da Camandona un altro episodio illuminante: «Un astronauta mi contattò, dicendomi che, avendo visto l’Everest dallo Shuttle, voleva fortissimamente scalarlo con me. C’è un’agenzia molto seria che ti garantisce di essere portato in vetta presto con il supporto di uno sherpa nepalese, suggerii. No, voglio un’esperienza diversa, molto coinvolgente, fu la sua risposta. Allora vieni con me in montagna per due lunghi anni, poi si vedrà. Fatto! È scalato l’Everest!».

Felicissimo della serata Elio Parolini, ideatore ed organizzatore dei due premi, assegnati da sempre a prestigiosissimi alpinisti e benemerite istituzioni.